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Attualità

pubblicato il 12 ottobre 2017

Dossier Bollo e Tasse

Incentivi auto 2017/2018, il Governo non ci pensa proprio

Il ministro delle Infrastrutture ha chiarito che non ci saranno, neanche per le elettriche

Incentivi auto 2017/2018, il Governo non ci pensa proprio

La Provincia autonoma di Bolzano ha appena concesso 4mila euro di sconto a chi compra un’auto elettrica e 2mila euro a chi sceglie un’ibrida plug-in. L’incentivo però resta confinato in Alto Adige, come un “privilegio” per chi ha la residenza in quella provincia, perché il governo italiano non pensa proprio a incentivare l’acquisto di auto elettriche o ibride plug in sul resto della Penisola; un mercato in cui l’offerta sta lievitando, mentre la vendita stenta a decollare (in Italia nell’ultimo anno appena lo 0,1% delle auto immatricolate era a emissioni zero) sia per gli elevati prezzi di listino sia per la rete infrastrutturale di ricarica ancora scarsa nel nostro Paese. Palazzo Chigi non ha tantomeno intenzione di concedere incentivi all’acquisto di auto in generale. Lo ha detto a chiare lettere il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio: “Per ora non abbiamo scelto la strada degli incentivi. Il mercato dell'auto sta andando molto bene. E' un mercato che è cresciuto, l'industria automobilistica è cresciuta" (qui ricordiamo i dati sulle immatricolazioni, che però da molto ormai sono spinte dal noleggio e non dalla vendita alle famiglie, cioé ai privati).

Il governo punta su autobus e rete di ricarica

Per ora il governo dice di non aver scelto la strada degli incentivi, ma quella “di favorire altri tipi di mobilità, quella pubblica con autobus e treni per i pendolari”. L’investimento sul piano nazionale riguarderà le reti di ricarica elettrica. A questo proposito ricordiamo che il Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha approvato uno schema di accordo con le Regioni per la rete nazionale di ricarica dei veicoli elettrici dal valore di 72,2 milioni di euro, di cui 28,7 di risorse Mit.

Una spinta arriva da Ue e aziende

Il governo ha fatto un passo in avanti, sì, che si spera ponga fine all’“immobilismo” che ci ha resi un Paese arretrato rispetto ad altri. In un’interrogazione mossa a inizio anno dal presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, si legge: “Come ricorda una relazione della Corte dei conti, ripresa anche da Repubblica, sono stati spesi appena 6.286,28 euro su 50 milioni stanziati dal 2013 al 2015 per la realizzazione dei punti di ricarica. La stessa Corte raccomanda poi al Ministero dei Trasporti di ‘accelerare al massimo’ sulla realizzazione delle colonnine per la ricarica e di puntare sulle centraline di tipo fast, monitorando l’avanzamento dei progetti avviati”. Intanto qualcosa si muove grazie al contributo dell’Unione Europea e dei costruttori. Da poco è partito il progetto EVA+, che prevede 30 punti di ricarica veloce extraurbana installati da Enel per fare un pieno elettrico in circa 20 minuti e coprire, ad esempio, il tratto Roma-Milano potendo contare su un'infrastruttura ogni 60 km.

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Tag: Attualità , incentivi


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