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pubblicato il 29 ottobre 2009

La rivincita di Reva è adesso

Ecco chi è il costruttore indiano di auto elettriche che ha conquistato GM

La rivincita di Reva è adesso

L'auto elettrica è la promessa dei grandi costruttori per il 2012, ma c'è chi da 15 anni crede in questa tecnologia ed ha già messo su strada centinaia di migliaia di vetture a trazione elettrica senza farsi troppo notare. E' la Reva Electric Car Company, società indiana semi-sconosciuta in Italia, ma che di fatto è la prima casa costruttrice al mondo di vetture elettriche con qualcosa come 30mila unità all'anno. Numeri che fanno impallidire giganti come Tata Motors, General Motors e Toyota. Tuttavia, anche se la Riva vanta il parco circolante ad energia elettrica più numeroso del pianeta, da sola non può reggere le sfide del mercato e sta cercando partners muovendosi in tre direzioni: costruire modelli più accattivanti con il marchio Riva; stringere alleanze con altri produttori per abbattere i costi di assemblaggio e "vendere" la propria competenza a giganti come la General Motors.

La partita infatti vale molto di più di quanto si possa pensare. In ballo ci sono le migliaia di dollari messe sul piatto dalla Casa Bianca e dall'altro i milioni di euro dell'Unione europea. Proprio oggi, ad esempio, Bruxelles ne ha promessi 23 ad un progetto pilota per lo sviluppo dell'auto elettrica e la stessa cosa sta facendo anche "l'amministrazione Obama con i soldi dei contribuenti", come si legge in un articolo pubblicato ieri sul New York Times. E se è vero che, come ha predetto Carlos Ghosn, CEO di Renault-Nissan, il 10% delle auto vendute nel mondo nel 2020 sarà elettrico, occorre far bene i conti. Ecco allora che un colosso come la General Motors si è alleata con la Reva Electric Car Company per giungere il più rapidamente possibile alla conversione della Chevrolet Spark da diesel in elettrica.

"La tecnologia e la competenza Reva in materia non hanno rivali al mondo", ha detto Karl Slym, presidente di GM India. L'azienda fondata dal signor Maini ha infatti dietro di se molti anni di esperienza. Maini, che già a 10 anni cotruiva da solo automobili e aerei telecomandati, dopo la laurea in ingegneria meccanica presso l'Università del Michigan, fondò la Reva, affiancandola all'azienda di famiglia che costruiva già ricambi auto, golf cart e carrelli elevatori. Da qui la scalata ed ora la possibilità di competere con le grandi case automobilistiche.

Il piano per il grande salto è già pronto. All'ultimo Salone di Francoforte la Reva ha presentato la NXR e la NXG, due modelli plug-in che saranno commercializzati dal 2010 in 24 paesi del mondo e attraverso una modalità tutta nuova. A partire da quella data sarà infatti attivo anche il sito web per la prenotazione dei veicoli, per non parlare della tecnologia telematica REVive che, come una riserva invisibile, promette all'automobilista di richiedere una ricarica elettrica d'emergenza tramite una telefonata o un SMS.

Tutte proposte che si prevede saranno molto gradite dal mercato. Per questo la compagnia si sta già muovendo per essere all'altezza degli ordini e sta trattando con la Bannon Automotive, nello stato di New York, per affidargli parte della produzione, mentre può già contare su uno stabilimento di proprietà dalla capacità produttiva di 30mila unità all'anno. L'obiettivo di Reva è infatti all'opposto di quello di Tesla, la giovane compagnia americana sorta nella Silicon Valley. Mr. Maini è convinto che per arrivare al successo bisognerà proporre al mercato auto di piccola cilindrata e dal costo contenuto. Niente supercar come la Model S da 45mila euro insomma, ma citycar come la NXR da 15mila euro.

[ Foto: Kuni Takahashi per The New York Times ]

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