dalla Home

Test

pubblicato il 27 ottobre 2009

Al volante della Mazda MX-5 Superlight

Sotto la neve (e in garage) con la roadster sperimentale presentata a Francoforte

Al volante della Mazda MX-5 Superlight
Galleria fotografica - Su strada con la Mazda MX-5 SuperlightGalleria fotografica - Su strada con la Mazda MX-5 Superlight
  • Su strada con la Mazda MX-5 Superlight - anteprima 1
  • Su strada con la Mazda MX-5 Superlight - anteprima 2
  • Su strada con la Mazda MX-5 Superlight - anteprima 3
  • Su strada con la Mazda MX-5 Superlight - anteprima 4
  • Su strada con la Mazda MX-5 Superlight - anteprima 5
  • Su strada con la Mazda MX-5 Superlight - anteprima 6

Appuntamento sulle Alpi austriache nel mese di ottobre. Puoi trovare cieli limpidi oppure le prime nevi. Con una vettura senza tetto era inevitabile che ci capitasse la seconda. Ma non per questo ci siamo scoraggiati perché per noi di OmniAuto.it era un'occasione esclusiva poter guidare la Mazda MX-5 Superlight Version, dopo averla ammirata al Salone di Francoforte dov'è stata esposta per festeggiare i 20 anni della roadster più venduta nella storia dell'automobile.

EVOLUZIONE DI SERIE
Concept, esercizio tecnico o una vettura di serie camuffata? Tutte e tre le cose: la Superlight deriva dalla MX-5 in listino e, allo stesso tempo, non vi entrerà (almeno a breve) e tuttavia contiene alcune idee per ridurre il peso, ossessione dei tecnici Mazda che per le prossime generazioni dei loro modelli vogliono dimagrirli di almeno 100 kg rispetto ai precedenti. L'equazione è semplice: meno peso uguale a più prestazioni, meno consumi ed emissioni e più piacere di guida. Sembra la strada giusta e invece non è facile perché bisogna ripensare strutture, materiali e metodi di produzione tenendo conto delle norme sulla sicurezza. Tutto questo costa e l'esperienza insegna: puoi fare la migliore automobile del mondo, ma se costa più delle altre, rimane dei saloni dei concessionari.

VISTA DA VICINO
Per nostra fortuna la Superlight invece non è rimasta semplicemente sulla passerella di un Salone e possiamo ammirarla da vicino. È verniciata di un bianco cangiante che nella neve sembra meno bianco, ha gli stessi gruppi ottici, ma con qualche LED in più per quelli anteriori. Sotto, le due prese d'aria laterali hanno cornici color titanio mentre i cerchi sono quelli della versione due litri. La novità principale è l'assenza del parabrezza e del tetto, sostituito da due rollbar tubolari rivestiti di una carenatura aerodinamica i cui due archi sono sottolineati da luci di stop a LED. Al posto del cristallo anteriore e dei montanti troviamo un cofano allungato fino a integrarsi con la palpebra del cruscotto e un filante retrovisore centrale montato su un supporto di alluminio. Non pervenuti invece quelli laterali. La Superlight ha dimensioni identiche alle MX-5 di serie al millimetro (4.020 di lunghezza) eppure, vista di profilo, la appare più lunga di naso e più appoggiata sulle ruote posteriori, come certe vetture da corsa degli anni '50 o certe barchette inglesi degli anni ruggenti. La stessa trama a righe nasconde la fibra di carbonio e avvolge tutto l'abitacolo. Qui si capisce come l'essenzialità corsaiola possa diventare eleganza.

COM'E' DENTRO
Alle spalle dei sedili, anch'essi in fibra di carbonio, e all'interno delle portiere si vede la lamiera bianca e sopra vi passano cose che il normale automobilista non vede mai e neppure sospetta gli stiano intorno, come i tubi a maglia incrociata dell'impianto frenante. I profilati a Y che disegnano le maniglie laterali sono rivestiti dello stesso cuoio che troviamo sui sedili da corsa con cinture a 4 punti, il poggia braccia centrale, il volante e le fantascientifiche leve del cambio e del freno di stazionamento. Dello stesso colore è anche la fascia bucherellata in vetroresina che percorre tutta la plancia e sostituisce l'impianto di aerazione. Sembra un eufenismo su una roadster senza tetto né parabrezza, ma questo vuol dire che non ci sono climatizzatore né i meccanismi di azionamento della capote oltre al fatto che non c'è traccia dei cristalli laterali né di maniglie o motorini elettrici per azionarli. Altro peso in meno. I tecnici Mazda dicono che la Superlight è ampiamente sotto i 1.000 kg, perfettamente ripartiti sui due assali.

AL VOLANTE, PER POCHI METRI
Per entrare non ci sono maniglie all'esterno, ma un semplice comando di sblocco sotto il bordo delle portiere. La strumentazione è la stessa. Al centro della plancia ci sono un solo pulsante e due cursori ai lati. Al centro si preme per avviare il motore e spegnerlo, gli altri servono a tagliare accensione e alimentazione, anche qui le corse insegnano. Assai più leziosi i pannelli in alluminio levigato e la docking station per i lettori di Mp3, il telefono o l'iPod. Bisogna solo decidere se si vuole la musica di qualche pop star o quella del 4 cilindri 1.8 da 126 CV accoppiato al cambio manuale a 5 rapporti, perfettamente identico a quello di serie. In quest'ultimo caso, gli altoparlanti sono due bei terminali di un impianto di scarico messo a punto per gorgogliare e anche la scatola di aspirazione è stato modificato per "suonare" come si deve. Neppure l'autotelaio è esente da modifiche. I freni sono con dischi auto ventilanti maggiorati provvisti di pinze fisse a 4 pistoncini, le carreggiate sono più larghe di 50 mm, l'assetto più basso di 30 mm, gli ammortizzatori sono Bilstein e le barre di torsione Eibach. Due nomi che fanno drizzare le orecchie agli appassionati e che, insieme al resto, accrescono il nostro rimpianto. Le tortuose strade di montagna oggi sono inospitali per un giocattolino prezioso come questo. Appena il tempo di fotografarlo, sentirne il suono e fare la continua spola tra l'esterno e il garage perché c'è la paura che l'esposizione all'umidità lo danneggi. La Superlight però è già di per sé una promessa per come sarà la MX-5 del futuro. Un giorno di sole per divertirci con lei sulle curve a cielo aperto lo troveremo senz'altro.

[Foto: Emanuele Lami - © OmniAuto.it]

Scegli Versione

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Test , Mazda


Top