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Tuning

pubblicato il 25 ottobre 2009

Sotto il vestito... tutto

Ipocrisia e spudoratezza

Sotto il vestito... tutto
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Quante volte avremmo voluto, al volante di una più o meno modesta vettura, poter dire la nostra tanto al bullo di turno quanto al conducente della supercar che, fermo al semaforo, ci guarda come fossimo trasparenti? E quante volte abbiamo desiderato di possedere un'auto per qualche verso unica?

Questi due sogni, tradotti in realtà dalle capacità e dall'inventiva di coloro che ieri si chiamavano meccanici-elaboratori ed oggi più esoticamente "tuners", hanno dato vita a vere e proprie bombe realizzate su basi del tutto modeste, quali, ad esempio, Fiat 500, Volkswagen Maggiolino o Citroen 2CV, a dimostrazione del fatto che, nel mondo delle quattro ruote, non sia poi così difficile per la realtà superare la fantasia.

CINQUINO
A metà degli anni '60 del secolo scorso fece sensazione e notizia la storia di una modesta Fiat 500 che sulle autostrade emiliane si permetteva il lusso di sorpassare, sul filo dei 180 km/h, Gran Turismo apparentemente più prestanti. Ne parlarono i principali quotidiani locali, la notizia approdò sui tavoli dei redattori di autorevoli mensili e settimanali specializzati e finì anche in TV, ma, allo stesso tempo, sui tavoli della Polstrada. Fu caccia all'uomo: appostamenti a vuoto e improvvisi cambi di direzione, ma, alla fine, l'auto venne "beccata". Aperto il cofano agli attoniti agenti della Stradale apparve, al posto del modesto bicilindrico Fiat da 22 CV, un bel motore Panhard PL 17 Tigre da 60 CV che, piazzato su un corpo vettura da circa 500 chili, trasformavano il modesto Mr. Jeckill in un malefico Dr. Hyde.
All'epoca se ne vedevano di tutti i colori e nulla venne risparmiato al modesto cinquino, dall'utilizzo di canne e pistoni del Volkswagen al tentativo di Giannini di realizzare un 4 cilindri contrapposti da 750 c.c. che sviluppava la bellezza di 42 CV. L'auto rimase allo stato di prototipo e, trattando qui solo di vetture stradali o apparentemente tali, non parliamo delle vecchie 500 o 126 oggi trasformate in mostri motorizzati Yabusa e dintorni o addirittura con Cosworth da 360 CV, da utilizzare nelle gare slalom o di accelerazione.

MAGGIOLINO
Analoghe sensazioni provocarono le elaborazioni del Maggiolino Volkswagen, auto borghese e tranquilla che "più da famiglia non si potrebbe", ebbene innumerevoli sono i Maggiolini divenuti anfibi o che hanno accolto di tutto nel loro capace vano motore (e non solo): ieri come oggi dai 6 cilindri da 2.000 cc. della 911 S agli 8 del motore Corvette che andava tranquillamente a rimpiazzare il divano posteriore. La filosofia dei proprietari di vecchi Beetles elaborati, e non solo, spazia dall'assoluto understatement - carrozzerie borghesotte e magari neppure particolarmente curate che nascondono motorizzazioni bomba - al più puro esibizionismo: corpi vettura appariscenti con assetti estremi e cromature rutilanti che non sempre nascondono motorizzazioni adeguate; per contro, quando il motore c'é, ci si ritrova in presenza di vere e proprie Porsche travestite. Oggi gira in Italia - fra gli altri - un maggiolino di un bel blu metallizzato sempre motorizzato Porsche con assetto, cerchi e gomme da 993; il tutto dichiaratamente omologato a libretto...

2 CV
A proposito di omologazioni in Italia avrebbe forse potuto avere qualche problema (ma non è detto, visto proprio che siamo in Italia...) il tuner-proprietario di una Citroen 2CV "Vanette" che, messe le mani su una Ferrari 355 fortemente incidentata, ha pensato bene di trapiantare l'intera meccanica dell'azzoppato Cavallino nel corpo, non più innocente, della sua Vanette: se vogliamo è stato un modo per rivendire - d'un solo colpo - le glorie passate della Citroen SM Camionette e della più famosa Ferrari 250 "Breadvan". Ma la nostra tanto amata 2 CV - che lo scorso anno compiva 60 anni - è stata palestra anche di altre esercitazioni magari meno estreme, ma pur sempre pepate. Chi ha assistito al radumo mondiale Citroen dello scorso anno a Vallelunga non potrà non ricordare le evoluzioni di una 2 CV dotata di un motore turbo sempre fabriqué chez le Double Chevron. L'impertinente ed arzilla vecchietta sgusciava veloce, sgargiante macchia di colore, in mezzo ad altere DS e SM prendendosi gioco di loro come un vero e proprio Gianburrasca d'Oltralpe.

BMW
Concludiamo con una chicca meno vivace quanto a colori, ma ben più pesante quanto a cavalli: i 360 del cinquino tedesco ed i 380 della Vanette franco-italica svaniscono di fronte ai 1.000 di una vecchiotta e apparentemente normale BMW M3 serie E36 addirittura in versione quattro porte... Il massimo, quanto ad apparente borghesia. Di che poter guardare con aria innocente e apparentemente dismessa tanto il bullo quanto l'altezzoso proprietario della supercar, in attesa del verde di un semaforo che, con queste premesse, oggi non potrebbe che trovarsi in pista...

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Tuning


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