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pubblicato il 22 ottobre 2009

Opel-Magna: non c’è bisogno di ricominciare la gara

RHJ si ritira, Magna è l’unico compratore e GM spera di chiudere entro la settimana

Opel-Magna: non c’è bisogno di ricominciare la gara

Non c'è bisogno di riaprire la gara per Opel. Lo sostiene il trust incaricato di curare la vendita della consociata europea di General Motors dopo che il commissario UE alla concorrenza, Neelie Kroes, aveva inviato al governo tedesco una lettera nella quale dichiarava illegali e contro il libero mercato aiuti statali pari a 4,5 miliardi di euro concessi al consorzio Magna-Sberbank e non in modo incondizionato a qualsiasi fosse stato il compratore di Opel.

La questione, come anticipato, era stata sollevata in particolare dal ministro dell'industria del Regno Unito, Lord Mandelson, e la Kroes, dopo aver visionato tutti i documentati rilievi del governo britannico, aveva scritto all'uscente ministro tedesco per l'economia, Karl-Theodor zu Guttenberg. Il fondamentale parere di Bruxelles sembrava dunque riaprire i giochi, ma così evidentemente non è stato tanto che Fritz Henderson, CEO e presidente di GM, si è detto di nuovo fiducioso nel fatto che la vendita di Opel sarà finalizzata entro la settimana. Non sarebbe la prima volta. Nel frattempo però la posizione dell'UE è stata sfumata da una dichiarazione di un portavoce, Jonathan Todd: «Non è intenzione della Commissione Europea bloccare ogni particolare trattativa, piuttosto è nostra intenzione assicurare che il denaro reso disponibile sia sotto accettabili condizioni di aiuti statali, secondo le regole dei mercati interni».

Un atteggiamento oggettivamente "pilatesco" dopo la lettera della Kroes, ma giustificato a questo punto da motivi definiti "pragmatici" da uno dei membri del trust di Opel, Fred Irwin. In altre parole: GM ha fretta di vendere e di fare cassa, mentre questa questione riguarda UE e Germania ed è loro che la devono risolvere. In più, dopo la polemica uscita dalla trattativa da parte di Fiat, definita da Sergio Marchionne "una soap opera brasiliana", sembra che anche il consorzio belga RHJ non voglia rientrare nella partita. Anche la cinese BAIC, che aveva manifestato il suo interesse, non commenta. Dunque, perché riaprire una gara danneggiando finanziariamente sia Opel sia GM con un ulteriore ritardo e rischiando di far fuggire quello che, al momento, sembra essere l'unico compratore possibile? Il risultato sarà che tutti gli stati coinvolti avranno costi sociali e finanziari, ma l'unica soluzione possibile è, a questo punto, quella tedesca.

Intanto in Spagna i sindacati hanno indetto un programma di scioperi (28 e 30 ottobre, 3 e 5 novembre) presso lo stabilimento GM di Figuerelas, vicino Zaragoza, per protestare contro i tagli al personale. Una delle critiche al piano Magna-Sberbank è infatti quella di favorire l'occupazione presso gli stabilimenti tedeschi alle spese di quelli belgi, britannici, polacchi e, appunto, spagnoli. Nel frattempo, si rifanno sotto i cosiddetti "nazionalisti" come Dirk Pfeil: «Se GM riorganizzasse Opel con l'aiuto del governo tedesco, sarebbe la migliore soluzione per tutti. Sarebbe l'opzione più conveniente per i contribuenti tedeschi». Una tesi simile è sostenuta anche da Lord Mandelson il quale, conti alla mano, ha dimostrato che, se fosse la GM stessa a tenere e risanare Opel, il costo per le casse statali sarebbe inferiore di 2 miliardi di euro. Evidentemente ha ragione chi sostiene che la Germania considera Opel cosa propria e, dunque, merce di scambio politico, in linea con l'opinione di gran parte dell'arco costituzionale tedesco il quale vuole la Russia come interlocutore privilegiato per la propria politica estera.


[Foto - John Smith - via bogs.reuters.com]

Autore: Nicola Desiderio

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