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pubblicato il 27 ottobre 2009

L'auto che si guida da sola si farà, forse

L'UE lancia un progetto che in 3 anni ne studierà la fattibilità

L'auto che si guida da sola si farà, forse
Galleria fotografica - L'esperimento SARTRE per la guida "autonoma"Galleria fotografica - L'esperimento SARTRE per la guida "autonoma"
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L'auto che si guida da sola potrebbe non essere più un sogno da telefilm (e ci riferiamo al mitico "Supercar"), ma l'obiettivo finale di un progetto in parte finanziato dall'Unione europea che per tre anni ne studierà la messa a punto. L'esperimento si chiama SARTRE, che letteralmente significa "convogli stradali sicuri per l'ambiente" (SARTRE, SAfe Road TRains for the Environment), ed oltre alla Commissione Europea vede la collaborazione delle imprese spagnole Idiada e Robotiker-Tecnalia, dell'ente tedesco Institut für Kraftfahrwesen Aachen (IKA), dell'Istituto svedese SP per le ricerche tecniche e delle aziende Volvo Car Corporation e Volvo Technology. Se i ricercatori avranno successo, i vantaggi saranno notevoli: i consumi di carburante (e le emissioni di CO2) verranno ridotti del 20%; gli incidenti causati dalle azioni e dall'affaticamento dei conducenti diminuiranno; i tempi di viaggio e i problemi legati al traffico si ridurranno e i viaggiatori avranno più tempo libero.

In pratica si tratterebbe di uscire di casa la mattina e, appena entrati in autostrada, di incontrare una serie di altre vetture che procedono accodate, a pochi centimetri l'una dall'altra, viaggiando a velocità normale e formando un convoglio compatto (che offre numerosi vantaggi da un punto di vista aerodinamico). Dopo qualche minuto si potrebbe lasciare il volante e leggere il giornale, parlare al telefono o guardare la televisione, mentre l'auto si guida da sola in modo totalmente sicuro ed "economico". Per arrivarci le prime vetture di prova - su strada dal 2011 - saranno equipaggiate con un sistema di navigazione e un'unità ricetrasmittente in grado di comunicare con un veicolo capofila. Lo schema infatti prevede che ciascun convoglio stradale - o plotone - disponga di un veicolo capofila che procede normalmente, con un controllo completo su tutte le varie funzioni, guidato da un conducente esperto che conosce a fondo il percorso. Il ruolo di capofila potrebbe essere svolto, ad esempio, da un taxi, un autobus o un camion e ciascun convoglio comprendere dalle sei alle otto vetture. Quando poi l'auto si avvicina alla propria destinazione, il conducente ne riprende il controllo e lascia il convoglio spostandosi di lato per proseguire fino a destinazione.

"Mi rendo conto che a molti questa idea può sembrare un'utopia - ha detto Erik Coelingh, responsabile tecnico delle funzioni per la sicurezza attiva presso Volvo Cars - ma questo tipo di guida autonoma non richiede in realtà alcuna tecnologia magica, né alcun investimento per infrastrutture. L'accento viene invece posto sull'ulteriore sviluppo e sull'adattamento di tecnologie già esistenti. Occorre inoltre svolgere collaudi completi per verificare il rispetto degli elevati requisiti di Volvo Cars in fatto di sicurezza". Secondo i ricercatori i plotoni stradali potreranno notevoli agevolazioni ai pendolari, che coprono ogni giorno lunghe distanze in auto, ma anche ai camion, agli autobus, ai pullman, ai furgoni e agli altri tipi di veicoli commerciali. Un vantaggio che potrebbe trasformarsi in realtà tra dieci anni.

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