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pubblicato il 20 ottobre 2009

L'Italia è il modello per il progetto ICARUS

L'Ue cerca un linguaggio comune per la sicurezza stradale e ci sceglie

L'Italia è il modello per il progetto ICARUS

L'Europa della sicurezza stradale è sempre più unita. Il prossimo passo verso l'abbattimento dei confini tra le varie nazioni è rappresentato dalla definizione di un manuale educativo unico valido su tutto il territorio europeo. Per arrivarci è nato il progetto ICARUS (Inter Cultural Approaches for Road Users Safety), un'iniziativa finanziata per oltre 700.000 euro dalla Commissione Europea e finalizzata ad esportare in Europa il modello formativo in materia di educazione alla sicurezza stradale sperimentato in Italia con il progetto Icaro. L'esperienza italiana si basa su "Il paradosso del giovane guidatore", uno studio realizzato su oltre 6 mila ragazzi delle scuole primarie e secondarie di varie città della Penisola, che ha portato alla costruzione di un efficace modello di intervento per la prevenzione degli incidenti stradali per gli altri 17 Paesi coinvolti nell'iniziativa.

Per la prima volta in Europa sarà condotta una ricerca in questo settore su un campione molto vasto utilizzando un questionario che verrà distribuito a 1.000 studenti, di età compresa tra i 14 ai 18 anni, in ogni Paese europeo aderente. Le risposte saranno poi analizzate da un team di ricercatori della Facoltà di Psicologia 2 dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e sintetizzati in un rapporto in cui saranno analizzati i fattori di rischio comuni e quelli tipicamente nazionali, le variabili individuali dei comportamenti a rischio e l'esistenza di gruppi di guidatori particolarmente esposti all'incidentalità stradale.

Un lavoro senza precedenti che è stato presentato a Roma durante il primo meeting ICARUS, presso la Scuola Superiore di Polizia, alla presenza del vice presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, e del capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza, Antonio Manganelli. L'obiettivo è dimezzare entro il 2010 il numero degli incidenti stradali. Ogni giorno, infatti, sulle strade dell'Unione europea perdono la vita in media 22 giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni e proprio loro costituiscono il 20% dei morti (quasi 8.000 persone ogni anno), pur rappresentando solo il 10% della popolazione.

I prossimi incontri del progetto ICARUS sono previsti a Lubjana nell'autunno 2010 e a Bruxelles ad ottobre 2011. Qui, oltre ai risultati della ricerca, sarà anche presentato il film "Young Europe", storie di giovani europei ambientate in Italia, Francia, Spagna e Slovenia sul tema della sicurezza stradale.

Per scaricare "Il paradosso del giovane guidatore" cliccare qui.

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Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale , unione europea


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