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pubblicato il 17 ottobre 2009

Opel-Magna: tutto da rifare

La partita si riapre. Secondo il commissario UE alla concorrenza il piano non è legale

Opel-Magna: tutto da rifare

Opel tutto da rifare. Secondo quanto riportato dal Financial Times e dal quotidiano "La Repubblica", la Commissione Europea, nella persona del commissario per la concorrenza, Neelie Kroes, ha scritto al governo tedesco uscente, nella persona del ministro uscente, Karl-Theodor zu Guttenberg, una lettera nella quale dice chiaramente che gli aiuti pubblici promessi dall'esecutivo condotto da Angela Merkel sono una forma di finanziamento che contraddice le norme e le regole europee sulla libera concorrenza perché sono stata garantiti tacitamente alla Magna e non a qualsiasi compratore fosse stato scelto da General Motors come acquirente della propria consociata.

Un brutto colpo quindi per Angela Merkel e la Magna, ma non si tratta di un fulmine a ciel sereno dopo gli sviluppi delle ultime settimane che ha visto l'offensiva da parte dei paesi che ospitano impianti Opel (Belgio, Polonia, Regno Unito e Spagna) e sostengono di essere parte lesa di un accordo tra governo, sindacati e Magna per privilegiare il mantenimento dell'occupazione nei quattro stabilimenti tedeschi all'interno del piano di ristrutturazione che prevede quasi 11mila esuberi. OmniAuto.it ha dato conto del carteggio inviato da Lord Mandelson, ministro dell'industria britannico, proprio alla signora Kroes. Nel frattempo Magna aveva praticamente concluso l'accordo con i sindacati britannici ed era in fase avanzata con quelli spagnoli, mentre ancora in alto mare era la vertenza in Belgio e Polonia. Eppure voci insistenti davano per ieri o oggi la chiusura dell'accordo con tutte le parti con la conseguente formalizzazione dell'acquisto di Opel.

Il principio che Neelie Kroes vuole far passare è il seguente: i soldi per aiutare la Opel come azienda tedesca devono essere garantiti a chiunque ne sia l'acquirente. L'atteggiamento invece del mondo politico e sindacale tedesco è stato di netta preferenza per il piano Magna-Sberbank e di grande ostilità nei confronti delle altre offerte, non ultima quella di Fiat. In questo quadro, General Motors si sarebbe ritrovata con le spalle contro il muro: se vuoi vendere Opel dotandola di uno "zaino" pieno di denaro - è stato il messaggio della politica tedesca - lo devi fare a chi diciamo noi. Del resto, una delle osservazioni principali di Lord Mandelson è stato che il piano Magna-Sberbank è stato approvato nonostante l'opposizione dei due membri indipendenti nominati da GM. Il venditore dunque ha avuto sovranità limitata e oggi, alla luce della nuova situazione, potrebbe prendersi la libertà di riaprire la gara e di farlo a condizioni nettamente più vicine sia alle proprie esigenze sia a criteri più distanti da quelli politici. Fiat dunque potrebbe rifarsi avanti, sempre che ne abbia ancora voglia...

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Opel


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