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pubblicato il 16 ottobre 2009

Tour of the Alps 2009

Vi raccontiamo il nostro viaggio gommati con i nuovi pneumatici invernali Pirelli Snowcontrol

Tour of the Alps 2009

Settecento chilometri di viaggio in tre giorni. Da Milano al Passo dello Stelvio a oltre 2.700 metri di quota e poi di nuovo giù fino a Monaco, passando per St. Anton in Austria. Pirelli lo ha chiamato "Tour of the Alps", un giro delle alpi fra Italia, Svizzera ed Austria, per certi versi estremo, ma ideale per far provare fino in fondo le caratteristiche di una nuova gomma invernale. La novità si chiama più precisamente Snowcontrol Serie II, una copertura destinata ad auto di dimensioni piccole o compatte, dalla Fiat Grande Punto alla Volkswagen Golf. Ovvero di automobili fra le più vendute del mercato per le quali però sono ancora pochi gli italiani che si interessando ad acquistare un treno di pneumatici invernali. E l'obiettivo di questo supertest Pirelli, che ha coinvolto 50 giornalisti provenienti da tutto il mondo fra cui un inviato di OmniAuto.it, era proprio quello di dimostrare quanto una gomma stagionale può fare la differenza in fatto di sicurezza di viaggio in città, come in autostrada o su strade di montagna...

LA TEMPERATURA PERFETTA
"Arriva il freddo, temperature in calo di 8-10 gradi". Così titolavono ad inizio settimana tutti i giornali italiani e gli unici ad esultare alla notizia erano i partecipanti del Tour of the Alps, noi compresi. La temperatura è infatti un fattore determinante per la resa dei pneumatici perchè, indipendentemente dal fondo stradale che si percorre, a basse temperature una gomma tradizionale si irrigidisce peggiorando le capacità di grip sull'asfalto. Viceversa un pneumatico invernale come il Pirelli Snowcontrol Serie II è progettato proprio per lavorare meglio quando fa freddo e in particolare al di sotto dei 7 gradi centrigradi. Ben venga allora l'ondata di gelo!

DESTINAZIONE STELVIO
Il Tour parte dall'autodromo di Vizzola, dopo una rapido briefing teorico e una sessione di prove in pista (bagnata) per che permette di saggiare le caratteristiche salienti del Pirelli Snowcontrol Serie II. Noi ci mettiamo al volante di una Fiat Bravo 1.6 Multijet e ci accodiamo alla carovana di una ventina di auto sulla A8 e poi sull'A9 in direzione di Como. L'itinerario del primo giorno prevede circa 300 chilometri di strada e ci regala panorami mozzafiato a cominciare dal lungolago di Como. A Chiavenna ci fermiamo per sgranchirci le gambe e fare un rapido spuntino. Fino a questo momento il viaggio è lento - a causa degli ingorghi che animano le strettoie della SS340 - ma regolare. E la nostra bravo gommata "Snowcontrol II" si comporta regolarmente in fatto di dinamica di guida e confort di marcia. L'unica differenza percepibile riguarda lo sterzo che è meno diretto. Proseguiamo in direzione di St. Moritz e iniziamo a salire di quota per superare il Passo Maloja. Intanto scende la temperatura, ma soprattutto il cielo si annuvola e inizia a cadere qualche fiocco di neve: il termometro della Bravo segna 4 C° allertandoci del pericolo ghiaccio. I responsabili Pirelli ci dicono che dobbiamo limitare gli stop fotografici per non arrivare troppo tardi al passo dello Stelvio che in caso neve potrebbe chiudere. Per noi è difficile non cadere in tentazione, stregati dai passaggi lunari che incontriamo dopo St. Moritz, ma cerchiamo di procedere spediti verso la sosta di rifornimento gasolio prevista a Livigno. Venti chilometri dopo siamo a Bormio, in Valdidentro, il tempo sembra reggere con un temperatura stabile a 0 gradi o poco sotto e la SS38 che conduce al passo dello Stelvio è ufficialmente aperta. Iniziamo ad inerpicarci lungo le decine di tornanti di questa strada spettacolare costruita nel 1825 e lunga circa 20 chilometri. L'asfalto è pulito fino a quota 2.000 metri dove inizia ad aumentare la frequenza di cumuli di neve e ghiaccio, sempre più invadenti, soprattutto sui tornanti. La motricità garantita dai pneumatici invernali è comunque sufficiente per avanzare senza esitazioni, tanto che il sistema antipattinamento ASR della Bravo viene chiamato in causa sono in due o tre circostanze. Anche all'arrivo, a quota 2.760 metri, riusciamo a muoverci sul parcheggio completamente ricoperto di neve battuta senza particolari problemi. La stanchezza per la giornata non manca, ma a svegliarci ci pensa la temperatura appena usciamo dalla macchina: -8 C°!

SORPRESE IN QUOTA
Il secondo giorno del Tour of the Alps comincia all'alba. La sveglia è alle 6:30 per rispettare una mattinata densa di impegni ad alta quota. Alle 7.30 prendiamo la funivia che ci porta a quota 3.450 metri dove ci attende un circuito di prova preparato accanto ad una pista da sci durante la notte. Qui ci possiamo mettere al volante di alcune Alfa MiTo, Fiat 500 e Volkswagen Golf che sono arrivate quassù - confessa lo staff Pirelli - trainate dai gatti. Del resto a tutto c'è un limite! La pista ad alta quota ci consente di provare le qualità degli pneumatici Showcontrol II in condizione di handling a dir poco estremo. Ingraniamo la prima, l'auto pattina un pò, via la seconda, si e ci muoviamo tutto sommato agevolmente, impostando le curve fra gli occhi increduli degli sciatori-passanti. Ci riesce anche la chicane tra i birilli. Sulla neve battuta l'aderenza dei pneumatici è infatti sufficiente e garantire la direzionalità del veicolo e laddove si verifica un principio un sbandata interviene la mano magica dell'ESC, più o meno vigile a secondo del modello. Scesi dalla macchina non facciamo in tempo e renderci conto della temperature polare (-14 C°) che la nostra attenzione viene rapida da una sfida calcistica al femminile degna delle più fantasiose allucinazioni da principio di congelamento. Ma vi rimandiamo a questo link per saperne di più...

Nel primo pomeriggio la carovana del Tour of the Alps si rimette in viaggio. Noi cambiamo macchina e saliamo a bordo di una Peugeot 308 1.6 HDI per iniziare la discesa sull'altro versante dello Stelvio. I primi chilometri sono quelli più impegnativi per via del ghiaccio (il termometro Peugeot segna -10 C°) e del nevischio accumulatosi durante la notte. Avanzando in seconda marcia a velocità ridotta superiamo in sicurezza il tratto più critico e ci possiamo "distrarre" ad ammirare lo splendido panorama che ci si apre dinnanzi a noi, tornante dopo tornante...
Neanche un'ora più tardi (e 1.000 metri di dislivello più in basso) i colori del paesaggio sono cambiati completamente. La luce del sole al tramonto illumina le distese d'erba della Val Venosta che attraversiamo in direzione del confine austriaco sul passo Resia. La giornata si conclude con l'arrivo a St. Anton, una nota località sciistica austriaca pernottiamo prima dell'ultima tappa.

VERSO MONACO
La lunga strada di ritorno verso Monaco (280 km), che conclude il Tour of the Alps, ci riserva gli ultimi suggestivi paesaggi montani lungo la statale 198. La temperatura è particolarmente rigida con punte di -12 C°, ma l'asfalto perfettamente pulito e opportunamente salato per evitare la formazione di ghiaccio. Noi guidiamo una Volkswagen Polo 1.6 TDI che conferma in tutte le condizioni di viaggio le buon impressioni sui pneumatici Snowcontrol II. Anche sull'ultimo tratto di autobahn tedesca che ci conduce a Monaco dove, in assenza di limiti di velocità, lanciamo la Polo a 180 km/h apprezzando il buon confort di marcia, per nulla compromesso dalla maggiore rumorosità da rotolamento dai pneumatici invernali.

Autore: Redazione

Tag: Eventi


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