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pubblicato il 12 ottobre 2009

Patente a punti: è tempo di novità

La Spagna è il modello della proposta dell'Asaps in Parlamento

Patente a punti: è tempo di novità

I patentati come gli azionisti di una società virtuosa che ricevono utili solo se vengono raggiunti alcuni positivi risultati. E' attorno a questa idea che ruota la proposta di riforma della patente a punti che l'Asaps presenterà il prossimo 15 ottobre, durante l'audizione presso l'Ottava Commissione Lavori pubblici del Senato, in merito all'esame del Disegno di legge n. 1720, relativo a disposizione in merito alla sicurezza stradale.

Secondo l'Associazione, i due punti omaggio per ogni biennio previsti dalla legge italiana dovrebbero essere assegnati ai conducenti solo se nei prossimi anni si saranno raggiunti obiettivi globalmente positivi e preliminarmente prefissati sulla sinistrosità stradale, in particolare per i bienni 2010/2011 e 2012/2013. Un'idea che arriva dalla Spagna, dove i "retti" del volante sono stati premiati con punti extra per il loro buon comportamento al volante. A beneficiarne sono stati ben 21 milioni di conducenti grazie alla "ley 17/2005", che disciplina "el Permiso y Licencia de Conducir por Puntos". In pratica si era stabilito che si sarebbero ottenuti i bonus solo se l'intera collettività avrebbe contribuito ad abbassare il numero degli incidenti e non avrebbe commesso troppe infrazioni.

Ed è quello che è successo. Gli archivi della Direzione Generale del Traffico (DGT) hanno potuto stabilire che solo il 7% dei conducenti spagnoli (in tutto 1.804.509) hanno visto intaccare la propria riserva di punti dal "permiso" dal momento in cui il sistema sanzionatorio è radicalmente cambiato con l'introduzione, avvenuta il primo luglio 2006, della patente "a scalare". Un dato che soddisfa governo e tecnici e che è reso ancora più importante dal fatto che i recidivi costituiscono davvero una percentuale infinitesimale: quelli che sono stati multati due o più volte sono stati appena 289mila (1% dei patentati). Con una buona rete di controlli, la velocità media è drasticamente scesa, così come la sinistrosità stradale, tanto che per la prima volta dal 1963, il numero di vittime estive sulla strada è sceso sotto la soglia dei 400 morti. Da allora il numero di auto circolanti è cresciuto di 18 volte, mentre la mortalità nel bimestre luglio-agosto 2009 è scesa del 15,7% rispetto allo stesso periodo del 2008. Dall'estate 2001 la differenza è del -55,4%. Si è così centrato, anche in Spagna, l'obiettivo imposto dall'Unione Europea di dimezzare la mortalità tra il 2001 ed il 2010, ormai alle porte.

L'Italia invece ha ancora molto da fare per arrivare a questo traguardo e tra le proposte che l'Associazione esporrà al Parlamento ci sono anche dei corsi per il recupero dei punti con verifica ed esame finale, anche con la prova pratica di guida. E per i casi di punti persi per eccesso nel consumo di alcolici o uso di stupefacenti, si parla di verifica con specialisti che accertino il recupero di un percorso virtuoso.

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