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pubblicato il 8 ottobre 2009

Chrysler: quasi pronto il piano di rilancio

Il 4 Novembre Marchionne svelerà i prossimi 5 anni del Gruppo guidato da Fiat

Chrysler: quasi pronto il piano di rilancio

Il piano di rilancio di Chrysler sarà reso noto il 4 novembre e sarà quinquennale. Lo rivela il quotidiano Detroit News facendo seguito alle indiscrezioni corse in questi giorni che delineano in modo abbastanza chiaro quale sarà il riassetto della Casa di Auburn Hills, della quale Fiat ha il controllo con il 20% di partecipazione azionaria acquisita a costo zero dopo il fallimento della vecchia Chrysler e la nascita della nuova il 10 giugno scorso.

Si parla innanzitutto di dividere il marchio Dodge da quello RAM, con il primo dedito alle autovetture di fascia medio-bassa e il secondo solo ai truck, ossia a SUV e pick-up. In entrambi casi, dovrebbero rimanere entro i confini dell'area NAFTA (USA, Canada e Messico). Per Chrysler invece si profila una strategia di qualificazione del brand e di condivisione di prodotti con il marchio Lancia, lo stesso per Jeep destinato a rafforzare la propria posizione di marchio globale dedito ai SUV con una maggiore connotazione premium. Chrysler inoltre è destinata non solo a dare la piattaforma della 300C a trazione posteriore per l'Alfa Romeo 169, ma questa potrebbe essere anche la base della prossima Maserati Quattroporte. Da Oltreoceano arriveranno anche i nuovi V6 Phoenix, sui quali Fiat metterà le mani per renderli più adatti al Biscione.A sua volta, il pianale della nuova Giulia sembra destinato a essere lo scheletro che avrà il vestito della 200C, la berlina media il cui stile è stato mostrato in occasione dell'ultima edizione del NAIAS. Proprio il tradizionale appuntamento di Detroit potrebbe essere l'occasione per il debutto ufficiale e in grande stile.

Tutto da verificare invece il programma per l'auto elettrica che la Casa americana stava mettendo a punto prima del fallimento. Il partner per le batterie è di quelli importanti (A123, una joint-venture con molti azionisti di primissimo piano come General Electric, MIT, Motorola, Procter&Gamble e Qualcomm) e Fiat potrebbe prendere una delle seguenti decisioni: portare la propria ricetta basata sul perfezionamento dei motori tradizionali o utilizzare il patrimonio di Chrysler per cominciare a darsi anch'essa una scossa. Il trasferimento di Paolo E. Ferrero da Fiat Powetrain a Chrysler Powertrain è da questo punto di vista ambiguo: sarà il portatore della religione del Multiair e del Multijet in terra americana o il Caronte dell'elettrificazione di Fiat? Molto dipenderà dalle valutazioni economiche e dai flussi di cassa che si delineeranno durante il mese di ottobre, in particolare saranno determinanti gli ordini dei concessionari. Se saranno incoraggianti, vuol dire che la crisi sta davvero finendo. In caso contrario, la strategia dell'innovazione dovrà essere necessariamente conservativa.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Chrysler


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