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pubblicato il 8 ottobre 2009

La Fondazione ANIA al Senato per la sicurezza stradale

In audizione per proporre un piano contro gli incidenti

La Fondazione ANIA al Senato per la sicurezza stradale

L'allarme sicurezza stradale lanciato dalla Fondazione ANIA è arrivato in Senato, dove è in discussione il nuovo Codice della Strada. Ieri la Fondazione ha indicato alla Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del secondo ramo del Parlamento quali sono le principali cause di queste tragedie - distrazione, alta velocità, abuso di alcol - ed ha lanciato la proposta, già presentata alla Commissione Trasporti della Camera, di un Piano strategico con progetti poliennali, in piena cooperazione con il Governo e le Istituzioni, per affrontare il problema a livello di sistema.

Per contrastare l'incidentalità, la Fondazione ANIA ha proposto innanzitutto un'unica cabina di regia delle attività sulla materia attraverso l'istituzione di un Dipartimento/Servizio Nazionale della Sicurezza Stradale che operi come diretta emanazione del Governo in funzione di coordinamento di tutte le Forze e gli Organismi pubblici e privati che agiscono nel settore della mobilità e della sicurezza stradale. Il Dipartimento/Servizio Nazionale della Sicurezza Stradale andrebbe dotato di poteri speciali simili a quelli riconosciuti alla Protezione Civile e poi ci sarebbe da semplificare il Codice della Strada, ancora troppo complesso e continuamente sottoposto ad interventi di modifica.

E' poi necessario, secondo la Fondazione ANIA, che "il Governo intervenga con un incremento dei fondi per finanziare l'estensione dei controlli con le telecamere di sicurezza e i sistemi di controllo elettronico di velocità (tipo tutor), che svolgono un ruolo decisivo nello scoraggiare gli automobilisti a violare i limiti di velocità". Riguardo ai giovani, per cui gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte, è auspicabile un'educazione diversa, con una riforma della patente di guida a livello europeo (migliore preparazione teorica e pratica, "patente di guida in prova" per i primi tre anni, educazione stradale obbligatoria).

Per l'alcol, causa del 30% degli incidenti, il Governo sembra già propenso all'applicazione del principio "tolleranza zero" e "tasso alcolemico zero", nei primi tre anni di patente, e sul principio anglosassone "chi beve non guida, chi guida non beve". E per chi sgarra o guida distrattamente servono norme più severe. La Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale ha proposto di raddoppiare le sanzioni per coloro che usano il cellulare alla guida senza auricolare e di introdurre, anche per coloro che inviano sms o mms alla guida, le stesse sanzioni. Inoltre, per coloro che hanno commesso gravi infrazioni, come la guida in stato di ebbrezza, c'è la necessità di misure terapeutico-riabilitative per modificare in modo adeguato e stabile il loro comportamento alla guida. "Vanno creati e resi obbligatori corsi di 'driver improvement', che all'estero hanno evidenziato una riduzione del rischio di recidive di circa il 50% - si legge nella nota - In quest'ottica vanno previsti interventi anche sulla patente a punti, introducendo un test di verifica dell'apprendimento presso gli uffici della Motorizzazione per i conducenti sanzionati".

Spetta ora all'esecutivo legiferare in materia, per salvare 5.131 vite l'anno. Un record negativo che fa registrare in Italia il tasso di morti più alto d'Europa dopo la Polonia, con 500 vittime più della Francia, 1.300 più della Spagna, oltre 2000 più del Regno Unito. "Con questi numeri che indicano una riduzione dei morti del 27,3% dal 2000, l'Italia non raggiungerà l'obiettivo di dimezzare le vittime entro il 2010", avverte la Fondazione ANIA.

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Tag: Attualità , sicurezza stradale


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