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Retrospettive

pubblicato il 11 ottobre 2009

Suzuki compie 100 anni

Un secolo di vita per il marchio di Hamamatsu

Suzuki compie 100 anni
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La storia del marchio Suzuki, decima casa automobilista al mondo per vendite e secondo costruttore sul mercato giapponese, comincia nel 1909 per mano di Michio Suzuki, imprenditore del settore tessile che fonda ad Hamamatsu l'omonima azienda produttrice di telai da tessitura. Dalle lontane origini della "Suzuki Loom Works" deriva la fortuna di una realtà industriale che negli anni ha saputo diversificare la produzione e farsi conoscere in tutto il mondo per le moto, le auto e i motori marini. In 100 anni di storia il produttore nipponico ha seguito un percorso per molti versi simile a quello di altri marchi connazionali, partiti dagli splendori industriali dell'Impero del Giappone di inizio secolo, passati per i microscopici veicoli del difficile dopoguerra e arrivati a espandere le proprie mire in tutti i continenti.

GLI ALBORI
A seguito del cosiddetto "Rinnovamento Meiji" avvenuto in Giappone a cavallo fra Ottocento e Novecento, il Paese del Sol Levante si avvia a diventare una potenza militare ed industriale che, con il sostegno dell'imperatore, coinvolge numerosi imprenditori. Fra questi c'è anche Michio Suzuki, che nell'ottobre del 1909 apre nella città costiera di Hamamatsu un primo stabilimento per la produzione di telai tessili. Nel 1920 la Suzuki Loom Works viene riorganizzata, registrata e capitalizzata per 500.000 yen come Suzuki Loom Manufacturing Co. Nonostante alcuni prototipi di automobili realizzati sul finire degli anni Trenta e presto accantonati per le esigenze belliche della Seconda Guerra Mondiale, il cuore delle attività produttive Suzuki rimane legato per i primi quarant'anni ai macchinari tessili.

IL DOPOGUERRA
Il primo mezzo di trasporto a portare il logo Suzuki è la bicicletta motorizzata (36 cc) "Power Free" del 1952, seguita nel 1955 dalla Suzulight, vettura compatta spinta da un motore due tempi di 360 cc. La neonata Suzuki Motor Co. inserisce la propria produzione iniziale nel fiorente mercato delle micro vetture nipponiche, dando alla Suzulight la moderna impostazione della trazione anteriore e delle sospensioni indipendenti. Gli anni Sessanta vedono lo sbarco di Suzuki negli USA, l'apertura di nuovi stabilimenti produttivi in Thailandia e la presentazione del nuovo modello compatto Fronte 800.

I SETTANTA
Proprio nel 1970 debutta il fuoristrada Jimny 4x4 (serie LJ10), la prima 4x4 di Suzuki e il modello destinato a caratterizzare per molti anni l'immagine del costruttore nipponico e a dare il via alla fortunata famiglia del "Suzukino". L'espansione fuori dai confini nazionali continua con la creazione di filiali e stabilimenti in Canada, Indonesia e Filippine. La LJ80 4WD del 1977 porta avanti il concetto di utilitaria tuttofare e a quattro ruote motrici che farà la fortuna delle vetture Suzuki, seguita nel 1979 dalla Alto, la kei car di grande successo giunta fino ai nostri giorni con lo stesso nome.

L'ARRIVO IN ITALIA
La diffusione nei mercati mondiali diventa sempre più capillare negli anni Ottanta, con una presenza forte in Europa che sfocia nel 1982 nelle prime importazioni di automobili Suzuki in Italia: LJ80, l'SJ410, l'SJ413 aprono la strada alle successive Samurai (il cosiddetto "Suzukino"), Swift, Alto, Maruti 800 e Vitara. La Maruti e la Vitara riscuotono un buon successo di vendite nel nostro paese, contribuendo a portare il numero di vetture Suzuki esportate a quota 2 milioni nel 1987. Nel frattempo Suzuki stringe accordi commerciali con l'americana General Motors Corp.

IL BOOM DEGLI ANNI NOVANTA
La nuova decade comincia con il rinnovato nome di "Suzuki Motor Corporation" e la commercializzazione della Cappuccino, decappottabile a due posti mai arrivata in Italia ma molto apprezzata nel Regno Unito. Di grande importanza per il mercato europeo è l'inaugurazione a Esztergom, in Ungheria, dei nuovi stabilimenti per la produzione di vetture. Le vendite totali in Giappone hanno ormai raggiunto i 10 milioni di pezzi (1994), mentre nel 1997 anche i mercati esteri raggiungono la stessa cifra a 6 zeri. Il 1997 è anche l'anno della Wagon R Wide o Wagon R +, autentica pietra miliare nella storia del marchio giapponese che continua a vivere in patria sotto altri nomi e che è stata apprezzata anche come Opel Agila prima serie. Nell'88 la Grand Vitara invade i mercati stranieri, seguita dalle rinnovate versioni di Alto, Wagon R e Jimny.

IL NUOVO MILLENNIO
Il 2000 è l'anno della Ignis, da cui deriverà la prima Chevrolet Cruze, e di una più stretta collaborazione con GM, per conto della quale Suzuki realizza le vetture compatte. Nel 2001 arriva la Liana e la MR Wagon. La diversificazione a livello di kei car cittadine porta alla presentazione nel 2002 delle curiose monovolume Alto Lapin e Jimny Sierra, seguite nel 2003 dall ibrida biposto Twin. Nello stesso anno Suzuki e Fiat siglano un accordo per lo sviluppo di un nuovo SUV che nascerà tre anni dopo con il nome di SX4 e Sedici. La rinnovata Swift arriva nel 2004 e nel 2005 è il turno della Grand Vitara. Nel 2008 l'ormai classica Wagon R prende il nome di New Palette e il suo posto viene preso nei listini dalla Splash. L'ultima tappa del centenario percorso Suzuki è segnato dall'avvio delle vendite europee della Alto settima serie.

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Tag: Retrospettive , Suzuki , anniversari


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