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pubblicato il 7 ottobre 2009

La strada più cara del mondo... sarà italiana

La tangenziale di Asti costerà 62 mln di euro al km. Ed è pericolo estinzione rospi

La strada più cara del mondo... sarà italiana

Cara, inutile e perfino pericolosa per una rara specie di rospo piemontese che potrebbe estinguersi se costruita. La porzione di tangenziale che dovrebbe sorgere a sud ovest di Asti per collegare l'Asti-Cuneo con la Torino-Piacenza non è ancora stata costruita, ma è già al centro di polemiche roventi. E' una battaglia tra sostenitori e oppositori che dura da anni e che oggi è più accesa che mai grazie al supporto della Legge obiettivo - che la finanzia - ed ai calcoli del Corriere della Sera. Secondo il quotidiano, il tratto verrebbe a costare circa 62 milioni di euro al chilometro. Una cifra enorme che l'autore dell'articolo suggerisce di destinare all'acquisto di trecento carrozze deluxe per i treni dei pendolari o per rimettere in sesto tutte le strutture universitarie scassate dell'Aquila e non solo.

Invece quei soldi verranno spesi per una lingua d'asfalto lunga poco più di cinque chilometri. E l'opposizione, in vista del parere che a giorni emetterà la Regione Piemonte, incalza. Il 22 settembre due consiglieri, Paola Barassi e Alberto Deambrogio, hanno presentato una mozione contro il progetto preliminare depositato dall'Anas ad agosto e tra le contestazioni c'è anche l'allarme per il rischio che correrebbe una "particolare e rara specie di rospo presente solo in aree del territorio piemontese". Per l'esattezza si tratta del "pelobates fuscus insubricus", un anfibio che è sopravvissuto all'alluvione del 1994 e che ora è il simbolo della guerra anti-tangenziale che da anni porta avanti un comitato locale.

La prossima battaglia si svolgerà probabilmente ancora in Consiglio Regionale, ma per il momento le proteste degli oppositori sono state inutili, anche se - secondo loro - "non è stato mai fatto uno studio di viabilità - si legge nell'articolo - e quindi nessuno sarebbe in grado di dire quante macchine passeranno su quella strada. Inutili anche le osservazioni avanzate dal comitato su alcuni aspetti dell'operazione. Per esempio, la circostanza che la società Autostrada Asti-Cuneo del gruppo Gavio, concessionaria della tangenziale, sia partecipata al 35% dall'Anas, cioè dal concedente. Per esempio, che il progetto sia stato affidato a un'altra società del medesimo gruppo Gavio, la Sina spa, di cui è amministratore delegato Agostino Spoglianti, contemporaneamente pure presidente della Asti-Cuneo...".

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