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Retrospettive

pubblicato il 7 ottobre 2009

7 Ottobre 1913: Ford introduce la catena di montaggio

Iniziava 96 anni fa la rivoluzione industriale dell'auto. E non solo

7 Ottobre 1913: Ford introduce la catena di montaggio
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Produrre un'auto è un lavoro lungo e complicato, ma questo non significa che non si può raggiungere l'obiettivo abbattendo i costi di assemblaggio e proponendo al pubblico un prezzo vantaggioso. Di questo era convinto Henry Ford, figlio di agricoltori che, con la sola formazione elementare, iniziò a lavorare come macchinista tecnico in un'industria di Detroit per poi diventare industriale, ingegnere e progettista di fama mondiale. Nato a Dearborn, nel Michigan (USA), il 30 luglio 1863, il fondatore della Ford Motor Company (1903) aveva idee rivoluzionarie e tutte rivolte verso un unico scopo: costruire auto semplici e poco costose destinate al largo consumo.

Convinto che l'auto non fosse solo un oggetto di fabbricazione artigianale e dal costo proibitivo come credeva la gente dell'epoca, il 7 Ottore 1913 ordinò ai suoi operai nella fabbrica di Dearborn di cambiare metodo di lavoro. Da quel giorno di 96 anni fa, ogni dipendente, anche se inesperto, cominciò ad assemblare un unico pezzo della vettura, tramite movimenti ripetitivi e meccanici che permettevano un notevole risparmio di tempo nella produzione. Era quella che sarebbe stata chiamata "la catena di montaggio" e che poi avrebbe fatto parlare il mondo di "Fordismo", sulla scia dell'enorme successo che ne derivò.

La sua introduzione, infatti, fece scendere il tempo per completare una vettura - tra l'ottobre e il dicembre 1913 - da 12 ore e mezza a 2 ore e quaranta e poi a meno di 2 ore, ottenendo così una produzione di massa di prodotti omogenei che fece del modello T Ford (rigorosamente nero) un oggetto alla portata della classe media. L'era del consumo di massa era così cominciata e, grazie ad una produzione che abbassava i costi dell'azienda, il prezzo del prodotto finale scese vertiginosamente: nel 1909 la Ford T costava 900 dollari, nel 1925 ne costava 290. Fu un grande affare per Ford, che con 10 milioni di prodotti venduti fece una fortuna e trasformò i suoi operai nei più pagati nel mondo (nel 1914 introdusse la giornata lavorativa di otto ore e aumentò i salari da 2,10 a 5 dollari al giorno).

La sua particolare divisione del lavoro, la produzione non organizzata attorno a macchine simili e la sua linea di assemblaggio diventarono dei veri e propri modelli per la produzione industriale. Tuttavia, è certo che da solo il metodo non basta. Per raggiungere il successo è comunque necessario che ci sia una richiesta in grado di assorbire la voluminosa produzione ed Henry Ford lo sapeva. Fu abile a sfruttare le buone condizioni del mercato nordamericano di allora e valutò correttamente la capacità di acquisto dell'uomo medio. Analisi di mercato che sono tutt'ora valide per i manager delle case automobilistiche - e non solo - ma che in alcuni casi portano a cattive conseguenze. L'anniversario della nascita di questo metodo rivoluzionario cade quest'anno in un contesto in cui i mercati internazionali soffrono ancora per la crisi economica. Molti costruttori continuano a ridimensionare la propria produzione perché il mercato è saturo e la domanda è scesa. Ed è ancora fresca la notizia del fallimento di "giganti" come Chrysler e General Motors, mentre proprio Ford è stato l'unico dei tre colossi americani a non chiedere un intervento diretto di Washington ritoccando i listini verso il basso. Henry Ford avrebbe detto: "Gli americani avranno l'auto che vorranno, del colore che vorranno, purché sia nera".

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Tag: Retrospettive , Ford , produzione , anniversari


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