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pubblicato il 5 ottobre 2009

Matteoli: "A Messina è catastrofe, ma il Ponte si farà"

Il Ministro difende l'opera che avrebbe contenuto i danni

Matteoli: "A Messina è catastrofe, ma il Ponte si farà"

Il Ponte sullo Stretto di Messina si conferma una priorità del Governo Berlusconi. L'alluvione che nella notte tra il primo e il 2 ottobre ha causato nella città siciliana la morte di oltre 20 persone (un bilancio che potrebbe salire) è, per il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, "una situazione disastrosa, anche se poteva andare molto peggio", ma che non fermerà la costruzione dell'opera. Anzi, se i suoi cantieri fossero stati già all'opera, sarebbe stato meglio.

"I lavori che dovrebbero partire presto non realizzano nemmeno un metro del Ponte - ha detto il Ministro - ma sono opere collaterali che molto probabilmente, se si fossero già fatte, forse il disastro sarebbe stato inferiore. Mi spiego meglio, ora noi andiamo a spendere 1,3 miliardi di euro per fare alcuni lavori in Calabria e in Sicilia, in provincia di Messina e in provincia di Reggio Calabria che sono migliorie al territorio anche per evitare disastri come questo e poi si costruisce il Ponte, quindi mi pare che il Ponte non possa essere messo in discussione".

Riguardo invece alle parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha chiesto più sicurezza e meno opere faraoniche, Matteoli ha replicato: "Non so se alludeva al Ponte, io non mi permetto di polemizzare col Capo dello Stato, però voglio dire: cosa c'entra il Ponte di Messina? Non si è costruito ancora, non si è messa nemmeno la prima pietra, possiamo imputare al Ponte di Messina per questo?", ha detto, sottolineando che l'Opera "si costruisce attraverso il project financing, attraverso i privati quindi, non è che quei soldi si possono dirottare per mettere in sicurezza il territorio".

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Tag: Attualità , ponte sullo stretto , infrastrutture


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