dalla Home

Attualità

pubblicato il 5 ottobre 2009

Meno SUV negli USA: più energia ai meno fortunati

L'appello della Banca Mondiale nel suo Rapporto sullo sviluppo 2010

Meno SUV negli USA: più energia ai meno fortunati

Togliere ai ricchi per dare ai poveri. Questa proverbiale affermazione sembra sempre di attualità, persino oggi quando si parla di energia e sviluppo sostenibile. Se, ad esempio, negli Stati Uniti 40 milioni di automobilisti rinunciassero ai loro "costosi" SUV per passare alle più modeste citycar, ne deriverebbe un taglio di emissioni di CO2 pari a 142 milioni di tonnellate all'anno che andrebbe a controbilanciare i 160 milioni di tonnellate di emissioni che sarebbero generate se si fornisse energia elettrica a 1,6 miliardi di persone dei paesi in via di sviluppo che sono tuttora senza corrente.

La stima è stata avanzata dalla Banca Mondiale, che in questi giorni tiene a Istanbul le proprie riunioni in vista della conferenza di Copenhagen in programma a dicembre, e che ha rivolto un appello a tutti i politici del pianeta pubblicando il Rapporto sullo Sviluppo 2010, dal titolo "Development and Climate Change". Nelle sue 365 pagine, il documento spiega non solo come la rivoluzione automobilistica statunitense potrebbe migliorare la qualità della vita dell'intero pianeta, ma anche quanto c'è da fare in termini di ricerca. A questo proposito, Marianne Fay, capo economista per lo sviluppo sostenibile della Banca Mondiale, ha ricordato come, ad esempio, gli americani spendano ogni anno 34 miliardi di dollari per comprare il mangime ai loro animali domestici, mentre il mondo intero spende appena 13 miliardi di dollari per ricerca e sviluppo in campo energetico.

"I paesi del mondo devono agire adesso, insieme e in maniera differente in base alle proprie esigenze e a quelle degli altri, se vogliamo costruire un futuro sostenibile", ha detto Robert B. Zoellick, Presidente della Banca Mondiale, a cui ha fatto eco il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, secondo cui, per favorire la costruzione di un'economia mondiale "più verde", bisognerà affiancare maggiori investimenti privati alle scarse risorse pubbliche disponibili. E la Banca Mondiale "riveste un ruolo crescente come partner chiave nel finanziare la transizione e alleviare l'impatto dei cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo", ha detto Draghi.

Per scaricare il Rapporto sullo Sviluppo 2010, "Development and Climate Change", cliccare qui.

Autore:

Tag: Attualità


Top