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Mercato

pubblicato il 3 ottobre 2009

Sergio Marchionne: Sterling Heights chiude

La conferma sullo stabilimento Chrysler in occasione della visita del Ministro Scajola

Sergio Marchionne: Sterling Heights chiude

Sergio Marchionne sigilla le porte allo stabilimento Chrysler di Sterling Heights, nello stato americano del Michigan, per la cui riapertura si erano mossi gli operai e le autorità del posto alla luce dei segni di ripresa del mercato americano. L'AD dei due mondi di Fiat lo ha spiegato in occasione della visita al quartier generale di Auburn Hills Detroit del ministro dell'industria e dello sviluppo economico, Claudio Scajola.

Marchionne ha chiarito la questione in un incontro informale con la stampa con una dichiarazione riportata integralmente sul blog di Chrysler - http://www.thefirehouse.biz - che lo scenario non è cambiato e ha definito prive di ogni fondamento le illazioni fatte sulla stampa su un possibile ripensamento di Chrysler a proposito della chiusura di Sterling Heights decisa non dal nuovo management, ma dal vecchio nell'ambito del progetto di ristrutturazione presentato all'Amministrazione americana e fatto proprio dal giudice che ha curato l'amministrazione controllata. La ripresa contingente - è il ragionamento del manager italo-canadese - è legata agli incentivi, ma affinché coinvolga con continuità gli impianti produttivi e i volumi, occorre raggiungere livelli di redditività e sostenibilità necessari per costruire il futuro di Chrysler su basi solide. Marchionne tuttavia si è detto molto fiducioso sul mercato americano che - ne è convinto - sarà "molto molto meglio" di quello di settembre e ha chiesto pazienza per il piano di rilancio che sarà presentato a novembre.

Nel frattempo, l'AD di Fiat e Chrysler fa capire che non c'è nulla di deciso una volta per tutte per gli assetti produttivi di Chrysler. "Se c'è bisogno di fare qualcosa in relazione a quell'impianto (Sterling Heights, ndr) - ha dichiarato Marchionne - è certamente necessario discuterne prima e in modo prioritario con i responsabili nazionali dell'UAW (il sindacato nazionale dei metalmeccanici, ndr). Capisco gli interessi locali su questa questione, ma penso che abbiamo numerosi scambi e impegni presi con Ron Gettlefinger della UAW e penso che egli sia il primo e principale interlocutore in questo processo". Come dire: se qualcosa si può fare, verrà fatto e ogni decisione sarà condivisa con il sindacato, ma nel solo interesse dell'azienda non di questo o quello stabilimento.

Autore: Redazione

Tag: Mercato , Fiat


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