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Prototipi e Concept

pubblicato il 1 ottobre 2009

Audi A5, con la leggerezza ci guadagna

Presentato un prototipo che pesa oltre 100 kg in meno

Audi A5, con la leggerezza ci guadagna

Per ridurre le emissioni e i consumi migliorando le prestazioni e il comportamento stradale, la via è una sola: diminuire la massa delle autovetture e per riuscirvi è fondamentale utilizzare materiali diversi dall'acciaio. Per questo Audi ha presentato un prototipo di A5 dotata di scocca tutta in alluminio rinforzato con fibra di carbonio che alla bilancia denuncia un peso di 1.310 kg rispetto ai 1.420 kg nel modello di serie corrispondente costruito invece in acciaio e dotato sempre del 2 litri TFSI con turbo e iniezione diretta da 211 CV. Il rapporto peso/potenza in questo modo passa da 6,72 kg/CV a 6,21 kg/CV con un miglioramento del 7,7% che consente di operare altri alleggerimenti ad altre componenti che possono essere dimensionate differentemente. Per fare due esempi, una vettura più leggera ha bisogno di freni meno potenti e più leggeri e di sospensioni meno robuste. Questi particolari tra l'altro, visto che influenzano le masse non sospese, danno un ulteriore vantaggio in termini di comfort e di tenuta di strada.

Insomma, dimagrire fa bene all'auto e, per ogni quintale risparmiato, Audi calcola che a parità di motore il consumo scenda di 0,3-0,5 litri/100 km pari a 8-11 g/km di CO2 con prestazioni migliori. Se poi si vogliono mantenere le stesse prestazioni, si può adottare un motore meno potente e per questo più leggero per avere un ulteriore vantaggio. Una massa inferiore vuol dire anche migliore sicurezza passiva. Audi ritiene anche che, la crescente elettrificazione dell'auto ne faccia crescere di nuovo il peso, un pericolo che rende ancora più necessaria una ricerca sui materiali leggeri.

L'Audi dimostra sulla A5 sperimentale quanto già da 15 anni mette in pratica su altre vetture, a partire dalla ammiraglia A8, prima auto ad adottare la struttura ASF (Audi Space Frame), una scocca portante realizzata completamente in alluminio applicata successivamente anche alla futuristica quanto incompresa A2 e alla R8. Quest'ultima adotta anche una culla per il motore in magnesio. In parte, dei benefici dell'alluminio gode anche la TT, la cui parte anteriore della scocca è proprio in alluminio, non solo per ridurre la massa, ma anche per migliorarne la distribuzione sugli assi. Da allora sono comunque oltre 550mila le vetture prodotte da Audi e 9mila Lamborghini che utilizzano la tecnologia ASF perfezionata nel tempo anche nei processi visto che la loro automazione è nel tempo passata dal 25% all'80% con conseguente calo dei costi, innalzamento degli standard di qualità e possibilità di estendere a scale più ampie i metodi produttivi acquisiti.

In realtà la tradizione dell'alluminio in Audi affonda ancora più lontano, precisamente quando si chiamava NSU e nel 1913 sperimentò sulla 8/24 le prime soluzioni per la scocca e la carrozzeria. In tempi più moderni, è dal 1982 che la Casa di Ingolstadt studia le possibilità del bianco metallo il cui peso specifico è inferiore del 30% rispetto all'acciaio. Nel 1985 ha presentato un'Audi 100 sperimentale con monoscocca in alluminio, mentre nel 1993 con il concept ASF prefigurava la prima A8 che sarebbe stata la prima Audi di serie a l'omonimo metodo di costruzione leggera. Oggi c'è l'Alluminum and Lightweight Design, una struttura composta da 150 persone con sede a Neckarsulm che sviluppa soluzioni per ridurre il peso delle vetture tanto che ha depositato oltre 100 brevetti relativi ai processi produttivi, ma anche a tecnologie che sono state già sperimentate sulle vetture da competizione e potrebbero avere uno sbocco sulle auto di serie. Proprio come sulla A5.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Prototipi e Concept , Audi


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