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pubblicato il 30 settembre 2009

Il Piano strategico per la mobilità sostenibile di Roma fa discutere

Bene l'ecologia, ma si manterrà la promessa?

Il Piano strategico per la mobilità sostenibile di Roma fa discutere

La decisione di Roma di voltare pagina con il "Piano strategico per la mobilità sostenibile" fa discutere. La promessa di eliminare il traffico cittadino non convince tutti e al tempo stesso è applaudita dagli ambientalisti perché si muove in una direzione ecologica e dai rappresentanti del trasporto pubblico perché scoraggia l'uso dell'auto privata.

Tra i più soddisfatti c'è Legambiente, che ha fin da subito giudicato "ottimi gli obiettivi della pedonalizzazione del centro storico ed il potenziamento del trasporto pubblico". Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, ha detto che il Piano viene incontro alle richieste che Legambiente stessa aveva rivolto al Campidoglio all'inizio dell'anno e poi ha rilanciato: "Per renderli più concreti, a questi obiettivi (ndr.) vanno aggiunti: un nuovo ruolo strategico da affidare al tram, il rilancio dei treni metropolitani, nuove pedonalizzazioni nei quartieri, il potenziamento della sosta tariffata e maggiori investimenti sulle politiche di mobilità sostenibile del car sharing e del car pooling". Molto soddisfatta anche l'Unione nazionale Imprese di Trasporto (Cna-Fita), che in una nota ha ricordato di essersi già "attivata nei confronti dell'assessore alla mobilità Sergio Marchi per avere rassicurazioni in merito alla predisposizione di un piano che tenga conto delle esigenze delle imprese del trasporto e della mobilità di persone e merci".

Più perplessa invece è l'Aduc. Per l'Associazione dei consumatori, il "Piano strategico per la mobilità sostenibile" è già stato visto - nei suoi punti essenziali - con le giunte Rutelli-Veltroni, "che hanno avuto 14 anni e 4 mesi per non realizzarlo nonostante un ingente quantitativo di denaro pubblico, 2.600 miliardi di lire, disponibile per l'appuntamento del Giubileo del 2000. A tal proposito - prosegue la nota - si ricordi la "cura del ferro" (anello ferroviario e tram) la cui dizione fece sorridere i più. Non se ne fece praticamente nulla. Siamo ancora in attesa della pedonalizzazione del centro storico, in particolare del "tridente" (area tra piazza del Popolo e piazza di Spagna)". "La giunta Alemanno ha solo tre anni e mezzo per realizzarel'ambizioso programma, che non è riuscito alle giunte Rutelli-Veltroni - ha detto Primo Mastrantoni, segretario Aduc - Non vorremmo essere, di nuovo, presi in giro. Un test per valutare le reali intenzioni dell'attuale governo capitolino è quello della pedonalizzazione del "tridente": si può fare in un mese. Alla fine di ottobre tireremo le conclusioni".

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