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Curiosità

pubblicato il 24 settembre 2009

Michael Moore si beffa di General Motors

La prima del suo ultimo film a porte chiuse nel Renaissance Center

Michael Moore si beffa di General Motors

Quello di Michael Francis Moore è un nome che ormai conoscono in molti, ma c'è stato un tempo in cui nessuno sapeva chi fosse e soprattutto che cosa avesse in mente. Ed è proprio in quel periodo che il noto regista Premio Oscar con "Bowling a Columbine" (2002) e Palma d'Oro a Cannes con "Fahrenheit 9/11" (2004) ha avuto il primo contatto con i vertici di General Motors. Una storia particolare che dopo più di 20 anni è tornata di attualità e che anzi, proprio oggi, alla luce del fallimento del Colosso di Detroit, sta destando scalpore in America.

Cominciando per ordine, era la fine degli anni '80 quando un "certo" Michael Moore bussava alla porta di Roger B. Smith, ex amministratore delegato di GM, per chiedergli un'intervista sul licenziamento di 30.000 lavoratori dopo la chiusura della fabbrica di Flint, la città natale del regista. Quel colloquio non ci fu mai, ma da quella vicenda nacque "Roger & Me", il primo documentario di Moore in cui sono raccontate le storie degli operai, delle famiglie e della miseria nella sua città con quel suo particolare spirito critico.

Va da sè che, anche dopo la proclamazione della sua celebrità, Michael Francis Moore non è più entrato in General Motors. Almeno fino ad oggi. Come per beffarsi di quell'episodio, il regista aveva pensato di organizzare la prima del suo ultimo lavoro, "Capitalism: A Love Story" (in uscita nei cinema il 2 ottobre), proprio al Renaissance Center di Detroit, il simbolo della capitale dell'auto americana, ottenendo il nulla osta necessario. Una scelta azzardata, dal momento che proprio questo documentario sulle "vere cause" della crisi economica è "il culmine" del suo lavoro iniziato con "Roger & me", come ha detto lui stesso. "Ho iniziato a girare 'Capitalism: A Love Story' (ndr) nella primavera 2008, ma in realtà lo sto girando da vent'anni", ha detto, ricordando come "uno dei giorni più felici della mia vita è stato quando Obama ha licenziato il capo della General Motors: per troppo tempo hanno preso soldi dai loro dipendenti e dai clienti. La GM dovrebbe essere trasformata in un'azienda di trasporto pubblico".

Poi la marcia indietro. Dalla GM è arrivato il rifiuto e quindi il compromesso: la prima ci sarebbe stata, ma né Michael Moore, né i media avrebbero potuto parteciparvi. La conferenza stampa si è quindi tenuta presso l'Hotel Marriott dall'altro lato della strada e questo non ha impedito a Moore di attraversarla per entrare nel Renaissance Center e sollecitare la gente a vedere il film.

Michael Moore nel quartier generale di General Motors

Michael Moore si beffa di General Motors: la prima del suo ultimo film a porte chiuse nel Renaissance Center.

Il Trailer di "Roger & Me" di Michael Moore (1989)

1989: Michael Moore bussava alla porta di Roger B. Smith, ex amministratore delegato di GM, per chiedergli un'intervista sul licenziamento di 30.000 lavoratori dopo la chiusura della fabbrica di Flint, la città natale del regista.

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Tag: Curiosità , General Motors


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