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pubblicato il 24 settembre 2009

Il Ford Transit Connect e la legge del pollo

Ecco come Ford aggira una vecchia tassa di importazione degli anni ‘60

Il Ford Transit Connect e la legge del pollo

Farla a un pollo non è poi così difficile ed è quello che si è ritrovato a fare la Ford quando ha deciso di vendere anche negli Usa il proprio Transit Connect, il mezzo commerciale prodotto in Turchia e che fino a poco tempo fa era considerato troppo piccolo per il cliente americano. Invece ora, dietro la spinta del downsizing, ha secondo la Casa americana grosse prospettive nel paese di Zio Sam, soprattutto nei grandi centri urbani. Ma cosa c'entra il pollo con il furgone della Ford? Lo racconta il Wall Street Journal in un articolo che, per quanto divertente, dimostra come funzionavano i rapporti commerciali appena qualche decennio fa.

Era infatti l'inizio degli anni '60 la Germania temeva che gli USA avrebbero messo in ginocchio la propria industria avicola con importazioni massicce di pollo a basso prezzo e decise dunque di attuare al riguardo misure protezionistiche nei confronti dell'America. L'amministrazione dell'allora presidente Lyndon Johnson decise di restituire il favore e, visto che i mezzi commerciali Volkswagen prodotti in Germania risultavano uno scomodo cliente per l'industria americana, stabilì su questo tipo di veicoli prodotti all'estero una tassa d'importazione del 25% che è quindi passata alla storia come "tassa del pollo".

Purtroppo per Ford, questa tassa esiste ancora e riguarda anche mezzi prodotti da case americane in altri paesi, come nel caso del Transit Connect. Allora a Dearborn si sono inventati uno stratagemma: trasformare il Transit Connect, che in linguaggio tecnico delle norme di omologazione USA è definito "commercial van", in "wagon" fornendolo di vetri e di sedili posteriori fissati in modo sommario. Non appena gli esemplari scendono dalla nave nel porto di Baltimora, vengono portati in un centro logistico dove lavorano 65 persone che provvedono a smontare i sedili in meno di 5 minuti e sostituire i vetri con piastre di metallo il cui fissaggio necessita di 15 minuti prima di ricevere un breve test di impermeabilità. Il materiale di risulta viene messo in scatole di cartone e inviato in un centro di riciclo che si trova in Ohio. Da questo momento in poi i Transit Connect possono essere venduti come mezzi commerciali a un prezzo base di listino di 20.780 dollari.

Scoperto il trucco, saranno presi provvedimenti? Non è dato saperlo, ma è certo che in passato altri costruttori stranieri hanno fronteggiando il problema trovandosi costretti a investire grosse somme per impiantare linee di produzione sul suolo americano, in particolare le giapponesi Honda, Nissan e Toyota che potrebbero ritrovarsi tra le ruote un concorrente scomodo e "furbo". Interpellato sulla questione, il vice presidente di Ford Motor Company responsabile per gli affari governativi internazionale, Stephen Biegun, ha tagliato corto: "Siamo liberi commercianti. Punto". Certo che le difficoltà dell'industria automobilistica renderebbero quasi vessatorio un intervento governativo nei confronti di Ford, soprattutto perché si tratta dell'unico costruttore nazionale a non aver chiesto neppure un centesimo di aiuto statale di fronte alle decine di miliardi di dollari spesi per non far crollare General Motors e Chrysler. Tutto a carico dei contribuenti americani che sperano a loro volta di non aver pagato inutilmente la loro tassa sul pollo.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Curiosità , Ford


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