dalla Home

Home » Argomenti » Incentivi auto

pubblicato il 17 settembre 2009

Marchionne a Francoforte: "Senza incentivi sarà disastro"

Scajola prende tempo e cerca un coordinamento Europeo

Marchionne a Francoforte: "Senza incentivi sarà disastro"

"Sarebbe bene che gli incentivi all'auto vengano rinnovati anche nel 2010 per il bene del Paese, altrimenti sarebbe disastroso". A lanciare l'allarme è stato l'amministratore delegato del Gruppo Fiat Sergio Marchionne, intervenuto ieri al Salone di Francoforte. Il buon risultato ottenuto con i bonus governativi che hanno risollevato la domanda di auto nuove ed ecologiche in Italia, come in altri paesi, secondo lui non basta perché la crisi economica non è finita ed il mercato continuerà a soffrire. "Senza incentivi dovremo fermare le fabbriche finché non tornerà la domanda", ha avvertito il manager italo-canadese, sottolineando che si tratta di una "scelta che deve fare il governo Berlusconi" e che lui non "vuole giudicare".

La risposta dell'esecutivo è stata rapida e lascia ben sperare. Il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha detto che la prosecuzione degli incentivi auto "è una cosa auspicata e auspicabile, anche se è prematuro parlarne", aggiungendo che quando a fine novembre arriveranno a Palazzo Chigi i dati finanziari sull'andamaneto degli incentivi 2009 "valuteremo di concreto con gli altri Stati della Ue" se proseguire. Il problema infatti non riguarda solo l'Italia. Anche in altri Stati dell'Unione Europea gli incentivi hanno risollevato le vendite di auto dando sollievo all'industria e l'invito ad un rinnovo del piano finanziario è stato lanciato anche da altri Costruttori, tramite le voci di Lewis Booth, Cfo della Ford, e Patrick Pélata, numero due di Renault.

Ma sul coordinamento europeo Sergio Marchionne è piuttosto scettico. "La Fiat sta facendo tutto quello che è necessario per razionalizzare le sue infrastrutture - ha detto - ma non c'è stata nessuna azione coordinata a livello europeo per fare la cosa più giusta". Il modello da seguire, secondo il manager, è quello americano, "molto più ragionevole e riflessivo". Da parte sua il Longotto ha confermato gli obiettivi finanziari 2009, ma ora spetta a Bruxelles preparare un buon terreno per il 2010, l'anno in cui per la Moody's ci sarà un calo del mercato europeo pari al 7%, a fronte di un -11% per il 2009.

Autore:

Tag: Mercato , incentivi , francoforte


Top