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pubblicato il 15 settembre 2009

Shell e Ferrari: binomio di potenza

Abbiamo visitato il Sancta Sanctorum della Shell a Monza, nel box Ferrari

Shell e Ferrari: binomio di potenza
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Quanto è importante la benzina per una vettura di F1? La domanda suona alquanto impertinente. Gli oltre 700 CV del suo motore non si producono se nelle sue otto camere di scoppio non si ottiene la migliore combustione possibile, velocissima e quanto più possibile vicina alla perfezione, senza residui di carburante incombusti. Va da sé che ogni vettura viene preparata per "bere" specificamente la sua benzina, distillata secondo le specifiche suggerite dalle caratteristiche di guida di ogni pilota e da quelle della pista.

MATRIMONIO FELICE
Se ci si chiedesse quale benzina utilizzano le vetture Ferrari la risposta sarebbe immediata. Se, invece, ci si ponesse lo stesso interrogativo circa le altre scuderie, a meno di non essere personaggi estremamente "impallinati", è difficile trovare una soluzione. Shell e Ferrari, infatti, ci tengono a sottolineare ed evidenziare con forza la loro collaborazione. Questa ha radici lontane: fu lo stesso Enzo Ferrari, negli anni '30, a richiedere l'appoggio della compagnia petrolifera per le Alfa Romeo della sua scuderia. Nel '47 poi, quando nacque ufficialmente la Ferrari, Shell divenne partner tecnico. E fu, ovviamente, grazie alla benzina Shell che Froilan Gonzalez vinse il GP di Silverstone del '51 con una Ferrari 375, il primo successo di una monoposto di Maranello nella massima Formula.

COMPLESSITA'
La benzina è oggi uno degli ambiti all'interno del regolamento della categoria con il maggior numero di norme da seguire. Qualche giorno prima di ogni Gran Premio, la FIA fornisce a tutte le Case le caratteristiche che devono avere le benzine utilizzate da ogni squadra. Da questo principio avviene, nei laboratori Shell, la miscelazione di oltre 200 componenti che permettono di ottenere una benzina per ognuna delle monoposto rosse, nella quale, per espressa regola, il 99% dei componenti deve essere disponibili commercialmente (il che permette a Shell di realizzare un continuo banco di prova e ricerca per il prodotto che tutti i giorni acquistiamo alla pompa). Tradotto in termini pratici, questo significa che la V-Power che viene "sparata" nel serbatoio durante ogni sosta ai box (12 litri al secondo, ma dall'anno prossimo i rifornimenti durante la gara non saranno più possibili) può essere comodamente utilizzata per una qualsiasi vettura stradale e viceversa. Fatte salve, ovviamente, inevitabili differenze sul piano della resa.
Esiste una sostanziale differenza concettuale: mentre una benzina stradale deve essere in grado di soddisfare una Fiat 500 o una Ferrari Enzo fornendo, contemporaneamente, risultati in termini di prestazioni, di consumi ed emissioni, una benzina per monoposto deve esaltare la performance e la massima resa in gara (con una piccola attenzione ai consumi) dell'otto cilindri 2,4 della vettura. Inutile ricordare che i millesimi (e loro frazioni) sono importanti in un gran premio. Non è anacronistico affermare, dunque, che la V-Power 100, unica benzina a 100 ottani attualmente disponibile sul mercato (recentemente è iniziata proprio da noi, prima in Europa, la commercializzazione di un nuovo tipo di carburante ulteriormente evoluto, dotato di tecnologia Instant Performance Technology per portare un nuovo incremento di prestazioni per ogni motore).

OCCHIO ALLA TEMPERATURA
La FIA, prima che inizi il weekend di "ostilità" tra i team, si preoccupa ulteriormente di fornire alle Case un importantissima informazione metereologica: la temperatura dell'aria. Infatti, viene stabilito dai regolamenti che la temperatura del carburante utilizzato per il "refueling" in gara non debba essere inferiore di 10°C rispetto al limite imposto. Altrimenti scattano automaticamente sanzioni e penalizzazioni.

IL PIENO DI CORTESIA
Shell fornisce alle officine mobili di Maranello un bel carico di taniche da 200 litri ciascuna, per un totale di 2.000 litri di benzina complessivi per ogni Gran Premio (1.000 per ogni vettura). Lo stoccaggio permette così un attento monitoraggio della miscela (il supremo controllore delle operazioni Shell durante ogni gran premio è la giovanissima Lisa Lilley, inglese, ingegnere chimico e fisico) ed eventualmente la possibilità di apportare correzioni nel caso emergessero problemi in ordine al funzionamento della macchina per colpa della benzina stessa. Quanto percorra esattamente la nuova F60 attualmente in forze con un litro di benzina, non è dato saperlo. Shell e Ferrari, ovviamente, sono estremamente gelose delle loro informazioni strategiche.

IL FUTURO
Già oggi la Shell V-Power delle monoposto contiene una piccola percentuale di carburante a basso impatto ambientale. Per espressa intenzione dei governi dell'europa, il futuro della benzina Shell, come degli altri carburanti, sarà sempre più verde anche per le super-veloci auto del circus mondiale.

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Curiosità , Ferrari , formula 1 , statistiche


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