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pubblicato il 10 settembre 2009

F1: Piquet Jr. confessa la sua verità di Singapore

L'incidente è stato volontario e ordinato dal Team

F1: Piquet Jr. confessa la sua verità di Singapore

Non è stata casuale l'uscita di pista di Piquet Jr. nel GP di Singapore dello scorso anno. Il pilota Renault era consapevole di quanto stava facendo e lo ha confessato per iscritto in un documento che risale al 30 luglio scorso. Alcuni passi delle quattro pagine firmate dall'ex pilota della Renault evidenziano come l'incidente sarebbe stato parte integrante di una strategia di gara decisa dal box del team francese prima della partenza.

"La proposta di provocare un incidente deliberatamente mi è stata fatta poco prima della gara, quando sono stato avvicinato da Briatore e Symonds - spiega il pilota brasiliano - quest'ultimo, alla presenza di Briatore, mi ha chiesto se ero disposto a sacrificare la mia gara per la scuderia, costringendo la safety car ad entrare in pista. "Nel corso di quel colloquio, io mi trovavo in uno stato mentale ed emotivo molto fragile: ciò era dovuto all'intenso stress, per il fatto che Briatore si rifiutò di farmi sapere se il mio contratto sarebbe stato o no rinnovato nella successiva stagione".

Insomma, prova a giustificarsi così, con la paura di un mancato ingaggio per l'anno successivo il giovane Piquet Jr. consapevole di aver agito in maniera decisamente antisportiva. "Quando me l'hanno chiesto, ho pensato che ciò mi avrebbe aiutato nell'ambito del rinnovo del contratto".

Altrettanto inaccettabile, se saranno dimostrati tali accadimenti, è il comportamento della Renault, che stando alle dichiarazioni di Piquet avrebbe pianificato il piano nei minimi dettagli. "Dopo il colloquio Symonds mi ha chiamato in un angolo e mi ha mostrato una mappa, appunto la curva esatta dove io avrei dovuto uscire di pista e mi ha anche indicato il giro in cui avrei dovuto farlo, affinché il mio compagno di squadra Fernando Alonso potesse rifornissi ai box, dopo l'entrata della Safety Car, cosa che ha fatto al 12esimo giro".

Adesso resta da vedere come reagirà la FIA a quest'ennesima scomoda verità che getta ulteriore fango su una F1 in cui valori come la lealtà e il rispetto per gli avversari sono sempre più rari.

Autore: Valerio Verdone

Tag: Motorsport , Renault


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