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Retrospettive

pubblicato il 23 agosto 2009

La Ferrari 348 compie vent'anni

Fra glorie e falsi miti, la berlinetta degli Anni '90 attende la riscoperta

La Ferrari 348 compie vent'anni
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E' il 1989, esattamente venti anni fa, quando al Salone di Francoforte viene presentata la Ferrari 348 nella sua doppia veste coupé TB e targa TS. il compito della compatta sportiva di Maranello è quello di sostituire un vero e proprio mito dell'automobilismo, quella 308/328 che ha debuttato nel 1975 con una carrozzeria in vetroresina e che negli Anni '80 è diventata famosa in tutto il mondo per le avventure televisive di "Magnum, P.I.". L'immagine della "rossa" più venduta ha bisogno di una rinfrescata generale e per raggiungere lo scopo il centro stile Pininfarina si basa su un design che riprende numerosi elementi stilistici della Testarossa, la supercar per antonomasia di quegli anni.

TESTAROSSA DOCET
Le prime somiglianze con la 12 cilindri del Cavallino sono subito evidenti nel frontale, dove il taglio dei passaruota, il cofano spiovente con presa d'aria alla base del parabrezza, i fari a scomparsa e il posizionamento delle luci di profondità ricorda da vicino il volto della Testarossa. Come se non bastasse si aggiungono anche la fascia nera nella parte inferiore della carrozzeria e la caratteristica griglia laterale che corre lungo la parte bassa della fiancata; sulla 348 le proporzioni sono però ridotte e quindi la griglia si estende solo sulla portiera, con 3 lame orizzontali contro le 5 della Testarossa. Come nella supercar di 5 litri i gruppi ottici posteriori sono coperti da una intelaiatura metallica nera che sostiene il simbolo del Cavallino Rampante e irrinunciabili risultano anche le pinne di raccordo fra padiglione e coda, quelle che dai tempi della Dino 206 GT circondano il lunotto di molte Ferrari. Assolutamente inedito è il design dei cerchi in lega, sempre stellare ma con le cinque razze a filo del cerchione anziché rientranti nella zona dei bulloni.

MOTORE GIRATO
Rispetto alla precedente serie 308/328 le modifiche alla meccanica sono numerose, a partire dalla disposizione del motore longitudinale anziché trasversale e dal telaio a scocca portante in lamiera che utilizza un traliccio di tubi saldati solo per il telaio ausiliario del retrotreno. L'elemento posto in posizione trasversale (da cui la "T" della sigla TB e TS) è il cambio manuale a 5 marce, sperimentato sulla Mondial T e abbinato ad un differenziale autobloccante al 40% della ZF. Il propulsore ha sigla F119D ed è una evoluzione dell'ultimo V8 32 valvole di 3.405 cc già visto sulla 328 GTB/GTS, esattamente uguale a quello montato dalla contemporanea Mondial T e capace di esprimere 300 CV a 7.200 giri/min. Con un peso di 1.393 chilogrammi la sportiva dalle dimensioni tutto sommato compatte (4.230x1.894x1.170 mm) raggiunge i 100 km/h in 5,6 secondi e tocca i 275 orari.

ABS E PECCATI DI GIOVENTU'
La presenza dell'ABS e del doppio circuito frenante ad alta pressione è una fresca novità per Ferrari, avendo debuttato su una rossa solo pochi mesi prima sulla Mondial T. L'impianto è quanto di meglio possa proporre il mercato al momento ma la novità non è ben accolta da tutti i ferraristi, abituati a non avere intermediari fra il pedale del freno e la presa delle gomme sull'asfalto. Quello che non soddisfa all'epoca gli addetti ai lavori e parte della clientela è anche la qualità costruttiva che non rispecchia la tradizione di alto artigianato della Ferrari, lo sterzo un po' troppo pesante e il cambio la cui manovrabilità viene definita "migliorabile". In realtà si tratta solo di difetti di gioventù che vengono risolti rapidamente e che pongono la Ferrari 348 ad un livello emozionale superiore alle nuove avversarie nipponiche Honda NSX e Nissan 300ZX.

SERIE SPECIALI
La prima serie della Ferrari 348 viene prodotta fra il 1989 e il 1993 totalizzando 2.849 TB (telai n. 81617-96679) e 4.228 TS (telai n. 81617-96679). Nel frattempo sul mercato statunitense la Ferrari pensa di arginare l'andamento calante delle vendite presentando una versione speciale destinata al solo mercato USA. Nel dicembre 1992, al Salone di Los Angeles Motor debuttano le 348 TB e TS "Serie Speciale", caratterizzate da uno scarico più libero che permette di esprimere 312 CV, carreggiata posteriore allargata, parte inferiore della carrozzeria verniciata in tinta, sedili in kevlar, eliminazione della griglia coprifari posteriore e spoiler anteriore più pronunciato. A queste 80 Serie Speciale (115 secondo altre fonti) seguono 4 esemplari simili, realizzati dall'inglese Maranello Concessionaires e oggi note come Maranello Speciale.

ARRIVA LA SPIDER
La mossa migliore per risollevare le sorti della 348 è quella che vede l'arrivo nel 1993 della Spider, versione con tetto in tela totalmente apribile che aggiunge alla gamma 348 una versione particolarmente richiesta in America. La capote pieghevole ripete in maniera fedele le forme del tetto in lamiera, comprese le pinne posteriori che affiancano il lunotto. Una volta aperta e ripiegata, questa occupa uno spazio esiguo che non interferisce con la sagoma elegante della vettura. Anche in questa splendida versione spider (la prima per Ferrari dai tempi della 365 GTS/4 Daytona) la parte inferiore della carrozzeria è verniciata, come sulla Serie Speciale. La pulizia delle linee, il fascino della sportiva completamente apribile e l'indubbia bellezza della realizzazione di Pininfarina fanno della Spider una vera e propria best-seller della Ferrari 348 seconda serie, prodotta in 1.146 esemplari (telai n. 94504-99947) fino al 1995.

348 GTB E GTS
Al Salone dei Francoforte del 1993 debuttano le Ferrari 348 GTB e GTS, versioni aggiornate delle precedenti berlinetta e targa che presentano, fra le altre modifiche, la carrozzeria interamente verniciata anche nella parte bassa e il logo del Cavallino anteriore e posteriore cromato. Il motore è ora il Tipo F119H che guadagna 20 cavalli rispetto al tipo uscente e arriva a 320 CV. In contemporanea viene offerta la possibilità di equipaggiare la vettura con la servofrizione Valeo che si attiva con il movimento della leva del cambio e solleva il guidatore dalla necessità di premere il pedale della frizione. Fino all primavera del 1994 vengono prodotte 222 GTB (telai 96655-99697) e 218 GTS (telai 96824-99197).

CHALLENGE
Sempre nel 1993 la Ferrari decide, con un'ottima intuizione di marketing, di lanciare il campionato monomarca 348 Challenge riservato ai clienti della berlinetta di Maranello desiderosi di provare la loro abilità in pista e destinato a trasformarsi nel Ferrari Challenge. Per questo primo campionato la Casa offre la possibilità di acquistare la versione Challenge (solo coupé) direttamente realizzata in Ferrari o l'apposito kit di trasformazione da applicare alla propria vettura presso un centro autorizzato Ferrari. Le modifiche principali riguardano l'alleggerimento offerto dai sedili sportivi a guscio di kevlar, pedaliera traforata, fanaleria in plastica, oltre alle indispensabili gabbia roll bar di sicurezza, stacca-batteria, impianto antincendio, cinture a 6 punti, volante sportivo, scarico libero e condotti aria per il raffreddamento dei freni. Della versione Challenge non è noto il numero esatto di esemplari prodotti o convertiti.

GT COMPETIZIONE
Per partecipare alle gare di categoria GT3 la Ferrari ha bisogno di produrre una "omologata" stradale in almeno 50 esemplari, cosa che viene fatta con la 348 GT Competizione, una versione nata nel 1993 e dotata di numerose modifiche adatte a essere utilizzate in pista in poche mosse. A parte l'ultima evoluzione del motore da 320 CV, la Competizione vanta cofani e portiere in kevlar e fibra di carbonio, cerchi componibili Speedline da 17", stemma smaltato Ferrari sui parafanghi anteriori e la scritta GT Competizione in coda. L'assetto è più rigido e ribassato, gli interni sono privi di moquette e i pannelli porta e i sedili sono in kevlar. Il volante riporta inciso il numero progressivo dell'esemplare. Le 348 GT Competizione ufficialmente realizzate sono 56 (telai 96064-99143), 8 dei quali con guida a destra.

MICHELOTTO CHIUDE IN BELLEZZA
Il mago delle Ferrari da corsa, quel Michelotto che nella sua officina di Padova trasforma le Rosse stradali in belve da pista, dà il suo tocco finale alla 348 preparando 11 esemplari della cosiddetta Michelotto Competizione (telai 84248-99143), destinati ad affrontare con tanto di alettone posteriore e 360 CV le più importanti gare internazionali di endurance. Fra il 1993 e il 1994 due performanti versioni Michelotto vengono utilizzate nel campionato Italiano GT, mentre ben nove rimangono a sonnecchiare nei garage dei collezionisti. In aggiunta a queste vetture Michelotto sviluppa altri due telai (97553 e 98997) Competizione LM, destinate alla classica 24 Ore di Le Mans e alle più famose gare di durata del biennio '94-'95.

QUOTAZIONI
A venti anni dalla nascita, la Ferrari 348 resta ancora avvolta da un velo di leggende e falsi miti sulle sue ipotetiche pecche progettuali che ne offuscano l'immagine, nascondendo in realtà un vero gioiello della storia Ferrari, una berlinetta dalle ottime caratteristiche stradali che nella versione Spider ha forse raggiunto l'apice della propria eccellenza progettuale. A livello di quotazioni la 348 continua ad aumentare il proprio valore con una progressione lenta ma costante che dura da un paio d'anni. Se per una delle prime 348 TB i prezzi oscillano fra i 33.000 e i 42.000 euro, la versione targa TS spunta valori appena più alti, con una media di 38/46.000 euro; le successive GTB e GTS sono un po' più care, trovandosi rispettivamente a 40/45.000 e 45/50.000 euro. Le più ricercate e desiderate Spider viaggiano costantemente fra i 50.000 e i 60.000 euro, esattamente le stesse cifre richieste per le rare 348 Challenge. Le quasi introvabili 348 GT Competizione vengono via a cifre che oscillano attorno ai 100.000 euro.

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Tag: Retrospettive , Ferrari


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