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pubblicato il 20 luglio 2009

ESC: in Italia oltre il 50%

Crescita di 11 punti nel 2008, ma ancora insufficiente la penetrazione nei segmenti A e B

ESC: in Italia oltre il 50%

Oltre la metà delle vetture immatricolate in Italia nel 2008 ha l'ESC (meglio noto come ESP). Lo fa sapere la Bosch, inventrice del dispositivo elettronico che controlla la stabilità della vettura e che dal 2011 sarà obbligatorio montare su tutte le automobili in USA e Australia e l'anno successivo nell'Unione Europea. Nel frattempo, le vetture targate nel nostro paese segnano un tasso di installazione del 51%, un bel progresso considerato che nel 2003 eravamo al 14% e c'è stata una crescita di 11 punti rispetto al 2007. Siamo tuttavia quattro punti sotto la media europea - cresciuta di 5 punti nel corso dello scorso anno - dove la campionessa in ESC è la Svezia nella quale addirittura il 98% delle auto targate monta il sistema di controllo elettronico della stabilità. Seguono la Germania (81%) e la Spagna (65%) mentre il Bel Paese, al settimo posto di questa speciale classifica, fa meglio di Olanda (44%) e Francia (42%).

Dove l'Italia si fa valere è nella parte bassa del mercato con il 26% delle vetture di segmento A e B dotate dell'ESC contro il 22% della media continentale. Questo dato relativo va però ponderato con un altro: il fatto che queste fasce riguardino nel nostro paese il 64% delle immatricolazioni contro il 45% degli altri paesi comunitari. Segno che, nonostante cresca il numero di modelli del segmento B con l'ESC di serie (il primo è stato l'Opel Corsa) e ci sia stata una crescita robusta delle vetture immatricolate con queste caratteristiche (dal 16% al 28%), visibile anche nel segmento B (dal 13% al 20%), c'è molto da fare nella fascia che incide maggiormente sul circolante nel nostro Paese.

Uno sguardo agli altri segmenti mostra invece come le classi E (tipo Audi A6, BMW Serie 5 e Mercedes Classe E) ed F (ammiraglie oltre i 5 metri come la Jaguar XJ, la Lexus LS o Mercedes Classe S) siano tutte equipaggiate di ESP. Totalità anche per il segmento D (tipo Audi A4 o Opel Insignia) dove però ancora l'1% dell'immatricolato ha l'ESP per scelta del cliente che deve quindi pagarlo a parte. Nel segmento C (tipo Volkswagen Golfo Fiat Bravo), cresce rapidamente la percentuale delle vetture immatricolate con l'ESP di serie (dal 65% al 83% del totale) e decresce quella che ce l'hanno in optional (dal 6% al 3%).

Le previsioni di Bosch per il futuro (che si basano però sulla produzione) vedono da qui al 2014 l'Europa passare dal 49% con ESP di serie al 78%, inferiore all'89% del Nafta (Nordamerica e Messico) e l'89% dell'Australia. Meno indicativi i dati provenienti da paesi con forte vocazione all'esportazione come Giappone (57%), Corea (41%)e Cina (22%). A livello mondiale si passerà dal 33% al 57%, una crescita dunque meno sostenuta, rallentata dalla crescita dei sempre più importanti mercati emergenti dove la percentuale di installazione dell'ESP si manterrà ancora molto bassa se non nulla.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , sicurezza stradale


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