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pubblicato il 17 luglio 2009

Antonio Pucci non c'è più

Addio al "Driver e Gentleman" che nel 1964 vinse la Targa Florio su Porsche 904

Antonio Pucci non c'è più

Un detto popolare recita che "tutti possono diventare Dottori, ma solo pochi Signori". Rapportato all'automobilismo questo è il senso del nostro sottotitolo che ha capovolto un concetto noto, quello del "Gentleman Driver". Era, questa, una figura d'altri tempi legata, nella comune accezione dei termini, a cospicui patrimoni famigliari, educazione e stile, eleganti frequentazioni e disponibilità di tempo; quando su tutto troneggiava l'amore per la velocità si correva per passione pura, mettendo in gioco la vita e non per bisogno.

In passato, diciamo fino agli anni '60-'70, l'automobilismo era ricco di queste figure che qualificavano e davano lustro al nostro sport permeandolo di uno stile che non derivava certamente dai soldi, ma dalla loro disponibilità per tradizione. Quello era l'ambiente che ha consegnato alle corse il Barone Pucci, pilota di Lancia, Ferrari, Maserati e, ancor più che di queste Case, della Porsche, per la quale era anche collaudatore, evidenziando in tal modo tanto capacità competitive quanto sensibilità analitica.

U' Barone ha raggiunto, su un circuito diverso, gli altri suoi pari dell'automobilismo e le tante figure, più o meno note, che hanno reso grande la Targa Florio e le altre celebri gare su strada dei tempi che furono. Con signorile distacco, per lui le corse sono state sempre un gioco, mai un mestiere. Addio Barone.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Attualità , VIP , auto storiche , piloti , targa florio

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