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pubblicato il 15 luglio 2009

Nissan, l’auto elettrica dal 2012

La strategia del costruttore giapponese per la mobilità ad emissioni zero

Nissan, l’auto elettrica dal 2012

Il futuro dell'auto è infilare la spina, come per un ferro da stiro, ma proprio per questo occorrerà un po' di tempo per scaldarsi. Ne è convinta Nissan che, insieme all'alleato Renault, sta dispiegando una strategia che punta decisamente all'automobile alimentata solo a batterie e che vedrà il primo atto ufficiale in agosto in occasione della inaugurazione della sede del nuovo quartier generale di Yokohama quando sarà presentata la prima vettura elettrica pronta per entrare in produzione l'anno successivo nello stabilimento di Oppama con un volume produttivo di 50mila unità all'anno.

Proprio le batterie saranno la chiave del successo secondo l'Alleanza e per questo ha deciso nell'aprile del 2007 di stabilire la AESC (Automotive Energy Supply Chain), una joint-venture al 51% con il gigante dell'elettronica NEC che partecipa al 42% con la Nec Corporation e al 7% con la Nec Tokin Corporation. Da allora vi ha speso l'equivalente di circa 80 milioni di euro ed è pronta già entro il 2009 a produrre 13mila batterie che diventeranno 65mila nel 2010 nello stabilimento di Zama, ma il grosso sarà fatto negli USA dove la Nissan ha attinto ai fondi messi a disposizione dall'amministrazione Obama per la mobilità alternativa per programmare un nuovo stabilimento capace di produrre 200mila batterie all'anno. La strategia, che riguarda ovviamente anche la Renault, vede nel 2012 l'inizio del mercato di massa per la vettura elettrica e punta per il 2016 al 10% dell'intera produzione dell'Alleanza.

E in Europa? L'Alleanza è pronta a fare lo stesso nel prossimo futuro grazie a una lettera di intenti contenuto nell'accordo firmato con il governo del Portogallo, uno dei 27 messi in campo per il programma Zero Emission il cui scopo è preparare l'avvento della vettura elettrica. Alla Nissan ci tengono a dire che si tratta di un programma non commerciale e non esclusivo che ha quattro capisaldi:
1) occorre che il paese che lo ospita indichi un obiettivo di mercato per l'auto elettrica;
2) il governo deve offrire un pacchetto di incentivi, anche non finanziari, come i parcheggi gratuiti;
3) una rete di rifornimento ben dimensionata fatta di colonnine dove attaccare la spina con la propria vettura;
4) programmi di formazione per la creazione di una cultura dell'auto elettrica, per renderla credibile e farne un elemento del nostro stile di vita poiché l'82% degli automobilisti percorre meno di 50 km al giorno durante la settimana, ma l'auto elettrica con un'autonomia di 100 km nella mente di molti vuol dire rischiare di rimanere per strada.

Proprio in Portogallo, secondo Nissan, è stato realizzato l'accordo più avanzato che prevede 320 stazioni di ricarica entro il 2010 e 1300 entro il 2011, anno nel quale il 20% delle flotte pubbliche sarà elettrico e ci sarà uno sgravio di 4mila euro per chi acquista un veicolo elettrico. Nel principato di Monaco si prevede un incentivo di 5mila euro, 300 stazioni di ricarica entro il 2011, il 50% delle flotte pubbliche elettrico con parcheggi dedicati o tariffe dedicate. In Israele le colonnine previste nel medio termine saranno addirittura 500mila. Ma la tipologia di questi accordi è davvero multiforme e include persino aziende di noleggio e il loro numero è destinato a crescere.

Alla Nissan dicono ovviamente che gli incentivi in denaro sono fondamentali per la diffusione dell'auto elettrica, ma pensano che entro 4-5 anni se ne potrà fare a meno. Come sarà l'auto elettrica immaginata da Nissan e anche da Renault nella vita di tutti i giorni? Innanzitutto semplice da usare, costosa come una vettura normale e straordinariamente economica: il pieno costerà circa 2 euro e potrà essere fatto a casa o in molti altri modi e situazioni. Tra queste c'è anche la ricarica rapida in mezz'ora sfruttando i tempi morti come quelli lavorativi o quando stiamo facendo la spesa al supermercato, la sostituzione veloce della batteria scarica con una carica all'interno di apposite stazioni o anche il passaggio in corsie dove la vettura può ricaricarsi per induzione, siano esse ricavate in città o addirittura in strade di scorrimento veloce come tangenziali e autostrade.

Ogni vettura sarà dotata di sistema di ricarica e di un sistema di comunicazione che consentirà di identificarne il possessore per fatturare l'energia spesa senza che debba pagarla ogni volta. Nissan sta studiando una carta di credito apposita, ma anche una ricaricabile e altre soluzioni come il conto mensile recapitato a casa incluso nella bolletta che potranno essere adattate a ogni singola realtà. Anche la manutenzione sarà ridotta e, per ridurre il costo di acquisto, il cliente acquisterà la vettura stipulando invece sulla costosa batteria un leasing che potrà essere pagato con gli stessi metodi utilizzati per l'energia.

Vediamo allora il capitolo batterie. Nissan è convinta che il possesso della tecnologia relativa agli accumulatori sarà fondamentale così come è oggi è il know-how sui motori, per questo ha scelto di svilupparla e produrla in casa con la collaborazione di uno specialista. La Casa giapponese ritiene anche di avere acquisito molti vantaggi e, se le cose stanno come dicono, ha probabilmente ragione. Innanzitutto, va detto che la tecnologia è quella agli ioni di litio con anodo in manganato e catodo in carbonato con un contenuto di litio di poco più del 10% in peso per l'intera batteria. Altro vantaggio è la struttura laminata, con moduli composti da 4 celle ciascuno, che consente di ricavare forme e spessori per l'intera batterie di ridurre dimensioni e di una certa complessità.

Non è dunque detto che le batterie delle elettriche saranno scatoloni di acciaio che ruberanno spazio all'abitacolo. Di sicuro saranno piazzati nella parte bassa dell'auto, dove adesso si trova il serbatoio e magari anche più avanti, in posizione di piena sicurezza in caso di urto. A questo proposito, i tecnici affermano che ogni singolo modulo è dotato di sistema di disattivazione automatica in caso di urto, una garanzia in più, soprattutto con un voltaggio di funzionamento fissato a 400 Volt. La densità di potenza è di 2,5 kW/kg mentre quella di carica di 140 W/h/kg, valori entrambi molto elevati. Un altro punto forte è il controllo della temperature. Al contrario di altre case, la batteria di Nissan e Renault si mantiene in normali condizioni ambientali intorno ai 30 gradi, anche se è comunque provvisto di un sistema che la raffredda in caso di caldo intenso e che la riscalda nei climi rigidi. La Nissan garantisce che dopo 5 anni la batteria manterrà una capacità di ricarica pari all'80%.

Ma come sarà la prima auto elettrica di Nissan? Se pensate a una cittadina, magari derivata dalla Nuvu, il concept lungo tre metri e presentato al Salone di Ginevra, vi sbagliate. La prima Nissan mossa solo a batterie sarà una vettura di segmento C con 5 porte, 5 posti e un ampio bagagliaio, simile quindi alla Golf come dimensioni e tipo di utilizzo. Sarà basata su una piattaforma completamente nuova e specifica, avrà un motore da 80 kW (109 CV) raffreddato a liquido, supererà i 140 km/h con un'accelerazione paragonabile a un'automobile dotata di un normale motore a pistoni da 1,6 litri. Per controbilanciare il peso della batterie, che avrà 46 moduli, saranno usati anche materiali leggeri per la scocca affinché la massa dell'intera vettura sia compresa tra 1,3 e 1,4 tonnellate. L'autonomia sarà di oltre 160 km e sarà dotata sia di un sistema di comunicazione che le consentirà di interagire con la rete di distribuzione sia di un sistema telematico attraverso il quale potranno essere raccolti i dati relativi allo stile di guida che potranno essere analizzati sul proprio computer attraverso un software denominato Eco Drive e scambiati attraverso forum appositi. Il costo, come già detto, sarà quello di una normale automobile, ma solo quello perché la batteria sarà invece in leasing.

Quanto al nome, ci è stato riferito che non è stato ancora deciso mentre sullo stile non possiamo dirvi molto perché tutto quello che abbiamo visto è la vettura in foto coperta da un telo, ma la nostra impressione è che assomiglierà alla Mixim, un concept proprio di vettura elettrica dallo stile piuttosto affilato con una coda tronca e discendente, simile a quella di una sportwagon. La Nissan promette che seguiranno altri modelli. L'intento è di fare automobili che siano in tutto e per tutto uguali nello stile e nella facilità di utilizzo a quelle di oggi, allora ci si viene da chiedere perché non assegnare a una vettura che può permettersi percorrenze cittadine una destinazione cittadina invece che prendere la forma di un veicolo che in molti paesi, come l'Italia, è la prima vettura impiegata anche per lunghi chilometraggi. In ogni caso, l'elettrico è davvero al centro dell'azienda Nissan ed è una scommessa nella quale l'Alleanza si scommette tutto.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Nissan , mobilità sostenibile


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