dalla Home

Mercato

pubblicato il 14 luglio 2009

L'offerta di Fiat per Bertone spacca i sindacati

Il Lingotto assumerà tutto l'organico. Bertone contro gli stabilimenti al Sud?

L'offerta di Fiat per Bertone spacca i sindacati

La Fiat presenta un'offerta d'acquisto per la Carrozzera Bertone ed è polemica. L'ingresso del Lingotto nella gara per la sua acquisizione non poteva di certo passare inosservata, ma capita in un momento quanto mai delicato che ne esalta la portata. Se infatti la "vicenda sindacale" Bertone è tra le più intricate nella storia del nostro paese, è altrettanto vero che la mobilitazione in Fiat in queste ultime settimane è quantomai accesa. Il piano di riconversione annunciato dall'amministratore delegato Sergio Marchionne, che prevede anche il cambio di mission produttiva a Termini Imerese a partire dal 2012, proprio non piace ai lavoratori, neanche a quelli dell'indotto, che continuano a manifestare. E' così che l'annuncio sulla Bertone ha gettato altra benzina sul fuoco.

L'offerta per la Carrozzeria in amministrazione straordinaria, per la quale dopodomani i commissari valuteranno le offerte di acquisizione, ha letteralmente spaccato in due le organizzazioni di categoria: soddisfatte quelle piemontesi, più in guardia quelle a livello nazionale. ''E' la seconda volta che Fiat manifesta interesse, nel corso degli anni, per la Bertone - ha detto Maurizio Peverati, segretario piemontese della Uilm - A noi va benissimo. L'importante è che si arrivi ad un piano industriale credibile, in grado di occupare tutti i dipendenti". E la Fiat, secondo l'Asca, sarebbe disponibile ad assumere tutto l'organico (1.137 dipendenti), mentre resta ignota la cifra che la Casa torinese ha offerto per rilevare gli impianti dove produrrebbe vetture di alta gamma.

Soddisfatto anche il vicesindaco di Torino, Tom Dealessandri, che in questi anni ha seguito da vicino la vicenda dell'azienda torinese. ''L'offerta della Fiat aggiunge qualità alla gara per l'acquisizione della Bertone e dimostra che il Lingotto non ha intenzione di ritirasi dal territorio torinese, ma punta a farne il centro di sviluppo dello stile, dell'evoluzione e delle piattaforme di qualità del prodotto'', ha detto, sottolineando l'aspetto della vicenda che più preoccupa alcune parti sindacali. "La dimostrazione di interesse da parte di Fiat per la Bertone dimostra che il Gruppo ha un suo progetto per il futuro ma non l'ha illustrato nè al governo nè alle organizzazioni sindacali nell'incontro di Palazzo Chigi: occorre fermare tutto, rimettersi di nuovo intorno ad un tavolo e chiarire quali sono le reali strategie di Fiat", ha commentato il segretario nazionale dell'Ugl Metalmeccanici, Giovanni Centrella, chiedendo a Fiat "di fare un esame di coscienza e svelare il vero piano industriale. I lavoratori, come ha dimostrato anche lo sciopero di oggi a Mirafiori, sono veramente stanchi e non vogliono essere presi in giro".

Chiede di tornare a Palazzo Chigi per proseguire il confronto anche il segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, che vuole "capire qual è la strategia della Fiat". Più moderato il segretario provinciale della Fiom, Giorgio Airaudo, che ha espresso grande soddisfazione per l'annuncio, ma ha sottolineato l'importanza di una posizione chiara di Fiat. "È una buona notizia per una storica azienda che in questi anni è stata difesa quasi esclusivamente dai lavoratori - ha detto - è certo che se Fiat trasformerà la sua manifestazione in una offerta vincolante, tanto il gruppo torinese come il governo che oggi è garante per l'amministrazione controllata di Bertone, dovranno chiarire cosa Fiat intende fare in Italia".

Il pericolo che avvertono in molti è che la Bertone si contrapponga agli stabilimenti Fiat del Sud, "soprattutto vorremmo sapere come possono convincere nella medesima area territoriale due siti che potenzialmente possono produrre lo stesso numero di vetture", ha aggiunto Airaudo, ricordando che la capacità produttiva teorica di Bertone è di circa 150mila vetture all'anno mentre Mirafiori lo scorso anno ne ha prodotte 140mila. Inoltre, "l'ultimo prodotto importante per la Bertone riguardava la produzione di Astra per Opel, pertanto sarebbe interessante capire se questo è da mettere in relazione con il proseguimento delle trattative tra questa e il gruppo torinese".

Autore:

Tag: Mercato , Fiat , lavoro


Top