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pubblicato il 14 luglio 2009

Al volante del Kangoo Be Bop Z.E.

Viaggio nel futuro prossimo Renault... a zero emissioni

Al volante del Kangoo Be Bop Z.E.
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Ritorno al futuro, anno 2011. Non occorre viaggiare molto nel tempo per toccare con mano il domani della mobilità a zero emissioni, secondo Renault. Manca infatti esattamente un anno e mezzo all'arrivo sul mercato del primo veicolo elettrico di serie, con un motore alimentato da una batteria di nuova generazione agli ioni litio in grado di garantire una discreta autonomia e prestazioni che hanno poco da invidiare ai propulsori classici benzina o diesel. Noi questo futuro (prossimo) lo abbiamo già provato, guidando in anteprima la Kangoo BE BOP Z.E., un prototipo tecnicamente molto simile a quello che sarà il modello in commercio e che andrà a costituire il primo tassello della nuova gamma di Renault elettriche a zero emissioni.

100% KANGOO
Può sembrare un'osservazione banale, ma quando si parla di prototipi dedicati al concetto (per troppi anni astratto) di "mobilità sostenibile", i veicoli appaiono funzionanti e funzionali solo nelle sembianze, per poi nascondere importanti limiti all'impiego quotidiano del mezzo. La Kangoo BE BOP Z.E. è invece una Kangoo identica al modello di serie, con tre 3 porte, 5 posti e tanto spazio a bordo. Speciali sono solo alcuni dettagli estetici, volti a richiamare l'attenzione sul tema dell'ecocompatibilità come i fari anteriori e posteriori a diodi elettroluminescenti (sono a basso consumo), il nuovo colore azzurrino ribattezzato "blu energia" (un nome un programma!) e i paracolpi laterali che integrano l'indicatore di carica della batteria. A proposito di quest'ultima chicca, abbiamo già pensato ai problemi che creerebbe in un paese come l'Italia: un bel ricorso al garante per violazione della privacy dei proprietari di Kangoo elettrici; gli altri automobilisti nel traffico potrebbero infatti venire a conoscenza del livello di autonomia del proprio veicolo senza autorizzazione. L'ipotesi fa sorridere, ma è tutt'altro che inverosimile.
Altre caratteristiche che rendono riconoscibile il prototipo sono l'assetto ribassato di 20 millimetri (migliora il coefficienza di penetrazione aerodinamica), i cerchi in lega da 20 pollici e la presa di ricarica plug posizionata sul frontale.

SILENZIO SI PARTE
Una volta seduti a bordo non si percepisce subito la peculiarità del veicolo. Si, ci sono dei dettagli insoliti per un Kangoo come delle plastiche colorate in giallo evidenziatore, oppure dei circuiti elettrici ricamati sulla tappezzeria, ma per il resto sembra di trovarsi a bordo di un'auto normale. Ci pensa l'ingegnere francese al nostro fianco a farci notare che la strumentazione è diversa, per quanto sempre analogica: al posto del contagiri c'è l'indicatore di carica della batteria, mentre sulla destra la lancetta di un "econometro" indica se si sta sprecando, utilizzando o immagazzinando energia. Il bello arriva accendendo il motore: non succede nulla. Bisogna accontentarsi di un doppio bip e dell'illuminazione di alcune spie sul quadro. Con il piede sul freno spostiamo allora la leva del cambio (o meglio del riduttore) su una delle due posizioni disponibili, "avanti" (l'alternativa era indietro) e rilasciamo il pedale. Ancora non succede nulla. Accettiamo l'invito dell'ingegnere-copilota a spingere il piede sull'acceleratore e finalmente ci muoviamo, nel silenzio. Si avverte solo lo scoppiettio dei pneumatici sul brecciolino del breve sterrato che ci conduce su strada e un leggerissimo ronzio filtrato dall'insonorizzazione dell'abitacolo. Questo rumore ricorda un po' quello delle macchinine elettriche che guidano i bambini al lunapark. La prima impressione è proprio quella di guidare un'auto giocattolo, anche perché la velocità è ancora bassa. Al momento dell'immissione sulla strada aperta al traffico proviamo ad accelerare per metterci alla velocità di crociera in città e costatiamo una spinta vigorosa e costante, quella tipica dei motori elettrici che ti danno la coppia massima dal primo istante di funzionamento. Anzi, l'ingegnere ci precisa che hanno dovuto limitarla elettronicamente a 190 Nm per non compromettere l'equilibrio dinamico del veicolo. E allora prendiamo velocità, 40, 50, 60 km/h capendo che non stiamo più giocando (sulla carta da 0 a 50 km/h bastano 6 secondi). Dal motore elettrico di 44 kW (60 CV) caratterizzato da un rendimento energetico del 90% (il motori endotermico arrivano in media al 25%), ronzio a parte, non arriva alcun rumore, né una vibrazione. Col crescere della velocità si avverte solo il rotolamento dei pneumatici, qualche fruscio aerodinamico e gli scricchioli delle plastiche dell'abitacolo. Il feeling di guida è particolare perché la velocità si può modulare senza l'utilizzo del freno: in pratica a basse velocità si può guidare usando solo il pedale dell'acceleratore e il veicolo è grado di fermarsi da solo dopo qualche decina di metri. Nelle fasi di decelerazione (frenate o meno) la batteria si ricarica aumentando teoricamente l'autonomia dichiarata a circa 100 km. E a prescindere dallo stile di guida, nell'atmosfera non si emette alcunché, anche perché non ci sono tubi di scarico.
Il tecnico Renault ci spiega che il pacco batterie al litio della AESC (la joint-venture Nissan-NEC costituita nel 2007), è installato sotto il pianale del modello, fra i sedili anteriori e posteriori, il che ha comportato una serie di modifiche strutturali (il pianale è rialzato di 45 mm) nonché un aggravio di peso rispetto alla versione a gasolio di circa 150 kg (il pacco batterie da solo pesa 250 kg). Nel Kangoo Express elettrico che arriverà nel 2011, la batteria sarà invece installata sotto il vano bagagli senza comprometterne il volume di carico e garantirà un'autonomia superiore pari a circa 160 km.

LA RICARICA SI FA IN "DUE"
Quello della ricarica, insieme all'autonomia, è il tema più caldo quando si parla di auto elettriche. Per il prototipo della Kangoo Be Bop Z.E. Renault ha previsto due modalità, entrambe di tipo plug-in. Se si attacca l'auto ad una comune presa da 220 V come quella che si può trovare nel garage di casa, occorrono 6-8 ore per la ricarica completa. Ricarica che nel concreto si può effettuare di notte quando peraltro le tariffe dell'elettricità sono più favorevoli. Come alternativa c'è la modalità di ricarica rapida che presuppone l'attacco ad una colonnina di ricarica specifica da 400 V trifase, la cui rete è ancora in fase di sviluppo, in Italia come nel resto d'Europa. E proprio lo sviluppo di tale rete sarà determinante per la diffusione sul mercato delle auto elettriche, specie fintanto che l'autonomia delle batterie non supererà i 300 km.
Il prototipo che abbiamo provato non contempla una terza modalità di ricarica ancora più rapida che però sarà prevista per le Renault elettriche di serie. Si chiama "Quick Drop" e prevede in pochi minuti (meno di 5) la sostituzione della batteria presso aree di servizio dedicate.

APPUNTAMENTO AL 2011
La Kangoo elettrica entrerà nei listini Renault nel 2011 in versione "Express" (veicolo commerciale) insieme ad una berlina derivata sempre da un modello di serie (probabilmente la Laguna). Ma ancor più importante sarà il debutto previsto per lo stesso anno di una citycar elettrica inedita di cui Renault dovrebbe esporre il primo prototipo in occasione del prossimo Salone di Francoforte. Sarà quest'ultima la vera arma con cui la Casa francese tenterà di dare una scossa al mercato lanciando la sfida dell'elettrificazione dell'automobile. Le incognite sono tante, a cominciare dall'autonomia delle batterie al litio ancora limitata e dai costi delle stesse che comporteranno nuovi modelli di acquisto, ma la prospettiva è davvero affascinante: una reale mobilità a zero emissioni.

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Autore: Redazione

Tag: Test , Renault , auto elettrica


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