pubblicato il 8 luglio 2009
Incidenti stradali: donne comunque vittime
Non solo lesioni gravi, ma assistenza al familiare disabile per un sinistro
La sicurezza stradale è un’emergenza nazionale che troppo spesso viene sottovalutata, eppure i numeri parlano chiaro: ogni giorno in Italia si verificano 633 incidenti che provocano il ferimento di 893 persone e la morte di 14 (Istat). Numeri impressionanti che classificano il nostro paese al di sotto di altri stati europei. Nel 2007 sono stati registrati circa 1 milione di feriti (ANIA) e oltre 5.100 morti, ovvero 500 vittime della strada in più della Francia, 1.300 in più della Spagna, 2.000 in più del Regno Unito e 180 in più della Germania (Istat). Ma se le statistiche sottolineano l’impatto dell’incidentalità stradale in termini di vittime e feriti, non si devono dimenticare gli invalidi permanenti gravi. Nello stesso anno le vittime che hanno riportato un’invalidità superiore a 9 punti percentuali sono state ben 150.676. Un dramma umano che è costato alla società 31 miliardi di euro.
Uno dei temi scarsamente studiati è l’impatto di questo tipo di incidentalità sulle donne, che è stato invece riportato a galla da una ricerca promossa dalla Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale e dall'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, chiamata “Quando la strada ferma la corsa: il ruolo della donna”. L'indagine, curata da ricercatori dell’Università Bocconi di Milano e patrocinata dagli assessorati alle Attività Produttive e alla Salute del Comune di Milano, ha dimostrato che la donna è “vittima” degli incidenti stradali due volte: quando li subisce, ma anche quando diventa il principale sostegno di un famigliare diventato disabile a causa di un sinistro. Nel 2007, le donne coinvolte in incidenti stradali che hanno riportato lesioni, con invalidità oltre i 9 punti, sono state 55.336 (37% del totale) e, nella maggior parte dei casi, si è trattato di soggetti "passivi", ovvero il 58,6% era passeggero e il 54% pedone.
“A Milano, nei primi quattro mesi del 2009, gli incidenti stradali e le vittime sono diminuiti passando da 4.458 a 3.749 – ha detto l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna. "Tuttavia - ha aggiunto - il 93% degli incidenti sono causati da un comportamento scorretto del guidatore che oggi è sempre più donna: nel 2008, su 249 pirati della strada identificati e denunciati, il 9%, erano donne. Ma le donne sono anche quelle più spesso vittime degli incidenti stessi: nel 2008 in Italia ne sono rimaste ferite oltre 119mila e decedute 1.277. Dati relativi dal momento che le donne, per il loro ruolo sociale e familiare, si trovano comunque a vivere una situazione difficile in quanto per loro natura sono capaci di comprendere e consolare e, anche nella difficile esperienza di una malattia o invalidità, sono un sostegno per le persone che le circondano”. "Come Fondazione ANIA - ha concluso il Presidente Sandro Salvati - ci battiamo ogni giorno per contrastare il fenomeno dell’incidentalità stradale e crediamo che sensibilizzare il mondo femminile, attraverso iniziative di questa portata, possa essere utile affinché venga finalmente sollevato un velo su quello che complessivamente noi riteniamo la più grave emergenza che affligge il nostro Paese".
Autore: Eleonora Lilli
Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale
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Nuovo commento 4 Commenti
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Come in molti casi .... purtroppo
Viva Italiano
Pubblicato il 08/07/2009 alle 08:52
Articolo "scandalistico" per cercare di portare alla ribalta un qualcosa in particolare, in questo caso le donne come vittime. Non metto assolutamente in discussione il numero di vittime, ci mancherebbe, ma come dice fabio68_to i numeri andrebbero analizzati "correttamente", non alla "politichese". Per esempio il numero di morti sulle strade, alquanto alto, va paragonato al numero di abitanti di quel paese, oltre ai turisti e auto straniere che circolano. Perche' in Italia, oltre a tutto, abbiamo anche un grande numero di veicoli stranieri che circolano giornalmente, a partire dai camion che arrivano da tutte le parta. Un esempio, anche se in Spagna ci sono 1300 morti in meno, paragonato alla popolozione spagnola, questo dato diventa assai peggiore di quello italiano in termini percentuali. Concordo con il dover prendere azioni serie, in ogni caso, per diminuire i numeri di incidenti e di vittime, e consiglio al Presidente dell'ANIA: 1- Di aprire dei tavoli con ANAS e AUTOSTRADE per fargi utilizzare un po' di quei bei soldoni che si prendono (uno dallo Stato e l'altro da noi ai caselli) per mettere a posto le strade ed autostrade che fanno letteralmente schifo, invece di intascarli tutti. 2- Di aprire un tavolo con i magistrati e chiedere loro perche' continuano a rilasciare in maniera spudorata tutti quei delinquenti che vengono arrestati dalle forze dell'ordine per pirateria, guida in stato di ebbrezza o di sostanze stupefacenti che poi, statisticamente provato, tornano a rifare quello per il quale erano stati arrestati.
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siamo concordi Viva
fabio68_to
Pubblicato il 08/07/2009 alle 11:58
buona giornata
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Sono d'accordo con i 2 saggi qui sopra! E specifico:
Marco Micemossu
Pubblicato il 08/07/2009 alle 14:34
In Germania e Francia tanto per dire il 90% delle autostrade sono lunghissimi rettifili e curve ad ampissimo raggio, quasi non ce ne sono di tunnel mntre da noi sono tutte curve,gallerie con marciapiedi alti ai bordi di molte di quelle, trafffico, e molti pezzi collinosi-montani che in caso di neve, gelo, pioggia è un pericolo non da poco! Ecco perchè come ho detto sul titolo: SONO D'ACCORDO CON I SAGGI! Ciao
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fabio68_to
Pubblicato il 08/07/2009 alle 07:23
come si posso paragonare questi dati con numeri reali? Sempre e solo dare la colpa ai guidatori ... per carità i cani che guidano se ne trovano ovunque .... ma per un raffronto con gli altri stati occorre anche guardare l'intensità del traffico, lo stato delle strade.