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pubblicato il 8 luglio 2009

Il piano di BAIC su Opel punta sulla Cina

485mila auto vendute e un nuovo stabilimento in Cina, 7.584 licenziati in Europa

Il piano di BAIC su Opel punta sulla Cina

L'offerta della Beijing Automotive Industry Corp. (BAIC) presentata alla General Motors per ottenere la Opel esce allo scoperto. Il documento, ottenuto dalla Reuters oggi pomeriggio, parla di un investimento di 660 milioni di euro in cambio del 51% di Opel che, se verrà accettato, porterà entro il 2015 alla vendita in Cina di 485mila vetture tra Corsa, Meriva, Zafira, Antara, Astra e vecchi modelli Vectra. Il Costruttore cinese punta molto sul suo mercato interno, che corteggerebbe con l'apertura di 400 concessionarie e una produzione domestica che comincerebbe dal 2012.

Il piano, infatti, prevede un'importazione iniziale di 60mila Opel in Cina tra il 2010 e il 2011, che verrebbe poi sostituita da una produzione interna da 200mila unità all'anno, che passerebbe a quota 500mila nel 2015 e che costerebbe un investimento di circa due milioni di dollari. A livello operativo, il piano BAIC calcola inoltre di tagliare 7.584 posti di lavoro Opel in Europa; di cui 3.018 in Germania e il resto soprattutto in Belgio e Spagna.

Un'offerta che è piaciuta a General Motors, che "ha apprezzato la serietà dei dirigenti di Beijing e l'abilità nel trovare soluzioni alternative", come ha commentato un fonte anonima vicina al gruppo statunitense. L'accordo definitivo tra la General Motors e la Magna-Steyr per la vendita della quota di maggioranza di Opel al gruppo canadese e al partner russo Sberbank è dunque a rischio.

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Tag: Mercato , Opel


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