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pubblicato il 7 luglio 2009

GM: la corte approva la vendita

Ora può nascere la nuova General Motors Company

GM: la corte approva la vendita

Si parlava del 10 luglio come ultimo termine utile affinché la corte fallimentare americana prendesse una decisione circa il futuro della GM, in bilico fra il fallimento e una gigantesca opera di ristrutturazione intrapresa dal governo USA. I tempi sono stati rispettati e la Corte dei Fallimenti americana del Distretto Meridionale di New York, presieduta dal giudice Robert E. Gerber, ha finalmente approvato la vendita della quasi totalità delle proprietà di General Motors Corporation ad una apposità entità creata dal dipartimento del tesoro americano, denominata NGMCO Inc. In pratica si tratta di una colossale operazione finanziaria sostenuta dal governo degli Stati Uniti che partendo dalla "vecchia GM" sfronda le parti insanabili dell'azienda, le mette in liquidazione per i creditori e dalle ceneri del precedente colosso malato crea una "nuova GM" destinata a rifondare le basi del grande costruttore automobilistico.

Al termine della transazione la provvisoria denominazione NGMCO Inc. verrà cambiata in General Motors Company e potrà così continuare le attività produttive dei vari marchi del gruppo, o almeno di quelli che non sono stati venduti nel corso dell'operazione di salvataggio (vedi Opel e, probabilmente, Saab). La nuova General Motors continuerà ad avere la propria sede a Detroit e vedrà ai posti di comando Fritz Henderson come presidente e amministratore delegato, e Edward E. Whitacre, Jr. come presidente del consiglio di amministrazione.

Obiettivo primario del nuovo management e di tutta la colossale opera di ristrutturazione è quello di ripartire da costi operativi competitivi, di avere un bilancio più solido, di ridurre il ricorso alla leva finanziaria e di puntare decisamente di più sul prodotto, con utili derivanti da volumi produttivi inferiori e reinvestiti in aree strategiche della tecnologia avanzata e dello sviluppo. Si vuole insomma evitare gli errori del passato e prendere già da subito la strada virtuosa garantita dalla costante attenzione al core-business automobilistico e dall'abbassamento del punto di pareggio. Il nuovo assetto organizzativo è merito anche degli accordi presi recentemente con i sindacati statunitensi UAW (United Auto Workers) e canadesi CAW (Canadian Auto Workers). Tutte le consociate GM sparse nel mondo verranno acquistate dalla nuova compagnia (General Motors Company) e dovrebbero continuare le loro attività senza interruzioni.

Il pacchetto azionario della nuova GM vedrà come azionista di maggioranza il Dipartimento del Tesoro americano con il 60,8% delle quote, seguito dal fondo previdenziale dei lavoratori GM (UAW Retiree Medical Benefits Trust) con il 17,5%, i governi di Canada e Ontario a quota 11,7% e infine la "vecchia GM" con il 10% delle azioni. Rimane aperta la possibilità per la vecchia GM e per il fondo previdenziale di far valere un'opzione per arrivare rispettivamente al 25% e al 20% della nuova GM.

Lo UAW Retiree Medical Benefits Trust ha già nominato Stephen Girsky, esperto analista dell'industria dell'auto, come proprio rappresentante nel consiglio di amministrazione della nuova GM, organo in cui siederanno anche 6 membri del consiglio attuale della General Motors Corporation: Erroll Davis, Neville Isdell, Kent Kresa, Philip Laskawy, Kathryn Marinello e Fritz Henderson. L'ordinanza del giudice Gerber prevede un periodo di 4 giorni affinché la vendita possa chiudersi, tempi fortunatamente brevi anche per tutti i dipendenti GM che attendevano notizie certe sul futuro dell'azienda; a questi è stata già ufficializzata l'offerta di incarichi nella nuova GM.

Il destino dell'attuale General Motors Corporation è stato scritto e la sua liquidazione prenderà il via non appena la vendita sarà chiusa, trasformandosi in Motors Liquidation Company per la vendita o il ritiro delle quote rimaste sotto la supervisione della Corte dei Fallimenti.

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Tag: Mercato , General Motors , detroit


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