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Mercato

pubblicato il 2 luglio 2009

GM: la corte si decida entro il 10 luglio

Washington preme sulla corte di New York per finalizzare il piano di salvataggio

GM: la corte si decida entro il 10 luglio

General Motors rischia di essere messa in liquidazione se entro il 10 luglio non sarà approvato il piano di salvataggio della Casa di Detroit con lo scorporo degli asset "cattivi" da quelli buoni che dovrebbero invece far parte della nuova General Motors, come previsto dalla sezione 363 del Chapter 11, il codice che negli USA regolamenta la messa in amministrazione controllata delle società in regime fallimentare.

La circostanza pare non sia peregrina perché, se per quella data non sarà trovata la quadratura del cerchio tra il nuovo assetto societario, le richieste dei creditori e le obiezioni presentate da questi ultimi, il Ministero del Tesoro americano ha già fatto sapere che smetterà di finanziare il progetto di ristrutturazione che da solo è già costato 1,2 miliardi di dollari, cifra già di per sé enorme, ma ben inferiore ai 50 miliardi che alla fine il governo americano spenderà per rimettere in piedi la colonna più grossa dell'industria automobilistica domestica. Più che di una minaccia per i vertici della Casa, si tratta di un modo per far pressione sulla Corte che si sta occupando della questione, presieduta dal giudice Robert Gerber di New York, affinché affretti al massimo le procedure fallimentari. L'altroieri intanto c'è stata l'audizione di Fritz Henderson, CEO e presidente di GM, passo procedurale fondamentale per stabilire l'ammissibilità e la fattibilità del piano di salvataggio alla luce delle prerogative espresse dai creditori.

L'intento dell'amministrazione Obama è quella di arrivare a metà luglio con il piano di salvataggio già alla fase due e, contemporaneamente, assicurare i rami europei di GM a nuovi proprietari. Per questo, sia esponenti del governo tedesco sia di Magna, acquirente designato di Opel a meno di clamorose riaperture, parlano della metà di luglio come data prevista per l'annuncio del passaggio di consegne.

Se tutto va come deve andare quindi, tra 15 giorni dovremmo avere la nuova General Motors (che si chiamerà ancora così) ripulita da tutti i pesi che saranno invece concentrati nella cosiddetta "bad company", a disposizione della corte perché venga liquidata per fa fronte alle richieste dei debitori. Se questo non dovesse accadere, sarà tutta la GM ad andare in liquidazione e a scomparire. Ma questo sarebbe il fallimento di tutti gli sforzi messi in campo dal governo americano, cosa che difficilmente si verificherà.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , General Motors


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