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Mercato

pubblicato il 30 giugno 2009

GM: via anche la NUMMI

Detroit mette in liquidazione anche la propria quota nella joint-venture con Toyota

GM: via anche la NUMMI

General Motors ha deciso: la propria quota nella NUMMI (New United Motor Manufacturing Incorporated), la joint-venture stabilita con Toyota nel 1984 non farà parte della nuova GM, ossia della "good company" destinata a uscire dalla procedura fallimentare, ma sarà incorporata invece nella "bad company" e messa nelle mani del giudice curatore perché sia liquidata a favore dei creditori.

Si chiude così un altro capitolo infelice della Casa di Detroit ed è sintomatico che sia, dopo Saturn, ancora un pezzo sul quale doveva fondarsi un processo di rinnovamento mai iniziato. La NUMMI infatti era stata concepita nell'ottica di GM per fare in modo che i metodi produttivi di Toyota entrassero all'interno della compagnia e, da parte giapponese, come un modo garbato per entrare sul suolo americano durante gli anni '80, quando l'avanzata economica e commerciale del Sol Levante sembravano inarrestabili e appariva indispensabile copiarne le ricette.

La decisione però non viene come un fulmine a ciel sereno. Già nei giorni scorsi GM aveva annunciato per la fine di agosto lo stop definitivo della produzione allo stabilimento NUMMI con sede a Fremont, in California, e non ci è voluto molto agli uomini del Renaissance Center a capire che questa collaborazione non poteva essere ulteriormente gestita. Una presa d'atto di un altro fallimento in un processo di rinnovamento che doveva iniziare molto tempo addietro, ma non si è mai avverato aggravando anzi il quadro delle perdite.

Per NUMMI quindi, come per Saturn, è legittimo porre una domanda: come è possibile che General Motors non sia stata capace di gestire neppure un marchio creato da essa stessa partendo da zero?

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , General Motors


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