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pubblicato il 25 giugno 2009

Opel: la partita è riaperta

GM chiede nuove offerte. Cinesi, belgi e italiani di nuovo in gara

Opel: la partita è riaperta

Il fidanzamento tra Opel e Magna non è ancora un matrimonio e così i vecchi contendenti possono tornare a farsi avanti. Sembra la storia di una telenovela, ma in gioco ci sono i nuovi equilibri nel mercato automobilistico. La controllata di General Motors fa gola a molti, Fiat in testa, che conquistandola avrebbe la possibilità di avvicinarsi a quell'obiettivo di diventare un colosso da 5,5 milioni di vetture l'anno che Sergio Marchionne giudica indispensabile per superare questo difficile momento. Dopo la firma del memorandum d'intesa con la Magna, la General Motors ha invitato diversi investitori a rilanciare le proprie offerte.

Anche se Magna resta il candidato numero uno e l'obiettivo è arrivare ad un accordo definitivo entro il 15 luglio, la Casa di Detroit, in bancarotta pilotata, vuole andare sul sicuro e avere pronta un'alternativa. Come riportato oggi dal Financial Times, tra le società che dovrebbero essere pronte a ripresentarsi ci sono il costruttore cinese Beijing Automotive Industry Corporation (Baic), la cui prima offerta era giunta fuori tempo massimo, e la società d'investimento belga Rhj International, che come i cinesi era stata ammessa a guardare i conti della filiale europea in vendita. Anche la Fiat ha un piano di riserva, ma per il momento non ci sono indiscrezioni circa il suo contenuto.

Di certo c'è che il tempo stringe. La Opel, come riportato dal quotidiano Westdeutsche Allgemeine Zeitung (Waz), brucia ogni giorno tra 5 e 6 milioni di euro: circa il triplo rispetto ai due milioni di euro di euro cui si parlava finora. A questi ritmi, spiega il giornale, il finanziamento ponte da 1,5 miliardi di euro concesso dallo Stato federale e dalle quattro regioni che ospitano gli stabilimenti della Opel (Assia, Turingia, Renania Palatinato e Nord Reno-Westfalia) è destinato ad esaurirsi in pochi mesi.

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