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pubblicato il 23 giugno 2009

Fitch stronca le prospettive dell'auto europea

L'agenzia di rating prevede 18 mesi di buio, ma elogia Fiat e Volkswagen

Fitch stronca le prospettive dell'auto europea

L'industria dell'auto è entrata nella più grave crisi di sempre. I profili dei costruttori si sono deteriorati in una maniera quasi drammatica e le prospettive sono negative. Così comincia il rapporto sul settore automotive in Europa della colossale agenzia di rating Fitch, secondo cui il mercato è destinato a rimanere "difficile" per i prossimi 18 mesi. Nelle 17 pagine del dossier, Fitch ha elencato le principali sfide che le case automobilistiche hanno dovuto affrontare ed ha preso in considerazione le loro mosse strategiche giudicando come migliori quelle di Volkswagen e Fiat. Per questo, secondo l'agenzia, solo loro otterranno risultati positivi alla fine dell'anno.

La fiducia dei consumatori è, secondo Fitch, ad un livello bassissimo, così come la loro capacità di spesa e questo li spingerà a scegliere veicoli sempre più economici, ovvero quei prodotti che sono "i meno redditizi per le case automobilistiche". "La domanda debole e le più basse vendite renderanno più problematica la generale sovracapacità dell'industria automobilistica europea, portando così a forzate ristrutturazioni e all'assunzione di decisioni strategiche", si legge nel rapporto. Un processo che però "non sarà immediato, ma potrà richiedere alcuni anni" con un impatto "sui profitti dei costruttori e sul loro cash flow" rendendo così "probabile" la necessità di iniettare capitali.

A complicare lo scenario è il ruolo "incerto" dei governi. Nei prossimi mesi gli incentivi si esauriranno e con loro la ripresa del mercato. L'industria, però, "beneficia ancora di punti di forza e opportunità", secondo l'agenzia, "incluse le prospettive di crescita a lungo termine" legate a una domanda destinata a crescere nei mercati emergenti e alla crescita demografica mondiale.

Per questo le alleanze strategiche sono state giudicate positivamente. Fitch ha promosso a pieni voti l'operato di Fiat e del suo amministratore delegato, Sergio Marchionne. L'accordo con Chrysler, pur comportando alti rischi, non è un problema finanziario perché il Lingotto non ha utilizzato contanti per concluderlo. Inoltre, l'intento di diversificare il prodotto, anche in base all'area geografica, è secondo Fitch la mossa migliore. Sarà quindi soddisfatta l'agenzia, per il probabile ingresso dei modelli Chrysler in India; un'ipotesi al vaglio in questi giorni.

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