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pubblicato il 19 giugno 2009

Caro benzina: l'America riscopre l'autobus

L'auto resta a casa e la middle class viaggia in pullman

Caro benzina: l'America riscopre l'autobus

Caro benzina, recessione e poco lavoro. E' un triste cocktail che molti paesi stanno assaporando e a cui l'America, spesso apripista nel mondo occidentale, sta reagendo con una insolita riscoperta. Se è vero che l'auto è diventata un lusso e che molti americani hanno deciso di lasciarla in garage, ecco che è tornato di moda un vecchio mezzo a lungo dimenticato: l'autobus. A bordo ormai non ci sono più solo studenti squattrinati o stranieri, ma sempre più giovani in carriera.

Joseph Schwieterman, che insegna storia dei trasporti alla DePaul University di Chicago, ha riferito in un'intervista al Wall Street Journal, che nell'ultimo trimestre del 2008 le partenze in autobus sono aumentate del 10% rispetto all'anno precedente, mentre quelle in aereo sono calate del 10,8% e quelle in treno dell'8%. Anche l'auto resta sempre più spesso ferma a casa, a tutto svantaggio delle immatricolazioni, che anche negli Stati Uniti sono in grave difficoltà.

E la concorrenza è agguerrita. Per attirare più giovani, molte compagnie offrono sempre più servizi. "Prezzi e collegamento wireless sono stati un incentivo per molti clienti", ha detto Schwieterman. E anche le compagnie più vecchie hanno potuto approfittare di questo "buon" momento per risollevarsi. Da aprile, ad esempio, cento nuovi Greyhound con moderni sedili in pelle e Wi-fi solcano le autostrade della costa Est per far concorrenza alle vetture di BoltBus, che propone tariffe da un dollaro a viaggio se si prenota con sufficiente anticipo. Uno scenario che magari vedremo anche in Italia.

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Tag: Curiosità , trasporto pubblico , carburanti


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