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Mercato

pubblicato il 17 giugno 2009

E' nato oggi il primo Osservatorio sull’Auto Aziendale in Italia

ASSILEA e UNRAE insieme un mercato "giovane"

E' nato oggi il primo Osservatorio sull’Auto Aziendale in Italia

Da oggi l'Italia ha il suo Osservatorio sull'auto aziendale. L'iniziativa è stata presentata dall'Assilea, l'Associazione Italiana Leasing che raggruppa la quasi totalità degli operatori del settore nel nostro paese, e dell'UNRAE, l'Unione Nazionale dei Rappresentanti Autoveicoli Esteri. L'obiettivo è quello di monitorare mensilmente il settore, che è stato fotografato dalle due associazioni, le quali hanno colto l'occasione per ricordare quanto sarebbe importante che il Governo intervenisse con degli incentivi ad hoc per stimolare questo comparto.

Il segmento dell'auto aziendale è composto da 3 macro-comparti: quello del noleggio a breve e lungo termine, quello delle autovetture dei concessionari e il rimanente mercato delle auto aziendali, acquisite direttamente o in leasing. Togliendo le auto-immatricolazioni a nome delle concessionarie e dal noleggio a breve termine, le targhe registrate in Italia ogni anno sono oltre 300.000 e ben due terzi di queste sono finanziate attraverso contratti di noleggio a lungo termine e finanziaria.

Questi due strumenti, oltre ad essere di primaria importanza, accelerano il processo di rinnovamento del parco auto. Dai primi dati dell'Osservatorio sull'Auto Aziendale è emerso, infatti, che il parco circolante in leasing ed in noleggio a lungo termine ha un'età media notevolmente inferiore a quella rilevata sul'intero parco auto delle auto intestate a società. Per questo, secondo le due associazioni, un intervento del Governo a sostegno del settore è auspicabile.

"Gli eco-incentivi - si legge in una nota congiunta - hanno consentito una ripresa delle immatricolazioni a privati, ma, per la tipologia e l'anzianità dei veicoli ai quali tali incentivi sono applicabili, non hanno dato alcun impulso al settore dell'auto aziendale, che ha continuato invece a registrare flessioni superiori al 30%. Rilanciarlo avrebbe, invece, un duplice effetto: quello di stimolare "gli investimenti aziendali in mezzi di trasporto" e di "far circolare nelle nostre strade un maggior numero di veicoli con migliori prestazioni in termini di consumi, inquinamento e sicurezza".

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