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pubblicato il 10 giugno 2009

Marchionne ai dipendenti Chrysler: oggi rinasce l'ottimismo

L'AD di Chrysler Group LLC si presenta

Marchionne ai dipendenti Chrysler: oggi rinasce l'ottimismo

Come accade ogni volta che nasce un nuovo gruppo industriale, l'amministratore delegato rivolge il proprio saluto ai lavoratori della nuova realtà produttiva per presentarsi e per chiarire quali sono gli obiettivi comuni. Puntuale arriva quindi la lettera di Sergio Marchionne ai dipendenti del neonato Chrysler Group LLC, frutto della partnership strategica globale stretta fra Fiat e Chrysler.

Nel messaggio rituale il CEO italo-canadese si riferisce a questo accordo come ad "un nuovo inizio per Chrysler e per tutta l'industria automobilistica del Nord America" e parla delle nuove sfide da affrontare e vincere assieme; allo stesso tempo Marchionne ringrazia tutti per i sacrifici affrontati negli ultimi mesi e per la fiducia in un marchio che ha, grazie all'alleanza con Fiat, "obiettivi più mirati e strategie più agili".

In quello che il manager torinese definisce "il giorno dell'ottimismo" occorre ripensare ai veicoli Chrysler, Jeep e Dodge come a quelli che torneranno a uscire dai cancelli delle fabbriche, a popolare gli autosaloni e a percorrere le strade d'America, ripartendo dalle lezioni apprese dai precedenti errori di gestione. Marchionne spiega chiaramente ai lavoratori USA che nei prossimi mesi verranno trasferiti negli stabilimenti Chrysler le tecnologie, le piattaforme e i motori Fiat che verranno utilizzati per la produzione di vetture medio-piccole. L'obiettivo strategico principale è quello di sviluppare veicoli di alta qualità, efficienza e basso impatto ambientale", comprendendo in questo programma anche l'auto elettrica Chrysler.

Riferendosi alla proprietà del nuovo gruppo Marchionne ha voluto ricordare a tutti i suoi futuri collaboratori che la maggioranza di Chrysler Group LLC è in mano al fondo VEBA (Voluntary Employee Beneficiary Association), che Fiat possiede inizialmente il 20% delle quote azionarie (con diritto ad acquisire un ulteriore 15%) e che il rimanente appartiene ai governi di Stati Uniti e Canada. L'idea di far tornare Chrysler una realtà competitiva che produce utili deve nascere dalla consapevolezza di aver creato il sesto gruppo mondiale per la produzione di automobili.

Portando ad esempio le precedenti sfide gestionali vinte sul campo, la lettera riporta proprio il caso di Fiat affrontato cinque anni fa, un costruttore visto da molti come "improduttivo, letargico, bloccato da burocrazie senza fine" e risorto grazie allo sforzo comune verso la creazione di una azienda più efficiente. L'intento è quindi di ripetere l'esperienza vissuta in Fiat e di rinnovare la spinta per una Chrysler più forte e competitiva in tutti i mercati del mondo.

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