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pubblicato il 5 giugno 2009

Infiniti Essence: a tu per tu con la diva

Ad Adria con una delle concept più belle del momento

Infiniti Essence: a tu per tu con la diva
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Che fosse una vera diva del mondo dell'automobile l'avevamo già intuito dai valige Louis Vuitton personalizzati che si porta dietro, dalle forme mozzafiato che la fanno apparire bellissima da qualsiasi angolazione e dagli sguardi ammirati che provoca in tutti coloro che hanno la fortuna di incrociare la sua strada. Ora abbiamo la conferma che la Infiniti Essence è una autentica stella del firmamento automobilistico, con un'immagine decisa, una voce suadente e i capricci di una diva del cinema. L'eccezionale incontro con la concpet creata dal team di Shiro Nakamura non ha fatto che confermare quanto di buono avevamo già apprezzato staticamente all'ultimo Salone di Ginevra.

Come una star, la Infiniti Essence (da pronunciare "essons") si presenta all'incontro totalmente nascosta all'interno del suo carrello di trasporto personalizzato, quasi fosse l'arrivo alla notte degli Oscar sull'oscurata limousine. Le prime "parole" vengono dal motore V6 3.7 biturbo da 440 CV, che con voce potente cominciano a chiarire le doti di chi ci troviamo di fronte. Della sua natura ibrida benzina/elettrica nulla traspare e, al momento di prendere qualcosa da bere, la Essence si limita a sorseggiare un goccio di benzina versatale con una sottile cannuccia dalla tanichetta nel tappo del serbatoio, piccolo come le labbra di una top-model.

Le presentazioni nei box sono fatte e a questo punto la "diva" si concede ad alcuni giri di pista, premettendo però che lei non può prendere troppo sole, non può affaticarsi e deve stare attenta al brecciolino che potrebbe rovinarle la pelle. Oggi la protagonista è lei e non possiamo certo contraddirla, così ci prepariamo ad assaporare i brevi momenti che ci attendono a bordo di questa seducente Infiniti. L'ultima richiesta della Essence è quella di toglierci le scarpe per evitare di rovinare gli interni in pelle, Alcantara e legno, mirabilmente rifiniti a mano come accade solo sulle concept.

Lo stile dell'abitacolo è in bilico fra modernità e classicità, futuribile ma non fantascientificamente lontano dalla realtà, accogliente come può essere un bozzolo per il suo ospite, con le zone destinate a pilota e passeggero nettamente separate. Il grande parabrezza panoramico si estende fin sopra e dietro la testa dando una incredibile sensazione di ampiezza e luminosità. Il suono del motore nascosto sotto l'infinito cofano anteriore si sente appena, forse anche per via del passo leggero con cui la "divina" trotta per la pista.

Il tortuoso circuito di Adria poco si presta a veloci sgroppate sui brevissimi rettilinei e con rammarico dobbiamo già raggiungere i box dopo un paio di tornate, pur di non incorrere nelle ire della nostra prima donna che mal sopporta le scene in esterni. La sensazione di aver per un momento toccato l'irraggiungibile ci resta addosso, consapevoli che la Essence non potrà mai essere una comune vettura stradale, ma che la sua grintosa bellezza potrà fare scuola nel design e nella tecnica delle future Infiniti di produzione.

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Tag: Test , Infiniti


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