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pubblicato il 4 giugno 2009

La Fiat su Opel: "Le carte erano truccate"

Così dice Torino secondo la stampa tedesca. Pronta una nuova offerta

La Fiat su Opel: "Le carte erano truccate"
Galleria fotografica - Fiat SB4 Eldridge "Mefistofele"Galleria fotografica - Fiat SB4 Eldridge "Mefistofele"
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Riguardo alla Opel la Fiat si sente "ingannata" e "raggirata" dal governo tedesco. Le "carte da gioco" erano "truccate" secondo il Lingotto, che è rimasto amareggiato dalla decisione di Berlino di versare alla Opel una prima tranche di 300 milioni di euro del finanziamento ponte da 1,5 miliardi. La diagnosi sullo "stato di salute" del Gruppo italiano non arriva però da Torino, ma dalle pagine della stampa estera, che, utilizzando fonti riservate, spiega come l'azienda piemontese ha reagito alla notizia del versamento, mentre prepara una nuova offerta da presentare se l'accordo con Magna non andrà in porto.

I 300 milioni di euro, come si legge sul Sueddeutsche Zeitung, sarebbero dovuti arrivare dalla Magna stessa che già si era offerta di versarli. Un dettaglio non trascurabile, dal momento che la somma era stata indicata da Berlino come condizione indispensabile per l'acquisizione di Opel. La Fiat si era rifiutata di effettuare il versamento e proprio per questo, secondo il quotidiano tedesco, sarebbe stata esclusa dalle trattative. Una versione che non è stata confermata e che per alcuni non sarebbe fondata perché a non voler dare la Opel a Fiat sarebbe stata la General Motors, preoccupata dall'ingresso del Lingotto nel mercato nord americano grazie al recente accordo con la Chrysler.

"Mi auguro che ci sia la possibilità nei prossimi sei mesi che possa essere rivalutata l'offerta di un progetto industriale serio come quello di Fiat", ha detto oggi il Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, il cui intervento a margine dell'assemblea di Federalimentare ha contribuito ad alimentare la polemica sulla "sconfitta" italiana. "Il progetto industriale dell'auto presentato da Fiat è un progetto valido, di prospettiva per tutta l'Europa, mentre il progetto di Magna è un progetto finanziario che risente delle condizioni politiche delle elezioni in Germania", ha proseguito Scajola, facendo eco a quanto detto ieri dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.

La Fiat, secondo il ministro, è giusto che continui a perseguire l'obiettivo di diventare il secondo produttore globale di auto anche perché, "in questa riorganizzazione del settore, sono tanti gli spazi che si aprono e può darsi che fra questi si riapra il caso Opel". La partita infatti non si è affatto conclusa. Il cancelliere tedesco, Angel Merkel, ha detto di essere ancora disponibile a trattare, l'interesse di Fiat per Opel c'è ancora e la stampa estera continua a parlare di una nuova offerta del Lingotto.

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