Retrospettive
28 Febbraio 2005Alfa Romeo Alfetta
Madre delle ultime Alfa Romeo
L’Alfa Romeo Alfetta, considerata a ragione uno dei simboli dell’automobilismo italiano degli anni Settanta, nasce nel 1972, immediatamente dopo la “sorella” minore Alfasud. Nella gamma Alfa Romeo si va a posizionare tra la Giulia e la 2000 e sostituisce la 1750. L’Alfetta, che eredita il nome dalla celebre monoposto “Alfetta 159”, protagonista indiscussa delle competizioni negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale, si presenta da subito come un modello fortemente innovativo, nella meccanica e nello stile.
Classica berlina a trazione posteriore, a quattro porte e cinque posti, l’Alfetta è equipaggiata inizialmente con un unico motore, il 1800 bialbero (1779 cc), da 122 CV a 5500 giri/minuto, ereditato dalla 1750 ed abbinato ad un cambio manuale a cinque marce montato posteriormente, che garantisce un’eccellente distribuzione dei pesi. Le sospensioni anteriori sono a quadrilatero deformabile con barre di torsione, mentre le posteriori, ereditate dalla 159, sono caratterizzate dall’originale ponte De Dion, con barra stabilizzatrice ed ammortizzatori idraulici telescopici, che caratterizzerà l’intera produzione Alfa Romeo (ad eccezione dell’Alfasud e delle sue derivate) fino al debutto della 164, alla fine degli anni Ottanta. I freni sono a disco a doppio circuito con servofreno e limitatore automatico di frenata al retrotreno, lo sterzo è a cremagliera; il serbatoio carburante ha una capacità di 46 litri.
La linea dell’Alfetta, realizzata dal Centro Stile Alfa Romeo con la collaborazione di Giugiaro (il design della coda e della linea di cintura sono suoi), è compatta e moderna, con uno spiccato andamento a cuneo, che le permette di ottenere un CX di 0,42. Nel frontale fa bella mostra di sé la mascherina in plastica nera con tre barre orizzontali cromate, che ospita al centro il marchio Alfa Romeo ed ai lati le due coppie di fari allo iodio. I paraurti anteriori, a lama con rostri gommati, ospitano le luci di posizione e gli indicatori di direzione. Il cofano motore è sormontato da due prese d’aria poste alla base del parabrezza. Nella vista di lato si notano le lamiere sottostanti portiere e paraurti posteriore verniciate di nero ed un occhio attento può cogliere il particolare dei finestrini laterali curvi, caratteristica inedita per un modello Alfa Romeo; le portiere anteriori sono dotate di deflettori apribili a compasso e nei montanti posteriori sono state ricavate due prese d’aria cromate. La parte posteriore è caratterizzata infine dai gruppi ottici a sviluppo orizzontale, divisi in tre sezioni, e dai paraurti a lama con rostri gommati, che rivestono anche parte della fiancata fino a raggiungere i parafanghi posteriori.
L’abitacolo, un po’ trascurato dal punto di vista delle finiture, è decisamente più ampio ed abitabile rispetto a quello della 1750, anche se si sta più comodi in quattro, dato che il quinto passeggero è disturbato dal tunnel di trasmissione e dal bracciolo centrale posteriore. La plancia, caratterizzata da un disegno pulito, lineare e moderno, è impreziosita da inserti in legno, materiale con cui è realizzato anche il volante regolabile in altezza ed inclinazione. La strumentazione, raccolta nel grande quadro posto di fronte al pilota, è composta da cinque strumenti circolari: contagiri con manometro olio, tachimetro con contachilometri totale e parziale, indicatore livello benzina, orologio, termometro acqua. Completo e raffinato l’impianto di climatizzazione, che può contare su numerose bocchette e sulla possibilità di regolare separatamente i flussi d’aria e la temperatura dei due lati dell’abitacolo. Sono disponibili, come optional, le cinture di sicurezza anteriori, la vernice metallizzata, i poggiatesta anteriori ed il lunotto termico. Il vano bagagli, grazie alla coda alta ed alla disposizione orizzontale della ruota di scorta, raggiunge la ragguardevole capacità di 510 litri.
L’Alfetta ottiene giudizi lusinghieri su strada, grazie alle eccellenti prestazioni (velocità massima di 180 Km/h, accelerazione da 0 a 100 Km/h in 9,8 secondi), all’ottima tenuta di strada ed al comfort di marcia. Generano critiche invece la visibilità posteriore, resa difficoltosa in manovra dalla coda alta, ed il cambio, che tende ad impuntarsi. Si rivela accettabile invece il consumo di benzina (11,5 litri / 100 Km).
Pochi mesi dopo la presentazione dell’Alfetta, nel 1973, l’Italia si trova a dover fronteggiare la crisi petrolifera, con il conseguente aumento del prezzo della benzina, le domeniche a piedi o a targhe alterne (leggendo i giornali di oggi verrebbe da dire che la storia si ripete, ma questa è un’altra storia...), ed infine l’introduzione dei limiti di velocità. Se prima della crisi petrolifera gli italiani, nel giudicare un’automobile, davano peso soprattutto alle prestazioni ed al motore, ora sono più interessati ai consumi ed al prezzo d’acquisto e di conseguenza l’Alfa Romeo, nella speranza di incrementare le vendite, presenta nel Gennaio del 1975 la 1600.
L’Alfetta 1600 è mossa da un motore di 1570 cc, anche questo già noto agli alfisti, caratterizzato da una potenza massima di 109 CV a 5600 giri/minuto e da una coppia massima di 142 Nm a 4300 giri/minuto. Le prestazioni rimangono accettabili, con una velocità massima di 175 Km/h, ma se i consumi scendono in media del 6-7 %, peggiorano accelerazione e ripresa. Più economica della 1800 anche nella dotazione di accessori, la 1600 si distingue dalla sorella maggiore per numerosi particolari di carrozzeria e dell’abitacolo. Il principale elemento di distinzione è costituito dai due soli fari anteriori, a cui si aggiungono tanti altri dettagli, come la calandra con una sola barra cromata, le prese d’aria sui montanti posteriori in plastica nera, i tergicristallo neri, i paraurti privi di rostri gommati. L’abitacolo perde i rivestimenti in legno di plancia e volante, il bagagliaio è rivestito con materiali più economici, la console centrale è semplificata così come l’impianto di climatizzazione, l’orologio è disponibile solo a richiesta, ma in compenso la strumentazione presenta un inedito sfondo azzurro.
Dopo poche settimane anche la 1800 è oggetto d’un leggero restyling, che interessa il frontale ed alcuni dettagli degli interni. Il modello 1975 è riconoscibile grazie alla nuova calandra, che perde i tre profili cromati ed ospita uno scudetto Alfa Romeo più grande, ed all’adozione di tergicristallo neri, come sulla 1600. Per contenere le emissioni inquinanti, il motore della 1800 è depotenziato fino a raggiungere i 118 CV.
Ultima novità del 1975 è l’Alfetta destinata al solo mercato statunitense ed equipaggiata con un motore ad iniezione meccanica Spica, di 1962 cc, che le permette di raggiungere i 175 Km/h. Dotata dei dispositivi antinquinamento e d’illuminazione previsti dalla legislazione americana, questa versione è facilmente riconoscibile per l’adozione dello specchietto retrovisore esterno, di inedite luci targa e di paraurti ad assorbimento d’energia in materiale plastico nero.
La commercializzazione dell’Alfetta 1600 dà i frutti sperati, le vendite aumentano e l’allontanasi della crisi petrolifera permette all’Alfa Romeo di ampliare la gamma verso l’alto. Nel Febbraio 1977 debutta così l’Alfetta 2000, che sostituisce l’Alfa Romeo 2000 berlina.
La nuova versione costituisce di fatto la seconda serie dell’Alfetta, tante e tali sono le modifiche apportate alla carrozzeria ed all’abitacolo. Le versioni 1600 e 1800 sono tuttavia escluse da un tale rinnovamento, ad eccezione dell’adozione di lievi modifiche alla strumentazione e, nella 1600, dei doppi fari anteriori. L’Alfetta 2000 è mossa dal motore bialbero di 1962 cc con alimentazione a carburatori; la potenza massima è di 122 CV a 5300 giri/minuto, mentre la coppia massima è di 175,5 Nm a 4000 giri/minuto; la velocità massima è di 185 Km/h, a fronte di un consumo medio di 10,1 litri/100 Km. Il motore più elastico e progressivo del 1800, e la nuova taratura delle sospensioni rendono ancora più piacevole la guida dell’Alfetta, che in questa versione risulta anche meglio insonorizzata. Esteticamente la 2000 è caratterizzata dal frontale basso e allungato, con un’inedita calandra nera e squadrata, circondata da fari rettangolari. I paraurti anteriori, con inserti in plastica così come i posteriori, ospitano ora i soli indicatori di direzione. Vista di lato l’Alfetta 2000 si riconosce subito per le nuove portiere anteriori, prive di deflettori, le inedite maniglie esterne e le prese d’aria in plastica nera sui montanti posteriori; posteriormente invece predominano i nuovi gruppi ottici, più grandi dei precedenti.
Nell’abitacolo sono stati oggetto di modifiche la plancia, la console centrale, il cassetto portaoggetti, il volante, i sedili. Sono disponibili nuovi colori di carrozzeria e migliora la dotazione di accessori: ora sono di serie il lunotto termico, i poggiatesta anteriori ed il temporizzatore del tergicristallo; sono invece disponibili a richiesta i cerchi in lega, la vernice metallizzata ed il condizionatore d’aria. La capacità del serbatoio carburante raggiunge i 49 litri, mentre il motore è ora garantito per due anni o 100.000 Km.
Un anno più tardi, nel Luglio del 1978, debutta l’Alfetta 2000 Lusso, che di fatto sostituisce la 2000, da cui si distingue per alcuni dettagli esterni (specchietto retrovisore nero, modanatura sottoporta più estesa) ed interni (plancia e strumentazione con inserti in finta radica, nuovi colori delle plastiche, nuovo sistema di climatizzazione, sedili e pannelli delle portiere in velluto). La modifica più interessante riguarda tuttavia il motore che, grazie al differente profilo degli alberi a camme, raggiunge la potenza massima di 130 CV a 5400 giri/minuto e la coppia massima di 177,5 Nm a 4000 giri/minuto; la velocità massima sfiora i 190 Km/h.
Nel 1979 è l’ora dell’aggiornamento delle versioni 1600 e 1800, che adottano le stesse portiere della 2000, hanno di serie le cinture di sicurezza anteriori e le luci d’emergenza e possono essere dotate di condizionatore d’aria. Il motore della 1800 guadagna 4 CV e torna a vantare una potenza massima di 122 CV, anche se la velocità massima risulta ridotta a 179 Km/h.
Passata la crisi, ormai sensibili al problema dei consumi, gli italiani si dimostrano sempre più interessati all’acquisto di vetture diesel, grazie al basso prezzo del gasolio ed al basso consumo dei motori diesel, il tutto nonostante l’iniquo superbollo che nel nostro paese colpisce questo genere di vetture. Dopo la deludente esperienza condotta nel 1977 con la Giulia Diesel, l’Alfa Romeo ci riprova e stavolta fa le cose in grande, presentando l’Alfetta 2000 TurboD, la prima vettura italiana con motorizzazione diesel sovralimentata. Mossa dal motore di 1995 cc con potenza massima di 82 CV a 4300 giri/minuto, prodotto dalla VM di Cento (FE), l’Alfetta turbodiesel raggiunge la velocità massima di 155 Km/h e consuma mediamente 8,4 litri/100 Km. La turbodiesel ha la stessa carrozzeria della 2000, da cui si distingue per le grandi feritoie orizzontali sul paraurti anteriore ed il tubo di scarico maggiorato; nel cruscotto cambiano le scale di tachimetro e contagiri e compaiono la spia per il preriscaldamento delle candelette e la spia della pressione di sovralimentazione. L’Alfetta a gasolio si comporta su strada come una vettura a benzina di media cilindrata, facendo dimenticare i problemi di rumorosità del motore diesel ed il classico ritardo di risposta dei motori turbocompressi; i consumi sono davvero contenuti e l’irrigidimento delle sospensioni, resosi necessario per contrastare l’aumento di peso, ha migliorato la tenuta di strada.
Nel 1981 debutta la 2000 LI America, con motore due litri da 128 CV ad iniezione meccanica e recupero dei vapori della benzina, associato ad un cambio manuale a cinque marce o ad un automatico a tre rapporti. La 2000 LI America è una versione speciale, meno di 1500 esemplari prodotti, realizzata per il mercato italiano e basata sulla “Sport Sedan”, denominazione data negli USA alla seconda serie del’Alfetta. Si caratterizza esternamente per i paraurti maggiorati, i doppi proiettori anteriori, le luci di posizione sulle fiancate anteriori, le fasce paracolpi laterali, i cerchi in lega.
A fine anno l’Alfetta è sottoposta ad un restyling, che finalmente permette di unificare stilisticamente l’intera gamma. Tra le principali novità estetiche dell’Alfetta ‘82 ricordiamo il portatarga nero inserito tra i gruppi ottici posteriori, le fasce paracolpi sulle fiancate e sottoporta, le coppe ruota nere, gli indicatori di direzione laterali arretrati e l’antenna radio incorporata nel parabrezza; nell’abitacolo fa bella mostra di sé il volante della GTV.
La 2000 si differenzia dalle altre versioni per la calandra color alluminio opaco e per l’adozione di lavatergifari, retrovisore esterno a comando elettrico, cinture di sicurezza e poggiatesta posteriori, vetri elettrici anteriori, pomello cambio e volante in legno, inserti in legno sulla strumentazione e sulla plancia. Tutte le versioni a benzina adottano l’accensione elettronica ed il cambio a cinque marce è caratterizzato da rapporti più lunghi: la 1600 raggiunge ora la velocità massima di 174 Km/h ed accelera da 0 a 100 Km/h in 10,3 secondi, mentre la 2000 raggiunge la velocità massima di 184 Km/h ed accelera da 0 a 100 Km/h in 8,3 secondi.
Sei mesi più tardi, nel Giugno del 1982, la gamma si arricchisce di una nuova versione, la Quadrifoglio Oro, mossa dal motore 2000 ad iniezione meccanica della 2000 LI America. A caratterizzarla esternamente ci pensano i doppi proiettori anteriori, gli inediti cerchi in lega, alcuni particolari di color marrone scuro, come la fascia sottoporta, i paraurti, la calandra, le cornici dei fari posteriori. La dotazione di serie è arricchita dall’adozione di check control, regolazione elettrica degli schienali anteriori e dell’altezza del sedile guida, vetri elettrici posteriori, chiusura centralizzata e trip computer. La Quadrifoglio Oro raggiunge la velocità massima di 185 Km/h e consuma mediamente 10,1 litri/100 Km.
Nello stesso anno, dopo intensi test su strada condotti con la collaborazione di venti tassisti milanesi, debutta l’Alfetta CEM (Controllo Elettronico Motore). Commercializzata in serie limitatissima, è stilisticamente uguale alla Quadrifoglio Oro, ma se ne differenzia profondamente nella meccanica, per l’adozione di un sofisticato impianto d’iniezione elettronica, con iniettori particolarmente compatti ed efficienti, e soprattutto per il funzionamento modulare del motore, che in condizioni di scarsa richiesta di potenza (come ad esempio quando si è in coda nel traffico cittadino), è in grado di funzionare a due anziché quattro cilindri, riducendo il consumo di benzina.
Nel Maggio del 1983 l’Alfetta conosce l’ultimo restyling della propria carriera, in occasione del quale vengono commercializzate la 2000 Quadrifoglio Oro iniezione elettronica e la 2400 Turbodiesel.
La nuova Quadrifoglio Oro adotta un sofisticato impianto di iniezione elettronica Bosch Motronic, e soprattutto è la prima berlina di serie al mondo ad adottare il variatore di fase: la potenza massima raggiunge i 130 CV a 5400 giri/minuto e la coppia massima i 182 Nm a 4000 giri/minuto; il consumo medio è di 8,6 litri/100 Km, un valore notevole per un motore a benzina di questa fascia di mercato.
La 2400 Turbodiesel monta infine un inedito motore, prodotto ancora dalla VM, di 2393 cc, con potenza massima di 95 CV a 4200 giri/minuto; la velocità massima è di 165 Km/h, a fronte di un consumo medio di 8,1 litri/100 Km.
Esternamente l’Alfetta ’83 si distingue dalle precedenti versioni per l’adozione di vari particolari in plastica nera, che ne appesantiscono ulteriormente la linea, come il fascione che integra i gruppi ottici posteriori, le fasce paracolpi laterali e sottoporta, lo spoiler anteriore, la calandra con scudo Alfa più piccolo e stilizzato; nel baule posteriore lo stemma Alfa Romeo è stato spostato in posizione verticale. La Quadrifoglio Oro mantiene la vecchia calandra e si caratterizza dalle altre versioni per i doppi proiettori anteriori, i cerchi in lega ed i fendinebbia. Nell’abitacolo è stata modificata la plancia, sormontata da un grande blocco che contiene strumenti e spie; tutte le versioni hanno ora di serie il check control, i vetri elettrici anteriori, la chiusura centralizzata, i sedili posteriori con poggiatesta incorporati.
Nell’autunno del 1984, al Salone di Torino, debutta l’Alfa 90, sfortunata erede dell’Alfetta (sarà prodotta per soli tre anni, fino alla nascita dell’Alfa 164), che esce definitivamente dai listini nel Marzo del 1985, dopo tredici anni di onorata carriera. Tredici anni in cui è stata l’oggetto del desiderio della media ed alta borghesia italiana, l’auto di professionisti, imprenditori, politici e delle nostre forze dell’ordine. Si dice sia stata l’auto più innovativa dell’Alfa Romeo nel dopoguerra, di certo è stata per anni la 2000 più venduta in Italia e non è un caso se ancora oggi in tanti continuano ad apprezzarla ed a guidarla con piacere.
Autore: Rosario Pulvirenti
Data: 28 Febbraio 2005
Tags: Retrospettive, Alfa Romeo
Ultimi Commenti
77 commenti presenti
- 1
Complimenti
Complimenti per l'ottima recensione ,precisa ed assai dettagliata!
lorenzo giacchi segretario del club registro alfa 90Postato da: lorenzo giacchi07 Aprile 2006 alle 17:23 - 2
l'alfa indimenticabile
Rimane sempre l'alfa più sognata insieme alla 75. Davvero esauriente !
Postato da: carlo24 Aprile 2006 alle 14:38 - 3
Alfa forever
la fiat non sarà mai ingrado di creare un'auto all'altezza dell'alfetta!
Postato da: Tazio Nuvolari02 Maggio 2006 alle 17:21 - 4
Bellissima
Veramente bellissima questa vettura! All'Alfa erano avanti di 10 anni come minimo...
Postato da: Maks23 Agosto 2006 alle 16:43 - 5
La nostalgia
Nel 1984,mio padre ha coronato il suo sogno,venendo in possesso della quadrifoglio oro iniez. Meccanica.Quella vettura l'ho usata anche io(neo-patentato) e tuttore mi si stringe il cuore pensando al giorno che e' stata venduta.
Complimenti per i dettagli.Postato da: Roberto26 Agosto 2006 alle 15:18 - 6
I miei stimati complimenti
Voglio congratularmi con coloro che hanno stilato questo splendido documento,curato nei minimi particolari,toccando tutte le serie di questa splendida Alfa che si è distinta come tutte le sue sorelle del Biscione nel corso della sua storia.Da Alfista DOC,ritengo eccellente questo spendido lavoro messo a disposizione a tutti coloro che come me amano l'Alfetta come tutte le altre Alfa dal 1910 ad oggi!!!
Postato da: Cristia13 Ottobre 2006 alle 01:36 - 7
info&Brasile
Egregio Signore Prima di tutto mi scusi il testo non ho mai imparato italiano Complimenti per il vostro testo Voglio chiedere una informazione sempre che possible da parte vostra Io ho una Alftetta 4 italiana in Brasile La mia macchina tiene uno vetro retangolare invece 2 faro ogni lato Me pare che è l'unico modelo i Brasile Lei conosce questo modelo di vetro retangolare? Porgo Distinti Saluti Roberto
Postato da: Roberto Cavalcanti24 Novembre 2006 alle 21:42 - 8
info&Brasile
Egregio Signore Prima di tutto mi scusi il testo non ho mai imparato italiano Complimenti per il vostro testo Voglio chiedere una informazione sempre che possible da parte vostra Io ho una Alftetta 4 italiana in Brasile La mia macchina tiene uno vetro retangolare invece 2 faro ogni lato Me pare che è l'unico modelo i Brasile Lei conosce questo modelo di vetro retangolare? Porgo Distinti Saluti Roberto
Postato da: Roberto Cavalcanti24 Novembre 2006 alle 21:43 - 9
info&Brasile
Egregio Signore Prima di tutto mi scusi il testo non ho mai imparato italiano Complimenti per il vostro testo Voglio chiedere una informazione sempre che possible da parte vostra Io ho una Alftetta 4 italiana in Brasile La mia macchina tiene uno vetro retangolare invece 2 faro ogni lato Me pare che è l'unico modelo in Brasile Lei conosce questo modelo con faro di vetro retangolare? Porgo Distinti Saluti Roberto
Postato da: Roberto cavalcanti24 Novembre 2006 alle 21:44 - 10
mitiche!
Giulia, Alfetta, Alfa 75 che fortuna averle guidate, non esisteranno mai piu' alfa come queste!
In futuro acquistero' la 159 e vedremo se piano piano magari un briciolo di Alfa è rimasto.Postato da: saky7003 Gennaio 2007 alle 18:04 - 11
alfa.........
Postato da: sandro02 Aprile 2007 alle 11:39 - 12
cerchi in lega alfa 90
Ciao alfisti,a qualcuno interessano 5 cerchi in lega da 14 pollici per alfa 90?dovrebbero andar bene anche per alfa 75 e alfetta- giulietta
emanuele703@excite.itPostato da: emanuele09 Aprile 2007 alle 20:05 - 13
SPLENDIDA!!
"L'Alfa più innovativa del dopoguerra" la definì Quattroruote nel '72. Io ho una 1.6 del 1980 e, nonostante tutti mi dicano che la 1.6 perda qualcosa (ma non è vero!!!!), è un vero piacere guidarla. Io ho solo 20 anni e sono quindi nato nell'epoca del climatizzatore automatico e del navigatore satellitare, ma da quando ho questa macchina non ho più piacere a guidare le macchine nuove. Complimentoni per il servizio è preciso e dettagliato!!
Postato da: Filippo18 Maggio 2007 alle 22:41 - 14
Per il signor Lorezo Giacchi
Vorrei chiedere conferma di quanto ho sentito dire in giro a lei che è un esperto, ma è vero che l'alfetta è diventata più rara della giulia? è vero che il suo valore sta aumentando?
Postato da: Filippo19 Maggio 2007 alle 15:28 - 15
il sogno realizzato
Nel lontano 1981 all'età di 11 anni provai per la prima volta l'Alfetta 1.8 di mia madre. Fù amore a prima vista, la più bella e tecnicamente più avanzata delle berline ad alte prestazioni che l' Alfa Romeo abbia mai fatto, ripartizione pesi perfetta, tenuta di strada eccelente. L'ultima auto con un cuore, mi ha insegnato a guidare ed amare le vere auto.
Postato da: P., mi ha in25 Agosto 2007 alle 09:54 - 16
AUTO INTRAMONTABILI...
Salve a tutti gli Alfisti, è da un pò ke nn scrivo su questo forum, ke si dice da queste parti?? Avete creato un club o no??
Fin da piccolo ero innammorato dell'Alfetta Gt, sia perchè mi ricordo quella con cui mio padre mi portava a spasso la domenica, sia perchè me le ricordo quando mio padre all'epoca le vendeva e le assistiva, qiondi ci sono cresciuto nell'ambiente ALFA ROMEO...
Finalmente da qualche mese il mio sogno si è realizzato, infatti possiedo un'ALFETTA GTV 2000, del 1981, di colore rosso alfa con gli interni beige, auto fantastica con un design unico nel suo stile e molto originale.
Ha soli 59.000 km originali, ma il bello è ke quest'auto è stata venduta nuova all'epoca da mio padre sempre assistita presso la nostra officina, quindi conosciuta in tutto, sempre conservata in garage, originalissima, ancora ha xsino i cellofan negli interni......UN VERO AFFARE!!!
Va ke è una skeggia anche se è stata qualcke annetto ferma, i suoi 26 anni li porta benissimo, ha un ruggito ke fa paura ed un'accellerazione brillante (ANCHE SE NN è LA GTV6 2.5)...
UN SALUTO A TUTTI GLI APPASSIONATI ALFA ROMEO.......Postato da: Gabriele03 Settembre 2007 alle 11:19 - 17
Che "canto" magnifico
...che bello riconoscere che papà stava tornando a casa dal bellissimo canto dell'alfetta 1.8 che si faceva sentire dalla finestra...
erano gli anni 70...la nostra era una quattro fari di novembre '73 color prugna..da allora l'Automobile per me è solo alfa..
Spero di potermi presto permettere una bella alfetta d'epoca....
Ciao a tutti gli alfisti e non alfisti
Postato da: Riccardo13 Novembre 2007 alle 19:07 - 18
alfetta e che rombo inemitabile
ciao a tutti gli alfisti, e la prima volta che visito questo sito sono un alfista anche io diciamo, cmq sono proprietario di un alfa 156 del 1998 un alfa 75 18. del 1986, ed ho appena aquistato un alfetta 18. del 1974 prima serie e devo cominciare il restauro meccanicamente e buona, ed è inutile dire che è un bolide con un rombo ruggente l'Alfa è sempre alfa vi saluto tutti ciao
Postato da: Vittorio17 Novembre 2007 alle 17:22 - 19
mitica l'alfa romeo
Sempre mitica l'alfa romeo!
Vedere queste foto è sempre una grande emozione, mi ricordano le prime volte sull'alfa di mio zio... adesso via con la mia nuova 159 con il q tronic, superlusso!Postato da: claudio28 Novembre 2007 alle 23:36 - 20
Alfetta anni 70
Volevo che l'alfa romeo costruiva di nuovo per le forze dell'ordine la Mitica Alfetta, che ha fatto la loro storia.-Ciao
Postato da: Vincenzo15 Dicembre 2007 alle 18:42 - 21
Simply the best
Oltre a complimentarmi con l'autore dell'articolo, lo faccio nei confronti dell'Alfa Romeo, e dell'Ingegnere che concepì questo gioello, il quale se non sbaglio fu Orazio Satta Puliga.
Prima dell'82 non avevo l'età e i soldi per comprare un'auto, ma i miei genitori a vent'anni decisero di concedermi il più bel regalo della mia vita, l'Alfetta quadrifoglio oro.
Auto inimitabile, dalla meccanica raffinatissima, così come gli allestimenti.
La linea, la progressione, l'elasticità del motore, la tenuta di strada non avevano eguali.
L'unico difetto che le trovavo, era la non sempre impeccabile manovrabilità della leva del cambio, come su tutte le Alfa con schema transaxle.
Purtroppo me la rubarono nell'84, e la sostituii con la Nuova Giulietta 2000, la quale aimè fece una fine simile...bruciata dai vandali nell'88.Postato da: peter26 Dicembre 2007 alle 08:55 - 22
l' unico difetto....
l'unico difetto........era una macchina da mafioso e tamarro!
Postato da: 26 Dicembre 2007 alle 11:30 - 23
L'Alfetta dei Carabinieri
Quando nel 1973 uscì l'Alfetta io avevo otto anni e vivevo con la mia famiglia nell'alloggio di sevizio di una caserma dell'Arma, presso un Comando Regione.
La mia passione per le alfa mi spinse a "rubare" uno scudetto da una delle Giulia sinistrate che giungevano all'officina del reparto ma ricordo ancora il senso di dogmatico rispetto che provavo per la "duemila berlina" colore bleu notte e senza le scritte "carabinieri" parcheggiata proprio sotto le mie finestre. L'Alfetta pero' era un'altra cosa!
Le sue linee decise, con quel musetto accattivante! Ricordo ancora il rombo del motore che in accellerazione trasmetteva alla marmitta una sonorità metallica, durante il quale il terminale dello scarico , rivolto verso il basso, provocava un piccolo risucchio dell'aria....Rimanevo lì a guardare, estasiato, ogni volta che una Alfetta usciva a "razzo" dal portone della caserma. Era la piu' bella , la piu' potente, la piu' snob...Avevo fretta di arrivare a 18 anni per poterne avere una...Altri tempi.Postato da: Sergio26 Dicembre 2007 alle 16:54 - 24
nonè come prima
io ho avuto circa 20 alfa romeo l'ultima che ho avuto è una 159 e posso dire che fa schifo sembra come salire in una fiat stilo non è confortevole come prima l'alfa io adesso sono passato a mercedes e mi trovo benissimo salve a tutti i mercedessisti
Postato da: maverik08 Gennaio 2008 alle 16:05 - 25
meglio in mercedes
hai ragione maverik in mercedes è meglio adesso comunque anch'io ho avuto un'alfa 2000 altri tempi adesso sono salito sulla 155 e mi sembra una tipo 1800ciao a tutti
Postato da: franz08 Gennaio 2008 alle 16:09 - 26
alfetta
alfisti si nace sono in germania e finalmente ho appena comperato an alfetta 2000 del 1979 non vedo lora di far rinascere questa auto saluto in italia ai veri alfisti
Postato da: vittorio17 Gennaio 2008 alle 18:22 - 27
alfetta
un saluto a tutti gli alfisti,ho letto i vostri commenti e ho le lacrime agli occhi,ho 39 anni,la mia passione per l'alfa risale all'età di 10 anni quando salii su una giulia 1300 ti di mio cugino,il rombo del motore mi è rimasto nella mente e nel cuore.il mio sogno sarebbe di trovare un an'alfetta gtv 2000,no le porcherie che fanno oggi.
Postato da: saverio20 Gennaio 2008 alle 15:22 - 28
alfetta
ALFETTA!!!!! ricordo quando avevo 12 anni e stavo ore e ore dentro l'ALFETTA (ALFETTA 2000 L) di mio padre, che sogni!! speravo che compiuti 18 anni diventasse mia, invece dopo 3 anni l'ha venduta... ancora adesso sento nostalgia.sto aspettando il momento giusto per aquistarla...... un saluto a tutti gli ALFISTI
Postato da: pettinari21 Gennaio 2008 alle 13:24 - 29
Alfettone
Complimenti per l'articolo.
Ciao a tutti gli Alfisti del mondo; la mia passione per l'Alfetta é nata quando avevo dieci anni .
Era il periodo in cui mi stavo avvicinado al mondo delle auto e mio papà possedeva un'Alfetta 2000L passavo molti pomeriggi a lavarla e lucidarla ,ma la cosa che più mi appassionava era la mattina quando scendevo di casa per scaldarla.
Purtroppo nonostante io la volessi tenere fino a miei diciotto anni mio padre la regalo a suo fratello.
Dopo ventanni di ricordi sono riuscito a riprovare quelle emozioni , infatti ho trovato una splendida alfetta 2000 del 1982 che sta appassionando anche i miei bambini .
P.S. L'Alfetta si chiama GinaPostato da: Jari24 Gennaio 2008 alle 19:48 - 30
Ricordi d'infanzia....
Bel ricordo di questa macchina....peccato che vivevo in montagna e con la trazione posteriore nn era tanto facile sulla neve.....
Postato da: venom24 Gennaio 2008 alle 20:49 - 31
ALFETTA QUADRIFOGLIO ORO ANNO 1984
DEVO RINGRAZIARE MIO SUOCERO CHE FINALMENTE HA DECISO DI REGALARMI LA SUA ALFETTA QUADRIFOGLIO ORO DI COLORE BLU METALLIZATO CHE DA TANTI ANNI CUSTODIVA NEL PROPRIO GARAGE. ADESSO STO CERCANDO DI OMOLOGARLA ASI PERCHE' E' VERAMENE NUOVA. OGNI VOLTA CHE LA GUIDO MI EMOZIONO E QUANDO LA PARCHEGGIO LE PERSONE VUOI O NON VUOI LA GUARDANO E NEL COMMENTARE CON UN SORRISO DICONO:: QUESTE ERANO MACCHINE. SALUTO A TUTTI CHE CHE POSSEGGANO UNA. CIAO DA ELIO DI VIZZINI (CT)
Postato da: ELIO06 Febbraio 2008 alle 18:27 - 32
Mitica
C'è chi ha scritto che è un auto da tamarro e da mafioso , niente di più falso
le Alfa del periodo erano le più veloci auto della loro categoria e molto spesso non solo... quindi logico che fossero usate da malviventi ma sottolineo anche dalle Forze dell'Ordine soprattutto.
Di auto tamarre all' epoca ce n'erano ben oltre l'alfetta .poi meglio un auto da tamarro che una da zingaro , ogni riferimento è puramente casuale.Postato da: gianluca07 Febbraio 2008 alle 17:32 - 33
Chi ha potuto provare o possedere un Alfetta non se la può dimenticare
Testo del tuo commento
possediamo io mio fratello e ns mamma un'Alfetta 1.8 del 1974 comprata dal nostro povero papà che ci ha lasciato 4 anni fa.Ha percorso 90.000 Km e ha ancora tutto originale.Mio fratello 1 volta alla settimana gli scalda il motore e il suo famoso rombo fa tremare tutto il palazzo.Siamo sempre stati orgogliosi di questa super macchina che purtroppo oggi non ne fanno più.Questo cimelio resterà sempre nei ns cuori e nel ns box e per nessuna cifra al mondo la venderemmo perchè oltre che essere un ricordo del ns povero papà ci ricorda tutta la ns giovinezza.E' stata la seconda e ultima macchina che mio papà ha avuto,la prima è stata una Fiat 1.100 che ci hanno rubato ben 2 volte,alla 2° volta purtroppo non l'abbiamo più ritrovata,sennò l'avremmo avuta ancora.
Complimenti per le foto e un saluto a tutti gli innamorati di questa splendida macchina.DanielePostato da: Daniele08 Febbraio 2008 alle 17:41 - 34
Aiuto, dove posso trovare alcuni pezzi della alfetta 1.6
Anche io possiedo una Alfetta del 1978/79, ma ho avuto un piccolo incidente chi mi puo' aiutere nel trovare alcuni pezzi anche usati della alfetta 1.6, e precisamente la serratura del vano bagagli e le luci posteriori (freccia, retromarcia e stop), lato sinistro.
Grazie spero che mi possiate aiutare. Io sono di MilanoPostato da: Dario Frigerio08 Marzo 2008 alle 13:07 - 35
Hi guys!
I’d prefer reading in my native language, because my knowledge of your languange is no so well. But it was interesting! Look for some my links:
Postato da: MuhOmimamug09 Marzo 2008 alle 18:14 - 36
Inimitabile Alfa Romeo
Salve a tutti gli amici Alfisti... nonostante la mia giovane età la mia passione per queste fantastiche Alfa è incredibile... la loro linea,la loro raffinatezza e il ruggito di questi fantastici motori fa venire la pelle d'oca... non si può dimenticare l'accelerazione di una Giulietta Turbodelta,il ringhio di un'Alfetta o di una 75... fantastiche... appena potrò ne prenderò una... alla faccia delle auto di oggi che di emozioni ne danno proprio poche... ciao!
Postato da: Dario 8424 Marzo 2008 alle 14:32 - 37
Alfetta 1.6
Complimenti, anche se c'è qualche inesattezza. La 1.6 prima serie MANTENEVA l'inserto in legno sulla plancia: solo il volante era rivestito in finta pelle nera. I comandi della climatizzazione erano identici. La sola differenza con la 1800 era la plafoniera dei posti dietro che era stata eliminata. Anche a strumentazione (grafica, fondo blu e cornici strumenti a parte) era identica. E' vero che l'orologio era optional, ma era optional obbligatorio. Non è mai esistita un'Alfetta 1.6 priva! Come erano optional obbligatori il lunotto termico e gli appoggiatesta. Nel complesso la vettura non era affatto più semplice internamente rispetto alla sorella maggiore. Solo il fondo del tappeto bagagliera era in gomma anziché in moquette. Nel 1977 poi gli allestimenti furono unificati, fatto salvo la corona del volante.
Per quanto riguarda le prestazioni, l'accelerazione pura era quasi uguale, grazie al rapporto finale più corto, specie nei confronti della 1.8 del '75 che aveva solo 9 cavalli di più. Si avvertiva un po' di coppia in meno in ripresa, ma era quasi del tutto compensata dal rapporto al ponte più corto. Le ho avute entrambe e con PIENA soddisfazione Non ho mai notato differenze significative!!!! A parte qualche km/h di velocità in più della 1.8. Tutto lì.Postato da: Orny27 Marzo 2008 alle 17:51 - 38
sogno o son desto
questa sera ho dato conferma ad un sig che vende la sua alfetta 1.8 color blu e spero di non aver fatto una caz....ta e' ben tenuta e nn ha ruggine nn e' la prima alfa ne ho gia' avute diverse ma mai una alfetta 1.8 sembra un sogno ....o son desto a presto
Postato da: maicol07 Aprile 2008 alle 21:20 - 39
ma che mitica l'alfetta mio babbo l'aveva una 1.8 nuova del 73 bè in autostrada con il motore appena sciolto fu superata da una volvo 164e noi eravam
Postato da: 05 Maggio 2008 alle 21:47 - 40
Grandissima Allfa!
sei stata grande in tutto, come mamma Giulia.
Postato da: Saky7001 Luglio 2008 alle 21:00 - 41
Non esageriamo amici di Omniauto......
Amici di Omniauto, comprendo che per farsi beneamare dai tanti appassionati Alfa che navigano in internet bisogna parlare sempre bene "delle Alfa d'un tempo" come fossero immacolate...
pero' un po di equilibrio non guasterebbe... per esempio nelle prestazioni di accelerazione vi segnalo che sia nelle prove del milanese "Quattroruote" che in altre riviste, l'Alfetta 2000 post 1982 fa lo
0-100 km/h in 9,4 secondi (e non 8,3 secondi come scrivete)... tanto che anche la prova della piu leggera Alfetta GTV2.0 a novembre 1979, la stessa segna 9,7 secondi...
altro che 8,3....Postato da: Marco16 Luglio 2008 alle 17:57 - 42
Italian Made
Salve a tutti gli appassionati di auto. Sono un'autista di autobus di linea con precedente esperienza di trasporto con autotreni di circa 15 anni. Ho letto dei commenti su scritti, e sono rimasto molto male agli insulti al nostro prodotto italiano. Nel mio piccolo, ho sempre posseduto auto italiane (dalla 128, 126, panda30, uno diesel, uno turbo diesel, tipo, alfa 155, marea, ora alfa gt jtd), ed è in arrivo la Mito per mia figlia. Vorrei ricordare a molti che sputano nel proprio piatto, che quando si gira il mappamondo, l'Italia neanche si vede per come è piccola, ma se non sbaglio, ci si distingue per diversi capolavori (cucina, moda, arredi, design, ecc.) e soprattutto le auto! Ci sono molte nazioni al mondo, che non costruiscono auto ( e mica di poca importanza: Australia, Canada, paesi medio orientali ecc.), e allora perchè non siamo orgogliosi di quello che abbiamo? Ferrari, Maserati, Alfa Romeo, Lancia; ecc. Perche questi insulti ai nostri prodotti? Quando sento dire "meglio in Merdecess", mi ricorda sempre l'auto preferita dai becchini per eccellenza, l'auto preferita dagli zingari per trainare le roulotte! E come costano, ma siccome sono tedesche, allora tutto è giustificato! Ma la macchina di Mr. Bean (mini one), costa poco? La più ordinaria, più di 17.100 euro, è 36cm. più corta della Mito, sembra di star seduti su una sdraia! E non parliamo della Smart (la scatola delle scarpe) Mi domando se fosse stata costruita dalla Fiat, quante critiche sarebbero volate? A livello meccanico, non dobbiamo imparare niente da nessuno ( ricordare chi ha inventato il common rail), e cosa me ne frega se la mito ha 20 cv. in meno, è pure un 1400, mica un 1600. E poi, cosa servono tutti sti cavalli, quando in autostrada siamo tutti in colonna fermi sotto il sole??!!! Comunque, mi riferisco ai Merdecessari, che vanno in giro con i carri funebri ( basta guardare i colori dei concessionari: nero, viola, grigio, manca l'insegna fuori con scritto Camera Ardente) che quando uscì la 190, la quinta era un opzione e si pagava, quando noi l'avevamo di serie sulla Panda 750, ma nessuno giustifica ciò, perchè il Deutsch made non si discute! Amo l'Italia, ne sono orgoglioso nonostante siamo un paese con difficoltà economiche, e ricordo che all'estero (Francia, Germania, Spagna ecc.) vanno in giro con auto loro. Sono stato a Manchester, ho visto solo un' Alfa 156, hanno solo Ford, Rover; a Monaco, rarissime italiane, come in Francia, perchè sono molto più patriottisti di noi! Spero di non aver offeso nessuno, ma quando guardo un gran premio, e vedo la Ferrari, vedo l'Italia che corre per noi! Ricordo cosa diceva il signor Henry FORD: quando vedo arrivare un'ALFA ROMEO; mi tolgo il cappello!!! Meditate gente, meditate... bye bye by David.
Postato da: David30 Agosto 2008 alle 22:59 - 43
le Alfa di un tempo
Un piccolo appunto per il sig Marco, al quale vorrei dire che le alfa di un tempo si elogiano per passione, senza volersi accattivare nessuno.
Le alfa anni 70 erano auto di un certo carattere, per esempio le velocità dichiarate dalla casa, relative ai singoli modelli , spesso nella realtà erano di gran lunga superate.Nei deppillant dell'epoca l'Alfetta aveva una velocià dichiarata di "oltre 175"; ma un esemplare ben rodato poteva sfiorare i 190! Una velocità ragguardevole per quegli anni in una vettura di fascia media.
Per non parlare poi dei motori delle Giulia gt 1750 e di quelli da 130 cv delle Giulia gtv 2000, praticamente ogni esemplare era una storia a sè. Motori robusti ma "volubili", che se affidati a giudatori neofiti potevano dare anche non pochi problemi.
Forse in quel periodo nacque il detto "donne e motori gioie e dolori"?Postato da: Sergio05 Settembre 2008 alle 21:55 - 44
un vero piacere
ho un alfetta 1.8 ed e' un vero spasso guidarla e' pur vero che non ha abs esp ddt bot cct pero' lo dico per quelli che magari la giudicano senza averla provata...a differenza delle moderne per guidare un alfa anni 70 devi saper guidare. quelle di oggi le guida anche mia moglie.scusate ma amo troppo l alfetta
Postato da: miki11 Settembre 2008 alle 19:58 - 45
ALFA ANNI '70: MITICHE!!!!
Ho iniziato a guidare sulla Giulia 1300 ti di Papà quando avevo 12 anni, e non potrei descrivere la gioia e le sensazioni che provavo anche se le ricordo perfettamente come se le rivivessi ora che di anni ne ho 44.. ero già esaurito da piccolo con le Alfa perchè quando le nostre partite di calcio nel quartiere venivano interrotte dal rombo del bialbero delle pantere in grigioverde che venivano ad arrestare sempre lo stesso "personaggio", io smettevo immediatamente di giocare estasiato da quelle auto. Gli agenti ormai mi conoscevano e mi facevano salire sulla volante dove io nemmeno sentivo le urla dei miei amichetti che mi reclamavano.... Ho stampato nella mente il giorno in cui mio padre (il migliore in assoluto che si possa avere) mi ha annunciato l'acquisto della tanto sognata GIULIA, una 1300 ti bianca che io avrei lucidato in seguito ogni 2 giorni, era diventato lo sport che aveva sostituito il calcio e che mi dava enormi soddisfazioni. Qualche anno dopo fu sostituita da una Nuova Super 1600, poi da una Alfetta 1.8 seconda serie con la quale ho preso la patente da privatista; l'ALFETTA, uno spettacolo di potenza e sportiva eleganza.. unica!! Dopo l'Alfetta abbiamo preso 3 giulietta 1.8 (I° II° e III° serie). Il matrimonio si è rotto con l'acquisto nell'88 di una 33 turbodiesel, buon motore ma.... dell'Alfa Romeo era rimasto poco o nulla. Intanto 3 anni prima ero entrato in Polizia e coronavo il sogno di "sgommare" sulle Pantere, purtroppo le Giulia erano andate in pensione ma devo dire che le Giulietta facevano il loro dovere. La passione delle anni '70 comunque non mi aveva mai abbandonato e nel febbraio 1989 grazie ad un pattugliamento in una zona poco frequentata, ho scovato una Giulia Super (1600 biscione) in completo stato di abbandono. Immediatamente è partita la ricerca del proprietario (grazie al mio lavoro ci ho messo poco) e dopo l'acquisto ho iniziato il restauro, terminato 2 anni dopo con risultati entusiastici. Ho goduto quest'auto per 10 anni, poi spinto anche dal poco entusiasmo di mia moglie l'ho venduta ad un giapponese che l'ha ipervalutata (sembrava uscita dalla catena di montaggio nel suo fantastico "biancospino 013") mi è dispiaciuto che uscisse dall'Italia ma non potevo rifiutare l'offerta! Dopo tanto tempo senza "storiche" adesso è giunto il momento tanto atteso: è in arrivo una fantastica 2000 berlina del 1972 e mi sembra di sentire la voce di mio PAPA': Stefano è una vera ALFA.. è bellissima...
Postato da: Stefano - Genova17 Settembre 2008 alle 16:47 - 46
ricordi
wow wow wow alfetta!!!!!!!!!!!!
se chiudo gli occhi ricordo perfettamente quando mio padre mi portava in giro con la sua alfetta che poi era di nonno!!!!! 1800 del 78 blu notte da paura!!!!!!!!!!!! ero piccolo, potevo avere dieci undici anni ma vi assicuro che ancora riesco a sentirne l'odore degl'interni ed il loro calorePostato da: vincenzo16 Novembre 2008 alle 22:17 - 47
Kak mena zaebalo eto
Postato da: ScFarmLin03 Dicembre 2008 alle 09:14 - 48
Mlm Leads
lead generation
Postato da: lead generation08 Dicembre 2008 alle 01:10 - 49
Tamarra
Mi spiace contraddire ma chi ha vissuto il periodo tra fine anni 70 e primi 80 sa bene che queste Alfetta divennero presto le auto piu tamarre che circolavano, i tipi alla guida, le personalizzazioni hanno fatto storia, la marmitta strombettante, le antenne a frusta, le pantere adesive, il canottato baffone alla guida e in quegli anni altro classico che appariva nel 99% delle Alfetta: L'impianto a GAS, il bombolone che faceva cadere il sedere dell'Alfetta (che ha sempre avuto ammortizzatori di serie ridicoli con oscillazioni da dunebaggy) a terra col muso appeso. L'alfa con questa auto si è rovinata l'immagine di fronte al pubblico che fino agli anni 60 apprezzava il marchio come premium
Postato da: BmwIcar22 Dicembre 2008 alle 23:09 - 50
Tamarra ??
.......meno male che invece le bmw di quegli anni non hanno subito la stessa sorte !!!!!!!!
Specie la 2002 ti e le serie 3 .............
ooplaaa'Postato da: Alfetta31 Dicembre 2008 alle 22:27 - 51
Italian made
Buon anno tamarra, mi permetti un suggerimento? Vai ad abitare in Deutschland, così mangi i kartoffen, volkswagen, telefunken, indossa tedesco.
Ti ricordo cosa diceva un'illustre signore Mr. Henry Ford: When I see an Alfa Romeo, I take off my hat!!!
La BMW, è un signora, ma negli anni 70, era meglio se andavano a raccogliere le banane, macchine che rasomigliavano alle UAZ, Zastava, Skoda.
LasciaLA STARE L'Alfa, non ti offendere., ne ho 2 :la GT jtd 150hp, e la Mito rosso giulietta, ho contribuito per la nostra Italia, non ti pare? Auguri!Postato da: David06 Gennaio 2009 alle 19:30 - 52
alfa di oggi ?
io adoro le alfa vecchie , ho avuto alfetta seconda serie , alfa 75 , alfa 155 e 145 ( che avevano ancora meccanica alfa ) ma le alfa di oggi non hanno piu' nulla di alfa se non il marchio .
le bmw hanno tenuto il loro dna , e mi dispice dirlo , ma amero' sempre le vecchie alfa le nuove sono solo auto da fighetti , meglio i baffoni sull'alfetta !Postato da: luca14 Gennaio 2009 alle 20:40 - 53
La mitica "Alfetta" 2.000
Per chi come me, ha preso la patente nel 1981, l'"Alfetta" 2.000 è un mito automobilistico senza pari! Anche perchè in quegli anni il panorama automobilistico era molto ridotto rispetto all'attuale e l'"Alfetta" rappresentava l'eccellenza automobilistica del periodo, per meccanica e linea estetica. Io purtroppo non l'ho mai posseduta, ma avevo un caro amico il cui padre la ne era proprietario, pertanto avevo modo di ammirarla ed apprezzarla frequentemente. Credo che oggi, benchè di auto davvero belle ed eccellenti ce ne siano una miriade, un'auto paragonabile a quello che rappresentava l'"Alfetta" in quel tempo non esista. E non esistono più neanche quegli anni e quello spirito di vita....
Postato da: Michael 196325 Gennaio 2009 alle 16:43 - 54
alfisti di tutto il mondo
Carissimi, sono alfista come voi, ho 52 anni e mi ricordo la prima alfa che entrò a casa mia, una giulietta ti del 1965. Guidare un'alfa romeo(quelle costruite fino alla 75, mi raccomando) é quanto può capitare di più bello a tutti quelli che prendono la patente! Non posso descrivervi quanto amo questa marca gloriosa. Ha casa mia sono passate solo alfa romeo. Adesso ho una giulia super del 73, e stò acquistando un'alfetta 1800 del 1976. Cerchiamo di tenere in vita queste auto così gloriose, chi non ci ha messo mai le "chiappe " sopra non potrà mai capire che cosa si é perso sino ad oggi! Ciao
Postato da: paolo26 Gennaio 2009 alle 19:59 - 55
alfisti di tutto il mondo
ciao paolo , io posseggo un alfetta 1.8 blu olandese seconda serie , quella che stai comprando tu che colore e' ?? E messa bene o devi lavorarci su ?
Hai ragione ...e' indescrivibile la sensazione che da' il rombo del 1800 cc , poi e' incollata a terra e in ripresa si fa' rispettare ancora molto benePostato da: maicol29 Gennaio 2009 alle 20:28 - 56
Alfa
Evviwa l'Alfa Romeo, io sono del paese nativo dll'ing. Nicola Romeo e sono orgoglioso di possedere una 147 jtd che porta il marchio del Biscione!
Postato da: Giuseppe30 Gennaio 2009 alle 02:02 - 57
un sogno coronato dopotrentanni
Finalmnte ho coronato un sogno.Da ieri sono possessore di un'alfetta rigorosamnte 1800 del 1975. Ho 52 anni sono alfista da 51, da quando mio padre mi metteva sulle sue gambe e guidavo una giulietta ti. Sono cresciuto con la musica del bialbero (qualcuno lo chiama rumore) nelle mie orecchie. Bastava sentire il borbottio dei suoi carburatori, anche a un km di distanza non si poteva avere dubbi... arriva una vera alfa romeo. L'alfetta é stata il mio chiodo fisso da sempre, entusiasmante, ignorante, non facile da guidare se non avevi il dna di alfista dentro di te. L'ultima alfa che ce la ricorda forse é stata la 75, ma lei l'alfetta era qualcosa di unico. L'ho comprata a tagliacozzo da un signore che la teneva in un garage di legno in campagna. Pochi km, molto sporca purtroppo, ma quando ho acceso il motore ho capito che sarebbe stata mia. In autostrada per portarla a Roma nonostante la carburazione non fosse delle migliori data la lunga inattività, mi é bastato spingere un pochino per sentirmi padrone dell'asfalto. La quinta l'ho tolta davanti casa dopo120 km.... Adesso seguirà una cura di bellezza per riportarla in condizioni di concorso, per il motore e la meccanica in generale mi è bastato portarla sabato mattina dal mio amico meccanico Giorgio. Un cambio di olio e filtri, controllato assetto e freni e l'ho portata nel box a fare compagnia all'altro gioiello di casa, una giulia super del 73. Auguro a tutti buon divertimento con questi gioielli di auto, a chi non ha mai guidato una VERA... alfa romeo dico che non sanno cosa si sono persi!
ciao da PaoloPostato da: paolo10 Febbraio 2009 alle 17:00 - 58
l 'auto che dal suo rombo ti trasmetteva emozioni
non vedo l' ora di aquistare una alfetta 2000 ,mio padre ne ha avuto ben 2 una 2.0 una 1.8 erano macchine fantastiche.
Postato da: carmine22 Febbraio 2009 alle 14:40 - 59
alfetta 2.0
a malincuore devo vendere una alfetta 2.0 del 1981 tel 346 0400198
Postato da: paolo11 Marzo 2009 alle 13:50 - 60
suggerimento tecnico
Salve, ho una alfetta 1800 del 76, l'ho sistemata ma non ho trovato il modo di pulire l'interno vetro degli strumenti che risultano forse anche opacizzati. Qualcuno può dirmi se esiste un modo per smontare solo i vetrini oppure devo rassegnarmi a cambiare tutto il cruscotto?
Postato da: paolo29 Marzo 2009 alle 17:20 - 61
caro Icar
Signor Icar, ho letto per caso il tuo commento sull'alfetta datato dicembre dell'anno scorso. Io penso che tu non ci sei mai salito su un'alfa dell'epoca. Perchè se lo avessi fatto sapresti che a differenza delle care BMW, sempre degli anni 70/80, con un'alfetta tamarra come la definisci tu, si rimaneva in traiettoria per uscirne poi pronti ad accellerare. Su una BMW si doveva per forza montare il bombolone del gas, serviva a mantenere con il suo peso l'auto in strada.... non per niente le chiamavano "SAPONETTE" Non parliamo delle prestazioni, non c'era proprio partita! Un saluto .
Postato da: Paolo31 Marzo 2009 alle 23:34 - 62
Right Paolo
Parole sante sig. Paolo, e comfermo il tutto in quanto negli anni 83, 84, guidavo l'Alfetta quadrifoglio 2000, ed in autostrada ( che all'epoca non c'era il trasffico di oggi e potevi davvero spingere), nei curvoni veloci salutavo tutti!
Che soddisfazione, sul tachigrafo mi segnò 215 kmh.
Viva l'Alfa (ne ho sempre 2, GT, e Mito)Postato da: David01 Aprile 2009 alle 19:05 - 63
creazione di un club nel centro italia per la nostra alfetta
Salve amici alfettisti, mi trovo a scrivere di nuovo su questo bellissimo sito per contattare quanti più siano interessati acreare un club qui nel centro Italia per l'alfetta. Io sono di Roma e desidererei proprio creare qualcosa che faccia incontrare tanti appassionati di questa vettura, comprese le versioni gt gtv. C'é qualcuno interessato a questo progetto? Chiaramente sarebbe aperto a tutte le alfette proveniente da tutte le parti d'italia, e paerch<è no, dell'europa.... Se c'é qualcuno interessato pùò farsi sentire su queste pagine o scrivere via e-mail!
Spero di leggere parecchi risposte, anche se negative, l'importante é scambiare opinioni e progetti.
ultimoalfista@libero.it.Postato da: paolo06 Aprile 2009 alle 16:01 - 64
risposta sogno coronato dopotrentanni
un saluto a tutti da un'altro "malato"! anch'io ho preso il virus dell'alfetta da piccolo: giravo in bici finche' non individuavo un'alfetta in paese e..... rimanevo li' come ipnotizzato sulla mia bici a guardarmela a distanza, poi a casa la disegnavo sul mio quaderno di seconda elementare e cosi'a scuola il giorno dopo, avevo ancora la "mia alfetta"con me magari di un'altro colore . Poi quando mio padre nel 77 compro' una 1 serie usata..beh passavo piu'tempo in garage che altro. L'alfetta grigia ormai non esiste piu'ma da 4 anni ho una 1.6 del 78 blu olanda e da un'anno una 1.8 nera, naturalmente non c'è bisogno di dire quanto "godo" sia in garage che sui tornanti!
ciao a tutti quelli che come me hanno imparato a guidare sull'Alfetta!Postato da: alfettonenero19 Maggio 2009 alle 13:41 - 65
ciao alfettonenero
ho letto le tue righe, complimenti per le tue alfetta, da dove scrivi, mi chiedevo se hai letto il mio commento. Magari potresti essere il mio primo socio e poi magari stimolare anche gli altri! Ciao Paolo
Postato da: Paolo19 Maggio 2009 alle 19:23 - 66
ciao paolo
ho letto le tue righe, ma sono gia' socio di un club ALFA R.I.A.R. si chiama ALFA SPRINT ISTORIC CLUB con sede nelle marche-abruzzo, tra l'altro conta anche iscritti romani, lombardi, veneti ed emiliani.
mi piacerebbe comunque vedere qualche bella alfa romana in foto.
la mia mail e' facile da intuire , basta aggiungere @libero.it
ciao e complimenti per l'iniziativaPostato da: alfettonenero20 Maggio 2009 alle 11:57 - 67
cruscotto alfetta
sei poi riuscito ( PAOLO ) ad operare sui vetrini della strumentazione?
anch'io ho questo problema, ho tolto il quadro strumenti e pulito le piccole lampadine dietro asportandole una ad una, ma l'intensita' dell'illuminazione e' rimasta uguale (certo saprai che quel pirulino in alto a sinistra serve ad aumentare e diminuire l'intensita' di luce..).
comunque tornando al discorso del club alfetta, proprio a roma cen'è uno, purtroppo tra i soci fondatori c'è anche chi non meriterebbe di esserci ma...... se vuoi ti do' il link, intanto puoi andare a vederti la mia alfetta blu su internet, clikka: "calendario a mano armata l'inseguimento"
la mia era ferma al centro dopo che avevo acceso la miccia!
Postato da: alfettonenero20 Maggio 2009 alle 16:37 - 68
rispondo ad alfettone nero
Ciao alfettone, grazie della risposta, vorrei sapere se hai dovuto smontare tutto il cruscotto o hai potuto fare in modo più semplice, le viti sui vetrini sono di plastica e ho paura di rovinarle! Ho cliccato sul link che mi hai descritto ma ci sono vari indirizzi, puoi essere più dettagliato ?presto ti invierò le foto delle mie "bambine" Alfetta e Giulia. Il club di Roma come si chiama? Conosco anche io tante persone che rovinano l'ambiente delle auto storiche, io mi ritengo un'alfista sviscerato, ho libri e documentazione per poter aprire una mostra. Ho 53 anni e da 52 che siedo sulle alfa! (ho una fota all'età di 1 anno sul sedile di una giulietta prima serie, quella di papà), e a casa ho circa 150 modellini di alfa vere, quelle fino alla mitica 75! ti saluto e alla prossima conversazione poi magari se passi da Roma fatti sentire! Ciao Paolo
Postato da: paolo20 Maggio 2009 alle 17:08 - 69
che ricordi!..
Mi ricordi quando ero seduto sul sedile posteriore e assistevo alle scalate con doppiette in fase di sorpasso e quel rombo mitico..Alfetta 2.0
Ciao babbo..Postato da: Gianni31 Maggio 2009 alle 11:08 - 70
indegna
ho letto che la 159 sara' commercializzata negli states con il nome di giulia ( che offesa ), purtroppo molti americani non sanno che le alfa sono finite , l'ultima fu la 75 e dico con orgoglio di averla avuta , e anche l'alfetta , se uscira' un modello piu' grosso tipo la 166 come la esporteranno , come alfetta ? che tristezza...
Postato da: luca31 Maggio 2009 alle 11:20 - 71
Che goduria
Sono da ormai 4 anni possessore di un'Alfetta 2000 dell'84 e devo dire che come piacere di guida non c'é paragone né con le auto di oggi né con molte del passato, é una sensazione bellissima ogni volta che si da gas e poi l'urlo del motore non ha paragoni! La mia prima auto é stata una delta 1.3 ma dopo pochi mesi mi sono innamorato della 75 di un mio amico e ne comprai subito una identica e posso ben dire che é sulla 75 che ho imparato veramente a guidare! Oggi l'Alfetta me la godo spesso, in pratica la uso ogni giorno e a 141000 KM il motore va ancora talmente bene che ai semafori "brucio" ancora tutte queste macchine diesel che ci sono oggi!!! W le vere Alfa!
Postato da: Bruno20 Giugno 2009 alle 16:28 - 72
L' ALFETTA IL MITO !!
Ricordo perfettamente l' alfetta comprata nel settembre del '73 da mio padre...........era bellissima !!!
Ricordo che in autostrada non ci superava nessuno anche se non è che andassimo velocissimi 130/140 kmh al massimo.
La guardavano tutti e io mi ero innamorato di quella macchina, purtroppo nell' 88 abbiamo dovuto demolirla perchè avendo fuso la guarnizione della testata bisognava cambiare tutto il motore e non ne valeva la pena.
Sono stati 15 anni bellissimi con quella macchina e quando l' abbiamo portata dal demolitore per farla demolire ho pianto un pò !!
Secondo me una macchina come l' ALFETTA non la farà mai più nessuno e per tutta la vita mi resterà nel cuore.
Faccio i miei più sinceri complimenti alla persona che ha scritto l' articolo perchè mi ha fatto tornare indietro con gli anni ricordando bellissimi momenti vissuti a fianco della MIA ALFETTA.
Marco da Bergamo
Postato da: MARCO03 Luglio 2009 alle 12:48 - 73
un giorno da ...alfetta
Cari alfettisti buon giorno, sono Paolo. Ieri ero di ritorno dalla splendida provincia marchigiana invitato ad un matrimonio.
Mi trovavo con la mia Alfetta su una provinciale, un rettilineo tra un magnifico paesaggio. Un cartello indica una salita molto ripida tra poco, piena di curve e poi finalmente la Flaminia verso Roma. Dallo specchietto i fari di una vettura mi dicono che mi devo scansare, uno strombazzo di clacson e una Focus nera mi sorpassa sfiorandomi l fiancata. Io ero nel rispetto dei 90 km indicati dall segnaletica. La Focus si allontana velocemente. Non mi curo più di tanto di quell'autista e l'alfetta comincia ad imboccare l salita. Il motore canta meravigliosamente, in quinta accellero appena quanto basta per sentire aumentare la voce del bialbero. Dopo pochissimo vedo la sagoma della Focus in lontananza........ Io mantengo la mia velocità, le curve sono poco insidiose e poi con l'alfetta sembra di percorrerle col compasso e sono ancora in quinta, l'elasticità del motore è fantastica. Poi, ecco appena dietro una curva, la "veloce" focus che sembra aver perso un po di grinta, decellero ma mi accorgo che l'autista della Ford scala vigorosamente, sento la Focus urlare e cercare un po di cavalli pesanti! Ha perso velocita, la salita aumenta ma con un bel rettilineo, adesso basta... Metto la quarta e do mezzo gas, il bialbero alza la voce mentre la ford cerca di aggrapparsi a una disperata terza marcia, ma non le basta! Sento lo sguardo dell'autista della bella vettura tedesca appiccicato alla mia "vecchietta" ma ormai non c'è niente da fare... sfilo veloce e innesto la quinta, la belva abbassa il sedere e spinge di nuovo, la focus rimne a distanza. Rallento e di nuovo la Focus mi fa sentire l'urlo del cambio, ma niente, i suoi cavalli sotto il cofano sono tutti li mentre la salita aumenta! Il vecchio bialbero ormai trentatreenne, è un inno al piacere di guida, la tedesca rinuncia. Vedo un caffè sulla destra, metto la freccia e parcheggio. Scendo dall'auto e sento una cantilena stanca avvicinarsi. La Focus passa davanti a me, sembra rimanere senza fiato e la salita è ancora lunga. Mia moglie si sveglia dal suo pisolino.
-Ci prendiamo un caffè? mi domanda.
-Ma si, certo!
Chiudo lo sportello e do una scafetta sul muso della mia Alfetta....
un saluto a tutti, PaoloPostato da: Paolo14 Luglio 2009 alle 18:16 - 74
A PROPOSITO DI ALFETTA 20 L
ne ho una blu olanda interno in pelle beige ho fatto fare motore nuovo e impianto gpl nuovo gomme sospensioni
ho avuto anche l'alfa 2000 berlina sempre blu olanda con interno beige ma finta pelle anche quella motore nuovo ma conbilanciamento e pistoni stampati,volava rispetto all'alfetta.comunque il rombo dell'alfetta mi piace di piu ciao da GIANNI ....Postato da: GIANNI 03 Settembre 2009 alle 14:32 - 75
Vendo alfetta dell' 84'
Vendo alfetta del'84 tenuta in stato maniacale. Motore originale sempre nuovo 100mila chilometri. Vettura sempre i garage perfettamente funzionante. In piu ha l'inpianto GPL montato da nemmeno un'anno!!!
Chi fosse interessato:
3402851259
federico.cateni@hotmail.it
spedisco foto a chi interessato :::::::::Postato da: Federico19 Ottobre 2009 alle 17:15 - 76
L'Alfetta può essere considerata un'auto d'epoca ?
L'Alfetta 1.6 del 1978 può essere considerata un'auto d'epoca? Se si, potete consigliarmi un club associato ASI nel Lazio dove iscriverla?
Grazie.Postato da: agostino miani23 Febbraio 2010 alle 00:50 - 77
iscrizione alfetta 1600 del 78
E' decisamente un'auto d'poca essendo una ultratrentennale, nel lazio ci sono diversi club federati asi e il loro indirizzo lo puoi trovare nel sito stesso dell'asi. Io sto ceracando possessori di alfetta berlina e gt, il mio desiderio sarebbe quello di fondare qui nel lazio un club dedicato a questa fantastica berlina ultima, per me, vera alfa romeo.
Io ho una 1800 del 76, se vuoi possiamo continuare a sentirci per scambiare qualche consiglio anche con altri amici.
PaoloPostato da: Paolo10 Marzo 2010 alle 17:24
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Redazione di OmniAuto.it
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