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Attualità

pubblicato il 3 giugno 2009

Inquinamento marittimo: peggio delle auto?

15 megacontainer inquinerebbero come 760.000 auto

Inquinamento marittimo: peggio delle auto?

Secondo il quotidiano inglese The Guardian, i governi del pianeta stanno pericolosamente sottostimando l'inquinamento atmosferico creato dal traffico marittimo commerciale. In particolare, l'accusa è rivolta contro i giganti del mare, le enormi portacontainer che solcano gli oceani trasportando di tutto ai quattro angoli del pianeta. Si calcola, infatti, che la quantità di emissioni generate dalle quindici più grandi portaconteiner del globo siano pari a quelle di 760.000 automobili. La causa, secondo le accuse, deriva dall'elevato potere inquinante della nafta, accusata di avere un indice di emissione superiore di 2.000 volte rispetto a quello del gasolio per autotrazione.

Nel mondo stanno aumentando le pressioni verso la International Maritime Organisation e i Governi dell'Europa affinché venga seguita la stessa politica adottata qualche giorno fa dagli Stati Uniti, che ha creato una zona tampone a 230 miglia dalla costa lungo tutta la zona costiera dell'unione, e che probabilmente sarà presto seguita anche dal Canada. L'iniziativa americana segue la pubblicazione di uno studio accademico secondo il quale 90.000 cargo nel mondo (i più grandi hanno motori da 109.000 cavalli, una stazza di oltre 2.300 tonnellate e funzionano ininterrottamente per 280 giorni l'anno, 24 ore su 24) sono responsabili di 60.000 decessi avvenuti negli soli Stati Uniti d'America e che hanno comportato per le casse del Governo un costo di 330 miliardi di dollari. Secondo l'Agenzia per la Protezione Ambientale americana la nuova zona cuscinetto permetterà di salvare ogni anno la vita di almeno 8.000 persone grazie al drastico taglio delle emissioni inquinanti.

Nel mondo il livello dell'inquinamento generato dal traffico marittimo è molto aumentato negli ultimi 15 anni. La Cina, in tal senso, si è imposta come la maggiore costruttrice di mega container. Oggi questi giganti del mare continuano ad avere un enorme ritardo nella qualità dei loro propulsori, che utilizzano carburante di pessimo livello. Le stime indicano che le navi commerciali sono responsabili dell'emissione del 18-30% di ossidi di azoto globali nell'atmosfera, oltre al 9% di zolfo. Una grande nave sarebbe capace di emettere 5.000 tonnellate di zolfo l'anno nell'atmosfera. Il 70% delle emissioni avviene entro 400 chilometri dalle coste. L'85% di queste viene emessa nell'emisfero settentrionale della terra. Si calcola, infine, che il traffico marittimo sia responsabile per 3,5-4% del cambiamento climatico globale.

Recentemente anche la Danimarca ha pubblicato uno studio simile. Il risultato parla di una spesa sanitaria pubblica di oltre 5,8 miliardi di euro e di 1.000 decessi l'anno per problemi di salute conseguenti. L'Europa, negli ultimi venti anni ha legiferato molto per la riduzione delle emissioni nell'ambito del traffico terrestre ma ha avuto sempre la manica larga nei confronti dell'inquinamento del traffico marittimo (senza contare che le rotte europee del commercio via acqua sono tra le più trafficate del pianeta).

Recentemente è stata varata una normativa che prevede di creare, entro il 2015, due zone a basso impatto ambientale sul Canale della Manica e nel Mar Baltico, misure, tuttavia, ritenute insufficienti rispetto alle reali esigenze.

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Attualità , inquinamento , statistiche


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