dalla Home

Mercato

pubblicato il 2 giugno 2009

Mercato auto Italia: -8,6% a maggio

Pesa l’indisponibilità di vetture non incentivabili. Gas record, ormai al 21%

Mercato auto Italia: -8,6% a maggio

Prosegue con il segno meno il mercato italiano che in maggio con 188.670 immatricolazioni cala dell'8,59% portando la diminuzione dei primi cinque mesi al 14,75% con 918.084 targhe contro le 1.076.878 dello stesso periodo del 2008. Il calo è dovuto prima di tutto a una giornata lavorativa in meno (che pesa per il 4,5%), ma soprattutto alla carenza di vetture incentivabili che sono solo il 23% del totale di quelle previste in listino. Questo fattore sta portando, secondo gli operatori del settore, sia a un allungamento dei tempi di attesa sia a un calo della propensione all'acquisto, misurabile con un minore traffico in concessionaria e con il calo tendenziale degli ordini che in maggio hanno raggiunto 187mila unità contro le 194mila di aprile pur rimanendo in attivo il saldo nei primi 5 mesi dell'anno con un +3,7% grazie a 1.035.000 unità contro 997mila del 2008. L'effetto degli incentivi, dunque, sta scemando, per questo sia l'UNRAE sia il Centro Studi Promotor suggeriscono un allargamento delle vetture acquistabili con incentivo, sulla scorta di quanto fatto in Germania e Regno Unito dove l'effetto governativo è stato macroscopico dimenticando però un altro fattore: queste realtà non avevano mai visto incentivi alla rottamazione mentre dal 1996 in poi il mercato italiano ne ha beneficiato a fasi alterne, e sicuramente in momenti meno difficili di questo.

Tuttavia le conseguenze degli incentivi sulla struttura del mercato sono davvero macroscopiche. La prima è che le vetture a gas (GPL e Metano) salgono addirittura al 20,99% contro il 6,11% fatto registrare solo un anno fa pari al vertiginoso incremento del 314%; la seconda sono le ibride che, pur rimanendo marginali, crescono del 25,39% con la Insight assoluta protagonista grazie a 532 immatricolazioni; la terza è il Diesel che scende dal 51,24% al 41,73%. Quest'ultimo fenomeno è non è da salutare con favore, in particolare per i consumi e le ridotte emissioni di CO2 che sono il punto di forza dei motori a gasolio, ed è diretta conseguenza dello spostamento del mix verso i segmenti più bassi, solitamente caratterizzati da una minore penetrazione del gasolio a causa del maggior impatto proporzionale sul prezzo di listino per questo tipo di motorizzazione, aggravato dall'obbligo sostanziale, in talune realtà, di avere il filtro antiparticolato anche se in possesso dell'omologazione Euro4.

Ormai i segmenti A e B hanno superato il 63% contro poco più del 56% dello scorso anno, anche se in termini assoluti il segmento A è l'unico a mostrare incrementi anche in senso assoluto. A causare il calo del Diesel e dei segmenti più alti è anche il crollo delle immatricolazioni ad aziende scese a coprire poco più del 20% del mercato dopo essere arrivate a sfiorare il 30%, con punte di oltre il 48% in meno per le società di noleggio. In questo caso, pesano ovviamente sia la crisi economica, che riduce il potere di spesa delle aziende e penalizza il turismo, sia il restringimento del credito che si sommano alle carenze strutturali della legislazione fiscale in merito dello stato italiano, nettamente più punitiva rispetto agli altri paesi nei confronti delle vetture aziendali. Per questo, alla naturale espansione della quota degli acquisti da parte dei privati, si accompagna un crollo verticale da parte delle società. La crisi dell'auto aziendale è accompagnata anche dal calo del mercato dell'usato, diretta conseguenza degli incentivi, con i passaggi di proprietà, comprensivi delle minivolture, a quota 351.678, il 19,16% in meno rispetto alle 435.038 unità del maggio 2008 che portano il calo nei primi cinque mesi al 14,41% (1.918.550 passaggi di proprietà contro i 2.241.534 del 2007). Ciò porta ovviamente a un calo dei valori residui, con ulteriore impatto sul bilancio delle compagnie che muovono grandi stock di usato.

Per quanto riguarda le vetture più vendute, da segnalare il ritorno della Fiat Punto al primo posto delle vendite dopo mesi di dominio da parte della Panda che rimane ancora numero uno nei primi cinque mesi per sole 41 targhe (74.378 contro74.337). Il merito è nella disponibilità del GPL, tanto che la regina del gas, la Chevrolet Matiz, ha perso proprio a favore della Punto un primato che deteneva da tempo mentre la Panda si tiene stretto quello del metano. Sempre in agguato al terzo posto assoluto c'è la Ford Fiesta che proprio in questi giorni riceve in listino le versioni GPL e potrebbe avvicinare il duo italiano. A proposito del gruppo Fiat, da segnalare che la sua quota cresce ancora, oltre il 34%, con un incremento della penetrazione da parte di Fiat e Lancia e la sostanziale tenuta di Alfa Romeo. Si conferma l'ascesa spettacolare di Dacia (+225%), Hyundai mette a segno un grande mese (+79%) grazie alle sue i10 e i20, ma vanno bene anche Ford (+32,6%), Kia (+10,6%), Honda (+7,5%) e Chevrolet (+5,9%). I cali peggiori tra i grandi marchi sono per Volkswagen (-31,8%), Citroen (-29,6%) e Renault (-27,6%). Tra i premium si conferma il progresso di Audi (7,4%), al contrario di quanto succede per BMW (-17%), Mercedes (-21,7%), ma soprattutto per Jaguar (-51,1%) e Saab (-62,7%). Tutto sommato contenuta la battuta di arresto di Toyota (-13,3%), soprattutto considerando l'assenza di GPL e Metano nella gamma.

Gli operatori del settore contano ancora in un recupero nella seconda parte dell'anno, soprattutto se lo stock sarà riallineato alle esigenze del mercato, ma appare chiaro che chi parlava di 2 milioni di vetture alla fine del 2009 era stato piuttosto ottimista, soprattutto se il mercato manterrà la propria stagionalità che lo vuole collezionare il 47-48% delle immatricolazioni nei primi 5 mesi dell'anno. Se andiamo avanti così, è molto verosimile che ci si attesterà poco sopra 1,9 milioni di immatricolazioni con un calo del 10-12% rispetto al 2008.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , immatricolazioni


Top