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Tuning

pubblicato il 29 maggio 2009

Ariel Atom 500 V8

Più di 1.000 CV/tonnellata. Si può desiderare di più?

Ariel Atom 500 V8

"Sono pazzi questi inglesi!", potrebbe esclamare qualcuno non avvezzo alle piccole manie automobilistiche dei figli di Albione di fronte alla nuova Ariel Atom. In realtà questa è solo l'ultima e più estrema evoluzione di un concetto d'auto che i britannici inseguono ormai dalla metà del secolo scorso, da quando cioè un genio di nome Colin Chapman pensò bene di trasferire sulle sue vetture principi di leggerezza degni del mondo motociclistico e aeronautico, cosa in parte già applicata alle Morgan.

Lotus, TVR, Ginetta, Marcos e Caterham hanno fatto la fortuna di quelle essenziali vetturette che puntano tutto su un bel motore, un telaio minimale e una carrozzeria "peso piuma". La Lotus Seven in particolare ha fatto scuola con la sua impostazione spartana, bassa e minimale fatta di un cofano motore con il suo contenuto là davanti e due esigui sedili quasi sopra le ruote motrici posteriori.

Dalla Seven in poi sono stati tanti i tentativi di creare la perfetta simbiosi fra uomo e asfalto, con sempre meno telaio e carrozzeria a separare i due. In questa sequela, dopo Caterham Superlight R400, Ultima GTR e Caparo T1 arriva la fantastica Ariel Atom 500 V8. Già il nome lascia intuire che ci troviamo di fronte ad una Atom decisamente particolare, in cui un motore V8 da 500 bhp (quasi 507 CV) viene abbinato al nudo telaio in tubi d'acciaio della più "motociclistica" delle auto sportive.

Il peso di soli 500 kg consente alla Atom 500 V8 di raggiungere un rapporto potenza/peso di 1.014 CV/t, un valore che rasenta la folli su di un'auto stradale di normale produzione. Il cuore di questo predatore dell'asfalto è un V8 di 2,4 litri sviluppato dalla RS Developments di Russell Savory, un bel pezzo di tecnologia da corsa in alluminio con 5 valvole per cilindro, lubrificazione a carter secco, compressore volumetrico e, appunto, 507 CV a 10.000 giri/min.

La forza motrice è trasmessa alle ruote posteriori attraverso un cambio sequenziale a 6 marce Sadev. Il resto della vettura si distingue dalle altre Atom Ariel per un diversa schema di colori e per varie parti in fibra di carbonio, incluso il grande alettone posteriore. Nuovi sono anche i bracci delle sospensioni in acciaio cromo molibdeno, il volante multifunzione, le pinze freno Alcon a 4 pompanti e le ruote Dymag in lega di magnesio.

Il progetto, nato del 2007 a livello sperimentale e già atteso al debutto nel 2008, è finalmente realtà e un numero limitato di clienti potranno mettersi in garage questo gioiello da collezione che, a detta dei responsabili Ariel serve anche a capire i limiti di sviluppo della Atom e a "migliorare la razza". Le prestazioni non sono ancora state svelate, ma è facile immaginare tempi d'accelerazione da monoposto, visto che già l'attuale Atom 300 raggiunge i 96 km/h da fermo in meno di 3 secondi e i 160 km/h in meno di 7 secondi.

Nessuna anticipazione neppure sul prezzo, anche se pare che Simon Saunders, boss della Ariel, abbia già accennato ad una cifra compresa fra le 100.000 e le 135.000 sterline (vale a dire 114/154.000 euro al cambio attuale) per i 25 esemplari disponibili a partire da questa tarda primavera.

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