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pubblicato il 27 maggio 2009

Il Pubblico registro automobilistico è inutile

Anche il Ministro dei Trasporti lo ritiene dannoso per i cittadini. E ora?

Il Pubblico registro automobilistico è inutile

Il Pubblico registro automobilistico è inutile e rende la vita dei cittadini più complicata e costosa. Stavolta la critica al registro più "discusso" d'Italia arriva direttamente dal Ministero dei Trasporti e attraverso il suo più alto rappresentante, Altero Matteoli, che in una lettera ha risposto così ad una interrogazione parlamentare dell'Aduc presentata dai senatori Donatella Poretti e Marco Perduca. "Il ministro ha ammesso che vi è una duplicazione di strutture e di produzione di atti che serve solo a complicare la vita degli automobilisti e a sperperare denaro pubblico", si legge in una nota dell'Aduc, ma "non prende in considerazione le nostre proposte, né ne fa di proprie. Dobbiamo rassegnarci all'immortalità del Pra nonostante tutti ne riconoscano l'inutilità?".

Attraverso l'interrogazione in aula, l'Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori ha chiesto al ministro Matteoli se non fosse il caso di eliminare il Pra e di unificare la carta di circolazione e il certificato di proprietà in un unico documento e se non fosse anche il caso di privatizzare l'ACI, "la cui funzione di ente pubblico sarebbe obsoleta senza la gestione del Pra", si legge in una nota.

Il proprietario di un auto, infatti, per poter circolare è attualmente costretto a ottenere dalla Motorizzazione civile la carta di circolazione, che documenta la proprietà del veicolo, e dall'ACI il certificato di proprietà così come contenuto nel Pra. Ma la proprietà di un veicolo è contenuta anche in un altro registro, quello creato nel 1992 dal nuovo Codice della Strada: l'Archivio nazionale dei veicoli (Anv) presso il ministero dei Trasporti. Qui sono contenuti i dati relativi alle caratteristiche di costruzione e di identificazione, all'emanazione della carta di circolazione e del certificato di proprietà, a tutte le successive vicende tecniche e giuridiche del veicolo, ad ogni eventuale incidente incorso, per ogni veicolo a motore immatricolato. L'Anv può inoltre certificare, a richiesta e a spese dell'utente che ne abbia qualificato interesse, i dati di cui è titolare.

"Non vi è dubbio che la coesistenza dei due archivi costituisce un inutile appesantimento delle procedure di immatricolazione e di trasferimento della proprietà dei veicoli e che la stessa comporta anche oneri maggiori a carico dei cittadini", ha spiegatoMatteoli, riferendosi all'Anv e al Pra. Il Ministro ha tuttavia sollecitato a tener conto che "i dati contenuti dall'Archivio nazionale dei veicoli hanno complessivamente una portata ben più ampia rispetto a quelli risultanti dal Pubblico registro automobilistico". Inoltre, sul piano "strettamente operativo, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti già gestisce in tal senso l'emissione dei documenti di circolazione inerenti i veicoli, che sulla base delle disposizioni vigenti, sono esentati dall'obbligo di iscrizione nel pubblico registro automobilistico (ciclomotori, macchine agricole, macchine operatrici e rimorchi al di sotto delle 3,5 t)".

Dopo questa risposta, l'Aduc si chiede se ci si debba "rassegnare all'immortalità del Pra" e pone un'altra domanda: "Il ministro della Funzione pubblica, il 'feroce' Renato Brunetta, ha qualcosa da dire?".

[Per leggere la risposta originale del ministro Altero Matteoli cliccate qui ]

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Tag: Attualità , roma


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