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pubblicato il 27 maggio 2009

Chi vincerà la "partita" Opel?

Tutto è pronto, ma il gioco è cambiato: ci sono i cinesi. Fiat è la favorita negli USA

Chi vincerà la "partita" Opel?

Il documento è pronto, manca solo la firma. Per la separazione della Opel dalla casa madre americana General Motors tutto è già predisposto, come ha confermato ieri il presidente del consiglio di fabbrica, Klaus Franz. Adesso quello che serve è soltanto "l'investitore", la cui identità potrebbe essere decisa oggi. L'importante partita economica che si sta giocando in Europa potrebbe infatti concludersi proprio in concomitanza con la finale di Champions League. Nelle prossime ore il governo tedesco potrebbe dare il via libera ad un prestito ponte per la Opel, come ha detto il ministro delle Finanze, Peer Steinbrueck (Spd), "dell'ordine di grandezza di 1,5 miliardi di euro", ma la posizione dei giocatori in campo è cambiata. Ieri sera il costruttore d'auto cinese Beijing Automotive Industry Holding Co (Baic) ha presentato una "manifestazione d'interesse" per l'acquisto.

L'ingresso del nuovo potenziale investitore è stata confermata da un portavoce del ministero dell'Economia tedesco, che ha aggiunto che il ministro dell'Economia, Karl-Theodeor zu Guttenberg (Csu), cercherà di tenere colloqui anche con questo nuovo protagonista. La scalata alla Opel è così ancora più difficile per la Fiat, che già deve competere con la Magna, la favorita in Germania che Franz ha detto essere "in pole position". Ma un autorevole sostenitore la Fiat lo ha trovato negli Stati Uniti, dove la sua popolarità è recentemente aumentata grazie all'acquisizione di Chrysler.

Il Financial Times nella sua Lex Column scrive oggi che il Lingotto è per la Opel "l'opzione migliore" e che la "differenza cruciale" rispetto all'ipotesi alternativa di aggregazione, quella con il gruppo austro-canadese Magna, è "la visione industriale superiore". Parole lusinghiere per l'azienda italiana, che sono accompagnate da una dura critica a Bruxelles. Vista dall'America l'assenza dell'Unione Europea nella delicata questione GM-Opel è grave perché in ballo ci sono i nuovi equilibri all'interno del mercato automobilistico internazionale. Secondo il quotidiano statunitense, l'Istituzione europea non dovrebbe lasciare l'intera responsabilità di questa decisione agli stati nazionali. "Per quanto difficile in un anno di elezioni, Berlino dovrebbe favorire la soluzione europea ottimale dal punto di vista industriale piuttosto che quella che sembra poter meglio garantire i posti di lavoro tedeschi nel breve termine".

Ad ogni modo, su Fiat-Opel "Marchionne ha fatto tutto quello che si poteva e si doveva fare, adesso entrano in campo tutta una serie di componenti decisionali", ha commentato oggi il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, il quale non se la sente di fare delle previsioni. "Qualunque cosa si dica uno sbaglia quando ci sono delle lotterie è meglio aspettare il risultato", ha aggiunto, ricordando di essere stato "molto contento dell'operazione Chrysler". "E' stata una grande, grande operazione e Opel è una straordinaria opportunità perché in questi momenti gli imprenditori vanno a cercare opportunità e quindi mi auguro che ci siano le condizioni", ha concluso.

E se l'accordo con i tedeschi non dovesse andare in porto, c'è già chi guarda altrove. L'economista Carlo Scarpa, docente dell'Università di Brescia, ha detto in un'intervista pubblicata oggi su "Il Mattino" che "quella di Opel è un'acquisizione molto grossa, che fa la differenza. Ma se dovesse fallire sono sicuro che la Fiat si metterà subito a caccia di un'altra azienda. O, al massimo, stringerà un'alleanza con un produttore europeo come la Peugeot". Un fatto è certo per Scarpa: il Lingotto "non resterà con le mani in mano".

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