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pubblicato il 26 maggio 2009

Controlli e multe: l'Italia come un puzzle

Gelpi: “Le multe devono incrementare la sicurezza e non le entrate locali"

Controlli e multe: l'Italia come un puzzle

In Italia ogni 10.000 abitanti si contano 12 vigili urbani, 17 ausiliari del traffico e 4 pattuglie. Questa è la media stilata dal Rapporto presentato oggi dalla Fondazione ACI "Filippo Caracciolo" al Forum Internazionale delle Polizie locali, ma nel nostro paese basta entrare nello specifico di una realtà "locale" per accorgersi che questa è diversa da un'altra. Di fatto, anche se vale per tutta la penisola il fatto che la maggior parte degli incidenti si verifichi in città (3 su 4), è altrettanto vero che e per contrastare questo fenomeno sulle strade urbane c'è il 75% degli operatori delle Polizie locali, con punte vicine al 100% a Torino e in altri 13 capoluoghi di provincia e meno di 1 vigile su 2 a Venezia e in altre 8 città.

Differenze significative sul territorio che si ritrovano anche sotto altri aspetti della sicurezza urbana. Il numero delle pattuglie sulle strade, ad esempio, è molto variabile, con Cagliari che conta 95 veicoli ogni 100.000 abitanti e Foggia che ne ha meno di 6, oppure si potrebbe citare l'operatività degli stessi incaricati: a Catania c'è un'auto di servizio ogni 32 agenti, mentre a Piacenza il rapporto è quasi unitario. La sproporzione vale anche per gli strumenti di prevenzione degli incidenti, come autovelox ed etilometri. A Rieti e a Firenze ci sono più di 10 misuratori elettronici di velocità ogni 100.000 auto circolanti, mentre a Perugia e Reggio Calabria il dato è inferiore a 1. Nelle regioni più interessate al fenomeno della guida in stato di ebbrezza, Cremona, Treviso, Sondrio, Como e Bergamo hanno un numero di etilometri superiore alla media nazionale di 2,69 ogni centomila auto. Padova, Rimini, Verona e Milano sono sotto la media.

Tutti i Comandi di Polizia locale stanno comunque potenziando le proprie dotazioni, compatibilmente con le risorse economiche disponibili. I controlli sulle strade urbane italiane sono aumentati e con essi il numero delle multe in città: dai 11,7 milioni verbali del 2007 ai 12,6 milioni del 2008 (+7,9%). Secondo l'ACI, soltanto un dato è rimasto invariato nel tempo: la tipologia di violazioni al Codice della Strada. Le più ricorrenti sono sempre il parcheggio in divieto di sosta (2,1 milioni multe), l'eccesso di velocità (227.018), l'irregolarità nei documenti di circolazione (167.299), il passaggio con semaforo rosso (118.595) e l'uso del telefonino al volante (114.904). Nella graduatoria delle infrazioni figura all'ottavo posto il mancato uso delle cinture e dei seggiolini per bambini (49.840 multe), al 16esimo il mancato uso del casco (10.281), al 22esimo la guida in stato di ebbrezza (5.631) e al 37esimo la guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti.

L'infrazione più commessa, una multa su due, è ancora però la violazione delle zone a traffico limitato e il mancato rispetto delle giornate a targhe alterne: 6,6 milioni verbali nel 2008. Il rapporto della Fondazione Caracciolo ha fotografato anche l'atteggiamento degli automobilisti di fronte alle sanzioni ricevute. La maggior parte delle multe (60%) viene pagata secondo i termini previsti, entro 60 giorni dalla contestazione, il 3,5% è oggetto di ricorso e il 36,5% viene recuperato dai Comuni con lunghe trafile amministrative. Ma anche in questo caso l'Italia si comporta in maniera diversa da regione a regione, da comune a comune. A Pavia il 96% delle sanzioni è saldato entro i 60 giorni; a Catanzaro meno di una su 10. Si ricorre a giudici di pace e Prefetti per il 15% delle multe a Reggio Calabria e meno dell'1% a Trento, Bolzano, Cremona, Lodi e Vercelli.

"L'attività sanzionatoria deve essere orientata ad incrementare gli standard di sicurezza della circolazione e non le entrate economiche locali", ha detto il presidente dell'ACI, Enrico Gelpi, ricordando il ruolo fondamentale svolto in città dalla Polizia locale per la prevenzione degli incidenti stradali. "In quest'ottica devono rinnovarsi le dotazioni dei Comandi, soprattutto dei Comuni più piccoli", ha aggiunto, spiegando come "il 44,6% di questi dispone di almeno un autovelox, ma solo il 7% è dotato di un etilometro". Per questo, "non va perduta l'occasione della Legge Quadro sulla Riforma delle Polizie locali, al vaglio del Parlamento - ha concluso - per rendere la loro attività sempre più corrispondente alle aspettative dei cittadini, attraverso una costante formazione e una più avanzata specializzazione".

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Tag: Attualità , sicurezza stradale , aci


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